Ecco gli "smanettoni" che spaventano Gli hacker, i pirati informatici, sono stati tra i protagonisti (nel bene e nel male) del '98 di Per la prima volta quest'anno l'edizione elettronica di uno dei più importanti giornali americani il New York Times è stata chiusa per alcune ore, in seguito ad un attacco hacker di sedicenti 'terroristi di Internet'. Il Pentagono ha subìto due attacchi: il primo a opera di tre teenager 'smanettoni' e quando sono stati scoperti, il capobanda, un diciottenne israeliano chiamato Analyzer, è diventato una specie di eroe di destrezza nel suo paese, con tanto di interviste alla mamma. Non avevano intenzioni distruttive, ma solo la voglia di dimostrare la loro arguzia e capacità informatica. Insomma dei veri hacker, di quelli che spesso vengono assunti dalle società informatiche. Diverso il caso del secondo attacco: i pirati che si facevano chiamare Mod (Masters of Downloading) hanno violato il sistema che controlla i satelliti della difesa statunitense, un fatto grave a cui seguì la decisione del Pentagono di isolare alcune postazioni di comando, dimostrando la loro insufficienza dal punto di vista della sicurezza informatica. In questo secondo caso si ha a che fare con cracker, pericolosi ladri o manipolatori di software. In Italia c'e' stato un hackeraggio al sito del Gr1 della Rai, quattro minuti di insulti contro Windows 98, il nuovo sistema operativo Microsoft, le cui vendite iniziavano proprio quel giorno nel nostro paese. Durante l'anno si sono registrate frequenti incursioni di pirateria elettronica ma senza intenzioni distruttive: al sito della Coca Cola, della Nasa, dell'Unicef, del governo messicano, del famoso network Mtv, dell'Università di Stanford e perfino di un luogo mitico per la telematica: la comunità virtuale di The Well. Sempre ai danni della società di Seattle, azioni di hackeraggio da virus hanno colpito i computer che utilizzano il sistema operativo Windows NT, mandando fuori uso le macchine di molte università, dipartimenti governativi e le apparecchiature di parte delle navi della marina statunitense. Danni non ingenti, ma che hanno messo ancor di più in evidenza la vulnerabilità dei sistemi informatici. Secondo il Computer Security Institute (Csi) sei aziende su 10 nel mondo hanno subìto attacchi, il più delle volte non gravi. In alcuni casi si è trattato di hackitivism motivato dal dissenso politico. Bombardamenti di mail e hackeraggio ai siti governativi della Cina, del governo indiano in conflitto con il Pakistan, della biblioteca nazionale serba a opera di pirati informatici croati e viceversa di serbi contro il sito di un giornale croato. La prospettiva di una infowar, ha messo in allarme il governo americano, i cui centri vitali sono oramai tutti in Rete, che quest'anno ha stanziato 27 miliardi di dollari per la sicurezza informatica. (Ndr: ripreso da La Repubblica del 31 dicembre 1998) |