Ruggiero: la rete giova all'economia e aiuta la deregulation

Il Wto "benedice"Internet

GINEVRA - Il Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio,è convinta che il rapido sviluppo delle compravendite elettroniche,via Internet, dovrebbe portare benefici per tutti i paesi, siaricchi che poveri, contribuendo a dare un impulso ulteriore allacrescita economica globale.

In uno studio dettagliato sui settori in crescita,il Wto sostiene infatti che lo sviluppo del cosiddetto E-Commerce,cioè degli scambi via Internet, porterà ad un miglioramentodegli scambi commerciali internazionali e, in generale, "adun miglioramento del livello di vita delle persone". "Icosti più ridotti nelle informazioni e comunicazioni eil più facile accesso al mercato e alla concorrenza - proseguelo studio - porteranno ad acquisti di beni e servizi di qualitàmigliore e a prezzi più bassi".

Il risultato di tutto ciò, sostiene ancorail rapporto del Wto, sarà una rapida crescita del commercioelettronico nel futuro. Il valore degli scambi attraverso il "cyberspazio",peraltro, è già cresciuto in dieci anni da 0 a 300miliardi di dollari.

(Ndr: articolo ripreso da la Repubblica del 19 marzo 1998)


WTO: ci vogliono regole per il commercioelettronico

GINEVRA - Dopo aver liberalizzato il commercio internazionalenei suoi primi cinquant'anni e aver tramortito il protezionismo,l'Organizzazione mondiale del commercio mette ora gli occhi suquello che appare come il business commerciale del futuro, levendite via Internet.

Nato e cresciuto in una quasi assoluta anarchia,senza regole precise e riconosciute a livello globale, il commercioelettronico attira sempre più l'attenzione del mondo industrialee finanziario e non è quindi escluso che qualche Paesemetta prima o poi fine all'attuale regime, ponendo dei palettie dei freni che potranno ostacolarne una crescita che appare senzalimiti.

Già il presidente americano Bill Clinton avevachiesto che la situazione attuale relativa alla rete delle retifosse «congelata» a livello multilaterale, senza correreil rischio di futuri dazi o barriere di qualsiasi tipo sulle transazionicommerciali. E il direttore generale della Wto, Renato Ruggiero,aveva colto la palla al balzo per indicare proprio nell'istituzioneginevrina che sovrintende al commercio mondiale la sede idealeper elaborare regole concordate globalmente per il "cybercommercio".

Così gli analisti della Wto hanno messo apunto un rapporto che fornisse ai 132 membri una base di discussioneper delineare una politica comune su questo nuovo settore chesta registrando ritmi di crescita esponenziali. Basti pensareche, secondo il rapporto, nel '91 i navigatori di Internet eranomeno di cinque milioni, oggi sono cresciuti ad almeno 60 milionie all'inizio del prossimo secolo dovrebbero essersi quintuplicatia 300 milioni.E il commercio elettronico passerà dagli8 miliardi di dollari attuali a oltre 300, una quota pari a circail 2% dell'interscambio complessivo dei Paesi industrializzati.

Anche le aziende si sono accorte delle potenzialità:le società che già vendono prodotti via Internethanno oggi una quota di vendite elettroniche pari al 15% del fatturato,una fetta che dovrebbe salire al 42% entro il 2000.

Ma, coinvolgendo uno dei settori strategici per ilfuturo prossimo, il commercio elettronico sta già funzionandoda volano per tutta l'economia.

Secondo la Wto, il valore aggiunto mediante l'accessoa Internet, le infrastrutture e i servizi online, pari nel '96negli Stati Uniti allo 0,1% del Pil, raggiungerà i 100miliardi di dollari (1% del Pil Usa) per il 2000. Ma in tutti«i Paesi industrializzati il 25-30% dell'attivitàeconomica sarà coinvolta in maniera determinante dal commercioelettronico».

A beneficiarne saranno in primo luogo i settori cheforniscono le "infrastrutture" per Internet. Ma i dividendisi allargheranno a tutti quelli che forniscono servizi online,come telefonia e servizi finanziari. Non ultima, la pubblicitàvia Internet potrebbe arrivare a un fatturato globale da 40 miliardidi dollari.

Ma per salvaguardare questa enorme torta, avvertela Wto, sarà necessario un sistema normativo globale chegarantisca l'accesso alla rete, uniformi gli standard, tutelila privacy e metta al riparo da sorprese sul fronte dei dazi edel fisco.

La Wto mette a disposizione il suo mezzo secolo diesperienza e l'autorevolezza conquistata sul campo.

(Ndr: Articolo ripreso da Il Sole 24 ore di venerdì 20 Marzo 1998)