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COOPERAZIONE GIUDIZIARIA: DA CIPRO SI FA SENTIRE LA VOCE DEI GARANTI EUROPEI
Rafforzato il gruppo di esperti per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini europei

Tutelare i diritti fondamentali dei cittadini europei nell’ambito della cooperazione giudiziaria e nelle attività di polizia e rispondere con maggiore rapidità e incisività ai rischi derivanti dalla sempre più massiccia raccolta di dati personali a fini di sicurezza. Sono queste le linee ispiratrici delle dichiarazioni e decisioni adottate dalle Autorità europee per la protezione dei dati durante l’annuale appuntamento della "Conferenza di primavera", che nel 2007 è stata ospitata dal Data Protection Commissioner di Cipro (10-11 maggio 2007).

Il moltiplicarsi delle iniziative a livello internazionale finalizzate a potenziare lo scambio di dati fra autorità giudiziarie e di polizia per la lotta contro il terrorismo ed altre gravi forme di criminalità richiede un approccio uniforme a livello europeo per garantire il rispetto dei principi fondamentali in materia di protezione dei dati. E’ un’esigenza importante cui occorre fare fronte elaborando strumenti utili ed efficaci, attraverso una riflessione ampia e condivisa che coinvolga più direttamente i Parlamenti nazionali e le opinioni pubbliche degli Stati europei.

Le oltre trenta delegazioni presenti hanno approvato tre documenti con i quali si rivolgono a tutti gli attori istituzionali europei (parlamento Ue, Consiglio Ue, Commissione, stati membri, governi e parlamenti nazionali).

Si tratta di due dichiarazioni - concernenti rispettivamente la proposta di decisione quadro del Consiglio Ue sulla protezione dei dati personali trattati nell’ambito del cosiddetto "III pilastro" (cooperazione giudiziaria e di polizia), ed il principio di disponibilità sancito dal "Programma de L’Aja" (ossia l’obbligo per gli Stati membri di rendere reciprocamente disponibili i dati raccolti a livello nazionale per finalità di giustizia e polizia) - e di una decisione con cui i Garanti conferiscono un mandato più ampio e incisivo al gruppo di lavoro che da alcuni anni segue le questioni di III pilastro per conto della Spring Conference.

Nella prima dichiarazione, i Garanti ribadiscono che la decisione quadro del Consiglio Ue, limitando l’applicazione dei principi ai soli dati oggetto di scambio fra gli Stati (nell’ottica della "disponibilità" suddetta), e non estendendola anche ai trattamenti effettuati a livello nazionale, rischia di introdurre una protezione dati "a due velocità" nell’ambito del III pilastro. Viceversa, occorre garantire uniformità di tutela a livello nazionale e sopranazionale nel trattamento dei dati raccolti per finalità di giustizia e polizia.

La seconda dichiarazione vuole offrire a tutti i soggetti che partecipano al processo decisionale in questo settore una serie di indicazioni utili a valutare se ed in quale misura gli strumenti normativi eventualmente proposti (a livello europeo e/o nazionale) per facilitare lo scambio di dati e dare attuazione al principio di disponibilità siano compatibili con i principi di protezione dei dati.

L’obiettivo, ancora una volta, è potenziare le libertà civili dei cittadini europei ed ampliare, al tempo stesso, le possibilità di utilizzo delle informazioni utili alle forze dell’ordine ed alle autorità giudiziarie nelle loro attività.

A coronamento delle iniziative assunte dai Garanti europei, occorre ricordare l’importante decisione con cui è stato conferito un mandato più ampio al gruppo di lavoro che da alcuni anni segue le questioni di III pilastro ("Police Working Party") nell’ambito della Spring Conference, così da permettere un monitoraggio costante ed una risposta rapida ed efficace ai rischi derivanti dal crescente uso di banche dati a fini di sicurezza, garantendo in tal modo le libertà civili dei cittadini europei.

La conferenza ha riconosciuto che tale obiettivo potrà essere meglio raggiunto attraverso un’articolazione permanente e strutturata del Working Party.

Francesco Pizzetti è stato nominato Presidente di quello che è stato ribattezzato, per l’occasione, Working Party on Police and Justice. A lui ed al Vicepresidente (Bart de Schutter, membro supplente dell’autorità belga per la protezione dei dati) spetterà fare in modo che il Working Party diventi la voce autorevole dei garanti europei in tutte le sedi istituzionali che si occupano delle questioni concernenti le attività giudiziarie e di polizia.