Quando il Garante studia l'hi-tech C'è molta tecnologia nell'agenda del Garante di Il Garante per la protezione dei dati personali è proteiforme o inafferrabile? Se si seguono le cronache giornalistiche sulla sua attività, sembra che cambi continuamente d'identità: oggi alla ribalta per i test genetici e domani per una vicenda giornalistica, interessato alle centrali rischi e allo spamming, impegnato a tutelare diritti fondamentali come la salute o il muoversi senza sottostare a forme improprie di sorveglianza. Questo continuo intervenire su molti fronti, e l'incessante rinnovarsi dei temi da affrontare, esigono una continua verifica dell'adeguatezza degli strumenti di cui il Garante si serve. Questo spiega perché, nei quasi sei anni trascorsi dal momento in cui è entrata in vigore la legge n. 675/1996, siano stati emanati ben dieci decreti legislativi integrativi e correttivi della legislazione di base, tre codici deontologici, una serie di autorizzazioni generali. Ora è venuto il momento di dare una prima sistemazione d'insieme alla materia, anche per rendere più agevole la conoscenza e l'utilizzazione della disciplina complessiva. Questo obiettivo sarà realizzato grazie al testo unico sulla protezione dei dati personali, che sarà emanato entro il 30 giugno di quest'anno e che sarà accompagnato da ben sette codici di deontologia e buona condotta, a cura del Garante. Siamo così di fronte a una strategia normativa articolata, che cerca di adeguare ciascuno strumento alla realtà della materia da regolare. I codici di deontologia, che non sono documenti di autodisciplina di settore e costituiscono invece una significativa innovazione sul terreno delle fonti del diritto, disciplineranno materie che, come Internet o il direct marketing, esigono una regolamentazione "di prossimità", chiara nei principi e sufficientemente flessibile, in modo da poter seguire materie straordinariamente dinamiche. Consolidati il quadro normativo e l'organizzazione interna, il Garante non può permettersi l'ordinaria amministrazione. La forza delle cose lo chiama sempre in prima linea. E' imminente un "pacchetto" di provvedimenti nella materia della telefonia che, per il concentrarsi nei cellulari di un crescente numero di funzioni, esige regole precise sia per quanto riguarda i comportamenti dei gestori, sia per quanto riguarda l'insieme delle relazioni personali, sociali e istituzionali che questa tecnologia modifica continuamente. La sensibilità dei cittadini è vivissima, il Garante è quasi ogni giorno sollecitato a intervenire, scontrandosi (è bene dirlo) con comportamenti a dir poco spregiudicati che, spiegabili con le aggressive forme di concorrenza presenti nel settore, tuttavia talvolta portano a gravi violazioni delle norme, anche con risvolti penali puntualmente segnalati all'autorità giudiziaria. Altro tema all'ordine del giorno è quello della videosorveglianza, di cui il Garante per primo segnalò la rilevanza e che negli ultimi tempi sta conoscendo una espansione non sempre giustificabile. A parte gli eventuali interventi in sede di testo unico, si sta rivedendo il "decalogo" già formulato dal Garante, sia per integrarlo con i criteri indicati da successivi provvedimenti dello stesso Garante, sia per metterlo al passo con le novità operative. Del "decalogo" si sta controllando il rispetto, anche per rispondere a crescenti sollecitazioni dei cittadini, che smentiscono la tesi superficiale che vorrebbe tutti disposti ad accettare qualsiasi forma di sorveglianza purché giustificata con esigenze di sicurezza. Selezionando ancora tra le materie in agenda, è opportuno sottolineare la ripresa, davvero a tutto campo, del lavoro riguardante le informazioni genetiche. Il Garante ha avuto anche modo di sollecitare l'intervento del Gruppo europeo per l'etica delle scienze e delle nuove tecnologie sul caso preoccupante dei test genetici offerti via Internet. Attenzione particolare viene rivolta agli usi commerciali di queste informazioni, e ai conseguenti rischi di discriminazione. Che dire della pubblica amministrazione? Che le inadempienze permangono, spesso in forma grave, e che il Garante sta intensificando ispezioni e applicazione di sanzioni. Sperando che colpirne uno serva a educarne cento. (Ndr: ripreso da @lfa de "il Sole 24 Ore" di venerdì 28 marzo 2003) |