| Garante per la protezione     dei dati personali Newsletter SCHENGEN: IL "NUOVO" ARCHIVIO SOTTO LA LENTE DELL'EUROPARLAMENTO Chieste maggiori garanzie. Necessario conciliare sicurezza e diritti fondamentali dei cittadini Massima trasparenza negli sviluppi futuri del nuovo Sistema informativo Schengen (la banca dati contenente informazioni, fra laltro, sulle persone alle quali è vietato lingresso nei Paesi aderenti allAccordo di Schengen); previsione di ununica piattaforma tecnica per le banche dati esistenti a livello dellUE (SIS, Europol, Eurodac, Eurojust, ecc.) anche per garantire un sistema coerente di protezione dei dati; massimo rigore nel garantire il rispetto delle norme sulla riservatezza e divieto di utilizzare i dati per scopi diversi da quelli per i quali sono stati inizialmente inseriti nel SIS; necessità di potenziare lAutorità Comune di Controllo (ACC) Schengen. Sono queste le principali raccomandazioni espresse dal Parlamento europeo in un documento approvato dalla plenaria a larga maggioranza lo scorso 20 novembre, e indirizzato al Consiglio dellUnione europea. La Raccomandazione adottata dal Parlamento europeo si inserisce nel dibattito in corso sul previsto ampliamento delle funzioni del Sistema informativo Schengen (v. da ultimo Newsletter 13-19 ottobre 2003), che è stato inizialmente creato come misura compensativa delleliminazione dei controlli alle frontiere nazionali prevista dallAccordo di Schengen. Particolarmente controversa è la proposta (formulata in un documento del Consiglio dellUE) di consentire ora ad altri soggetti come lEuropol di accedere ai dati contenuti nel SIS per finalità connesse ad indagini di polizia, e ha suscitato perplessità anche la richiesta di prevedere altre funzioni nel SIS soprattutto in rapporto alla lotta al terrorismo (su iniziativa del Regno di Spagna). Il Parlamento europeo parte da una ricognizione dello stato dellarte e delle proposte avanzate, e sottolinea come il Consiglio UE sembri aver accettato il principio di un allargamento delle categorie di persone e oggetti segnalati nel SIS, nonché la possibilità di inserire e trasferire dati biometrici (come foto o impronte digitali), e consentire a soggetti terzi di accedere ai dati per scopi diversi da quelli per i quali essi sono stati inseriti. Tutto questo senza avere recepito, se non in minima parte, le osservazioni formulate in passato dal Parlamento, in particolare rispetto allaccesso di Europol (lufficio di polizia europeo) ai dati contenuti nel SIS ad esempio, lobbligo per Europol di rispettare le norme in materia di protezione dati stabilite dallArt. 117 della Convenzione di applicazione dellAccordo di Schengen, o il potenziamento dellAutorità comune di controllo (il cui presidente è attualmente Giovanni Buttarelli, segretario generale dellAutorità della privacy italiana) che discuterà questi temi il prossimo 11 dicembre a Bruxelles. Un altro aspetto importante, a giudizio del Parlamento europeo, riguarda la necessità di fare chiarezza sullapplicazione delle norme di protezione dati, che sono previste dalla Convenzione di Schengen e sulla cui applicazione vigila lACC, ma che sono soggette a tutta una serie di vincoli e condizioni legati alla struttura originaria del sistema e al fatto che lattività del SIS è materia in parte comunitarizzata ed in parte sottoposta alla sovranità dei governi nazionali. Significativo è il richiamo del Parlamento al progetto di Costituzione europea, il cui articolo 50 prevede una legge europea generale di protezione dei dati e listituzione di unautorità di controllo indipendente (il "Garante" europeo). Le raccomandazioni formulate dal Parlamento mirano, pertanto, a rafforzare il sistema di garanzie per i diritti dei cittadini cercando di conciliare le esigenze di sicurezza con il diritto fondamentale alla protezione dei dati, sancito dallart. 8 della Carta europea dei diritti fondamentali. A questo scopo, occorre: - promuovere un dibattito pubblico sulla natura e gli obiettivi del SIS, e assicurare trasparenza nello sviluppo futuro del SIS che potrà svolgere ulteriori funzioni dinamiche ma nel quadro di garanzie aggiuntive; - valutare la fattibilità di una piattaforma tecnica comune per tutte le banche dati esistenti o future, così da giungere ad un "Sistema informativo dellUnione" che permetta di ottimizzare le risorse e garantire un sistema coerente di protezione dei dati; - affidare la gestione del SIS ad unagenzia europea, soggetta al controllo del Parlamento europeo; - garantire che qualsiasi estensione del SIS si associ al massimo rigore nel rispetto delle norme di protezione dati, con particolare riguardo ai rischi legati allimpiego di dati biometrici; - garantire che i dati del SIS siano utilizzati solo per motivi espressamente indicati in anticipo, con il divieto di derogare a tale principio. In tal senso, il Parlamento si discosta dalle conclusioni del Consiglio europeo del 5-6 giugno 2003, nelle quali si chiedeva di valutare ulteriormente "la possibilità per talune autorità di utilizzare i dati SIS a scopi diversi da quelli per i quali essi sono stati inizialmente inseriti nel SIS"; - potenziare il coinvolgimento dellACC Schengen e delle autorità nazionali di protezione dati nella gestione dello sviluppo del SIS II, in particolare aumentando le risorse finanziarie e umane a disposizione dellACC; - armonizzare le norme in materia di accesso ai dati e di protezione, soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto "terzo pilastro" (attività nel settore della giustizia e degli affari interni), basandosi sui principi fondamentali stabiliti a livello europeo; - migliorare la sensibilizzazione dei cittadini europei rispetto al SIS, garantendo leffettività del diritto di accesso e rettifica dei propri dati personali. In particolare, il Parlamento chiede di prevedere la possibilità per i cittadini di ricorrere in appello al Mediatore europeo o al Garante europeo per la protezione dei dati qualora insorgano problemi rispetto allesercizio del loro diritto di accesso. |