In Russia fiorisce il business (illecito) dei dati personali

di
Vladimir Sapozhnikov

MOSCA ¨ Ognuno in Russia può diventare "grande fratello", Bastano pochi rubli e un'ora di tempo. Su Internet, o in uno del numerosi mercati specializzati nella vendita di articoli "piratati", si trovano facilmente cd-rom o dvd contenenti una varietà incredibile di dati personali su ciascuno dei 145 milioni di abitanti della Russia, dall'indirizzo al numero di telefono, dal reddito ai crediti ottenuti dalle banche, dai beni di proprietà come le auto, fino all'elenco dei beni immobili.

Sono informazioni che ogni cittadino russo è obbligato a fornire al ministero dell'Interno (per il passaporto interno), a quello degli Esteri (per il passaporto internazionale), agli ispettorati fiscali, alla polizia stradale (per il rilascio della patente) e così via.

E con una regolarità impressionante, queste banche dati, che in teoria devono essere rigorosamente custodite dagli enti pubblici, vengono rubate e messe in vendita dalla cosiddetta "mafia informatica", legata a chi ha l'accesso ai server ministeriali.

L'anno scorso la business community russa è rimasta sotto shock quando ha iniziato a circolare un disco contenente tutte le transazioni fatte dagli istituti di credito negli ultimi sei mesi. Numeri dei conti correnti, cifre pagate e ricevute e altri particolari sono finiti nelle mani degli hacker. Come se il segreto bancario in Russia non esistesse più.

L'ultima novità sul mercato, appena messa in vendita dalla società Mzeb tramite il sito www.businessinfo.ru, riguarda i dati personali dei 16 milioni di abitanti di Mosca.

Secondo il portavoce del ministero dell'Interno, Aleksej Platonov, "la legislazione russa si è trovata spiazzata rispetto al rapido sviluppo dell'informatica. Per questo in Russia non esistono leggi che puniscano per la divulgazione dei dati personali".

Le banche dati, copiate dagli addetti ai computer per "arrotondare" stipendi miseri, rappresentano una fonte d'informazione preziosissima per la criminalità organizzata, che nel giro di pochi secondi può mettere insieme tutti i tasselli per organizzare un "colpo sicuro": auto di lusso rubate dai parcheggi custoditi, furti negli appartamenti (pochi giorni fa i ladri hanno visitato la casa del presidente del monopolio elettrico Rao-Ues, Anatolj Ciubais).

Ma c'è chi sostiene che le banche dati sarebbero state messe in vendita in vista delle elezioni legislative del dicembre 2007, per semplificare il lavoro alle società che falsificano le liste dei "sostenitori" dei potenziali candidati al Parlamento.

(Ndr: ripreso da "il sole 24 ore" di martedi 28 febbraio 2006)