Al Congresso dell'altra verità
Mentre si apre l'Assemblea del Popolo a Pechino,
i giovani vanno a caccia di alternative alla retorica ufficiale

di Luca Vinciguerra

Jason è un ragazzo come tanti. Studia all'università, vive con la famiglia, coltiva gli hobby dei suoi coetanei: la musica, lo sport, i motori. Come tanti anche Jason naviga su internet alla ricerca della verità. La verità nascosta, quello che il Governo cinese non racconta alla gente: le storie dei dissidenti inghiottiti dalle prigioni del regime, dei giornalisti incarcerati, dei contadini espropriati delle loro terre, dei religiosi perseguitati.

"Non sono un dissidente -dice guardando le bandiere rosse che garriscono sui tetti delle case per ricordare ai pechinesi che oggi si apre la riunione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo - sono solo uno che non vuole essere vittima della propaganda. So che la stampa racconta un sacco di bugie, e quindi le notizie vado a cercarmele altrove. Anche a costo di violare la legge", spiega Jason smanettando eccitato sul computer dentro a un Internet Café, i bar di Pechino frequentati soprattutto dai giovani universitari.

"Ecco, con questo software riusciremo ad aprire tutti i siti che vogliamo", dice mentre sullo schermo si compone l'immagine di un portale in lingua cinese. Lo stratagemma informatico che consente di aggirare la Grande Muraglia eretta intorno a internet dalla censura di Stato si chiama Freegate. Grazie a questo programmino contenuto in un pugno di megabyte, ogni giorno migliaia di cinesi possono accedere a tutti i website "vaporizzati" dai feroci cerberi dell'informazione di Pechino.

Da Wikipedia (l'ossessione della nomenklatura comunista per la libera circolazione delle notizie è tale che qualche mese fa è stata oscurata anche la più grande enciclopedia del mondo) a Voice of America, da Radio Free Asia al canale in lingua cinese della Bbc. Ma soprattutto il software apre le porte del web di tutti i siti in puton-gua (mandarino) curati da cinesi (dissidenti e non) sparsi in giro per il mondo che vogliono svelare ai loro cittadini le molte verità occultate dal regime di Pechino.

A lanciare Freegate è stato un hacker della Carolina del Nord che si chiama Bill Xia. Secondo lui, ogni giorno oltre l00mila suoi connazionali si servono del magico software , per consultare i siti internet o partecipare ai blog oscurati dalla censura del Governo. Difficile stabilire se il numero sia esatto. Quel che è certo è che oggi in Cina una quantità crescente di persone (non solo gli studenti, ma anche professori, artisti, liberi professionisti, colletti bianchi) desidera avere accesso a fonti di informazione indipendenti anche se queste sono ufficialmente vietate.

Così, proprio mentre la stampa ufficiale profonde fiumi di retorica sull'apertura dell'Assemblea Nazionale del Popolo, in questi giorni Freegate e altri software simili gestiti dagli Usa come Ultrareach e Garden Networks consentono al popolo dei liberi naviganti cinesi di scorazzare nel mondo della controinformazione e di vedere le cose da un punto di vista ben diverso.

Per esempio, The Epoch Times, un sito internet fuorilegge, mostra il volto sconosciuto de 3mila delegati del Partito Comunista convenuti a Pechino per partecipare alla sessione annuale del Parlamento. "Anche se un comunista dovrebbe essere ateo. m realtà un terzo dei 60 milioni di iscritti al Pcc nel privato è religioso", svela il website, precisando che molti di questi fedeli nascosti sono quadri di alto livello. Per questa ragione, aggiunge The Epoch Times, lo scorso ottobre il Comitato Centrale del Partito ha convocato una riunione per stroncare il fenomeno e per punire i compagni che hanno ceduto al richiamo di dogmi estranei alla falce e martello.

Look at China, un altro website bandito dalla rete, rivela un altro fenomeno ignorato dalla stampa ufficiale: la profonda crisi di popolarità del Partito Comunista che, secondo il portale, nell'ultimo anno avrebbe perso circa 8 milioni di iscritti.

Sempre da The Epoch Times, i navigatori del proibito apprendono un'altra notizia di quelle che in giorni di Assemblea Nazionale il Governo vorrebbe seppellire (durante l'unica riunione annuale del Parlamento in Cina non è opportuno parlare di argomenti "sgradevoli"). Yu Zhijian, uno dei tre studenti che nel maggio del 1999 lanciò delle uova sul ritratto di Mao Zedong in Piazza Tienanmen e che per questo fu condannato a 16 anni di carcere, è stato arrestato qualche giorno fa dalla polizia dell'Hunan. Motivo: aveva iniziato insieme a un'altra decina di persone uno sciopero della fame in nome dei diritti umani.

New Tang Tv racconta altre storie di violazione dei diritti umani a danno delle minoranze e degli emarginati. Come quella dei genitori di alcuni seguaci della setta religiosa Falun Gong imprigionati da Pechino che hanno indetto per domani uno sciopero della fame. O come quella di Hu Jia, un attivista del movimento dei malati di Aids, di cui non si hanno più notizie da metà febbraio quando la polizia dell'Henan lo ha arrestato senza fornire spiegazioni.

Si è fatto tardi. Per Jason è ora di rincasare. "Lascio il software di Freegate dentro al tuo pc. Usalo fin che puoi perché in qualsiasi momento gli addetti alla censura (il Governo ne paga ben 30mila, ndr) potrebbero neutralizzarlo", si raccomanda il ragazzo prima di dileguarsi nella strada.

(Ndr: ripreso da Il Sole 24-Ore del 5 marzo 2006)