Microchip e iride, è allarme-privacy Il Garante: attenti, il corpo sarà sorvegliato con la tecnologia di Elsa Vinci Anno numero 4 del terzo millennio, è il corpo umano la nuova frontiera. L'uomo "sta diventando una password, dove la fisicità prende il posto di astratte parole-chiave sostituite da impronte digitali, geometria della mano, delle dita o dell'orecchio. Da iride, tratti del volto, odore, voce, andatura, Dna. Uno scenario da fantascienza quello illustrato nella relazione annuale dell'Ufficio del Garante della Privacy. "La retina dell'occhio per identificare una persona, chip inseriti sotto pelle per seguirne i movimenti che, come ha proposto una società statunitense, possono sostituire una comune carta di credito". Etichette "intelligenti" sui prodotti in vendita per definire gusti e abitudini della gente. Uomo "monitorato", uomo "modificato", "al guinzaglio elettronico". Stefano Rodotà, presidente dell'Authority, resta dalla parte dell'anima e mette in guardia dal "rischio di pericolose derive tecnologiche in nome di un distorto concetto di sicurezza". In momenti di angoscia e allarme internazionale, parla di privacy come "valore aggiunto alla democrazia", del corpo come nuovo confine da difendere. "Davanti a noi ci sono mutamenti che toccano l'antropologia - ammonisce Rodotà - Siamo di fronte a slittamenti progressivi, dall'individuo scrutato attraverso la videosorveglianza e le tecniche biometriche si può passare a una persona modificata con l'inserimento di un chip". "Networked persons", gente perennemente in rete, "uomini e donne via via configurati in modo da emettere e ricevere impulsi che consentono di rintracciare, ricostruire movimenti, abitudini, contatti". Al presidente della Repubblica, alle più alte cariche dello Stato, nella Sala della Lupa di Montecitorio, Rodotà ripete: "Non tutto ciò che è tecnologicamente possibile è socialmente desiderabile, eticamente accettabile, giuridicamente legittimo". La tecnologia "non è innocente", la biometria "non è il demonio" ma neppure "uno scudo contro il terrorismo". Alla politica il Garante chiede "equilibrio". Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, risponde: "La sicurezza non deve comprimere la libertà". Il ministro per l'Innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, attacca: "Gli allarmi eccessivi frenano l'innovazione". Il Viminale e la Farnesina lavorano alla realizzazione di un passaporto elettronico, con impronte digitali, per i cittadini italiani. L'Authority valuterà. Rodotà ricorda che il braccialetto elettronico, pensato per controllare pregiudicati agli arresti domiciliari o in semilibertà, è stato proposto pure per seguire i bambini in spiaggia. "Per quanto odioso possa essere il braccialetto non modifica il corpo. Se si inserisce un chip l'integrità del corpo è violata, la dignità lesa". Illusioni al bando: " Il sistema delle telecomunicazioni ci porta dentro il futuro ma la corsa si è fatta impetuosa". E il Garante annuncia che, dopo gli interventi sullo spamming e sugli sms, sta per agire su tre fronti: televisione interattiva, videochiamate e telefonia. Sì alle banche dati, no alle schedature. Il 2003 è stato l'anno della difesa dei navigatori on line e dei consumatori, con 44 mila tra ricorsi e segnalazioni all'Autorità e 38 mila risposte date soltanto per telefono. La maglia nera in materia di trattamento dei dati personali va alle amministrazioni pubbliche. Non sfugge la devolution. "Le norme sulla privacy non sono una leggina che può essere smontata appena i portatori di interessi settoriali alzano la voce". Inoltre Rodotà avverte: sms e e-mail elettorali "previo consenso". Infine rassicura l'italiano monitorato: "Siamo alle soglie di una costituzionalizzazione della privacy". (Ndr: ripreso da La Repubblica di giovedì 29 aprile 2004) |