Rfid ora ha una marciain pi: segue la filiera e fa risparmiare


Rispetto aitradizionali codici a barre ha notevoli vantaggi, a partire dallĠaltissimavelocitˆ di esecuzione dei suoi compiti

di

Gianluca Sigiani

 

Rfid (Radio frequencyidentification, identificazione a radio frequenza)  lĠinsieme di strumentihardware e software che, attraverso la trasmissione di dati in radiofrequenza,consente lĠidentificazione automatica a distanza di oggetti, animali o persone.

Per la sua applicabilitˆ asvariati settori industriali e lungo tutta la filiera di approvvigionamento, diproduzione e di distribuzione (supply chain), viene da tempo considerata unatecnologia di tipo general purpose (alla stregua, ad esempio, dellĠelettricitˆ,della ruota, ecc.).

Ma  forse nel campo dellalogistica e della grande distribuzione che lĠRfid trova il suo ambito elettivo,consentendo di censire, controllare e individuare le merci in ogni fase delloro ciclo di vita e del loro percorso.


In cosa consisteRfid? Il sistema si basa essenzialmente su tre componenti: unĠantenna, unricetrasmettitore (spesso integrato in un lettore) e un"risponditore" (trasponder) che, nella logistica, corrisponde aunĠetichetta "intelligente" (smart tag) da applicare al posto deitradizionali codici a barre sulle merci.

Le smart tag (dotate dimemoria integrata in un chip elettronico) possono contenere unĠampia gamma diinformazioni sulle caratteristiche e sulla posizione del prodotto da tracciare.Condizione di partenza  che ogni singola merce sia identificata in modounivoco da un codice elettronico (Epc, Electronic product code) contenuto nelchip della smart tag e leggibile da computer dotati di appositi software. Ivantaggi diretti, rispetto alle tradizionali tecnologie dei codici a barre e dellebande magnetiche, sono notevoli.

La lettura delle smart tagpu˜ avvenire senza necessitˆ di contatto o di visibilitˆ rispetto ai classiciscanner (come quelli tipicamente impiegati alle casse dei supermercati e deinegozi al dettaglio);  possibile effettuare la lettura simultanea di pi smarttag; lĠidentificazione e la verifica del prodotto avviene in tempi rapidissimi(circa un decimo di secondo); la comunicazione pu˜ essere criptata perassicurare un elevato grado di sicurezza.


Piattaforme softwareapposite organizzano ed estrapolano i dati rilevati, permettendo di esaminarelo stato e la posizione delle merci, e di effettuare tutte quelle fondamentalioperazioni di analisi (intelligence) volte a valutare i trend e a prendere lemisure necessarie nellĠambito della gestione del magazzino, della logistica eanche delle azioni di marketing.

Nonostante tutti questipunti di forza, Rfid non  ancora diffusa in modo massiccio. Il gigantestatunitense della distribuzione WalMart la estenderˆ entro la fine dellĠanno aoltre 1000 punti vendita e 600 fornitori. Il Gruppo Metro ne ha da pococompletato lĠapplicazione in Germania a 180 punti vendita dei marchi Metro Cash& Carry e Real e ai magazzini centrali del Metro Group Logistics (MGL).LĠinglese Tesco la usa con 200 fornitori. 


Ma in diverse parti delmondo e anche in Italia le cose vanno pi lentamente. Come mai? ÇLe ragionisono essenzialmente di tipo informativo ed economicostrategico — dice MassimoBolchini, Direttore Gestione e Sviluppo Standard di IndicodEcr, lĠistituto chepromuove il miglioramento dellĠefficacia e dellĠefficienza operativa delleimprese del largo consumo. Da noi come altrove non si  ancora formata unacultura sullĠargomento. Rfid  una tecnologia che pu˜ garantire grandi livellidi efficienza e di risparmio. Avere il controllo reale delle merci significagestire al meglio magazzini, scaffali e spedizioni con un aumento significativodelle performance.

E ora lĠoneredellĠinvestimento tecnologico si  ulteriormente abbassato: le smart tag sonopassate da un costo unitario di 1415 centesimi agli attuali 78 centesimi alpezzo, mentre il resto dellĠhardware non ha mai richiesto spese eccessive.Ovviamente, prosegue Bolchini, se si vuole sfruttare al meglio Rfid pu˜ esserenecessario rivedere molti dei processi della supply chain. Questo pu˜ averefrenato sinora molti marchi. Ma i benefici che si possono ricavaredallĠapplicazione di questa tecnologia e i risparmi che si possono ottenerepossono davvero risultare strategici. Ad ogni modo, entro il 2008 anche inItalia assisteremo a importanti applicazioni nel settore della grandedistribuzioneÈ.


Lo scorso febbraioIndicodEcr e la School of Management del Politecnico di Milano, incollaborazione con HP Italia e Telecom Italia, hanno inaugurato Epc Lab, unlaboratorio volto a eseguire studi di fattibilitˆ e a testare lĠimplementazionedella tecnologia Epc/Rfid nellĠambito della supply chain. Epc Lab ha effettuatoun grande numero di test pratici sulle prestazioni della tecnologia e indiverse condizioni operative, ed ha giˆ ospitato circa 500 visitatoriappartenenti ad aziende produttive e distributive e ad organizzazioni italianee internazionali.

(Ndr:Ripreso da ÒAffari&FinanzaÓ de Òla RepubblicaÓ del 3 dicembre 2007)