Internet e disabili un mondo da costruire

Linee guida per permettere l'usabilità dei siti a tutti gli esseri umani
Lo svantaggio di una persona disabile si può azzerare adattando appositi ausili per permetterle di fare ciò che altrimenti non potrebbe. Nel caso di Internet il problema fondamentale è l'interfaccia utente


di
Pierluigi Ridolfi

1. Non vedere, non sentire, ma comunicare. Da qualche anno c'è un interesse crescente dell'opinione pubblica e delle istituzioni sui modi per facilitare l'accesso dei disabili alle attività sociali, tra cui la comunicazione in senso generale. Tra i vari tipi di comunicazione Internet gioca un ruolo di primo piano: come si posizionano i disabili di fronte a questa tecnologia che sta allargando i confini del mondo? Come possono accedervi? Quali problemi esistono per loro? Quali si possono risolvere e come? Che cosa si sta facendo in questo campo? Sono queste le domande alle quali cercheremo di dare una risposta. Spesso si può limitare lo svantaggio di una persona disabile adottando appositi ausili, per consentirle di fare ciò che altrimenti non potrebbe. Nel caso di Internet il problema fondamentale è legato, come è intuitivo, all'interfaccia utente: i ciechi non vedono lo schermo, i sordi congeniti, che dispongono di un lessico limitato, possono avere difficoltà a comprendere il significato delle frasi lette sul computer, le persone con menomazioni motorie agli arti superiori non sono in grado di usare la tastiera. Per questi tipi di disabilità Internet potrebbe costituire una barriera elettronica insuperabile, come per una persona in carrozzella una scalinata diventa una barriera architettonica. A meno di progettare le scalinate in modo diverso. Qualche dato aiuterà a definire le dimensioni del problema. Si stima che i disabili in Italia siano il 5% della popolazione, cioè 2,5 milioni, e che circa 500 mila di questi siano utenti Internet: si tratta pertanto di numeri molto "grandi". È importante notare che l'uso di Internet per i disabili non è solo limitato al trattenimento: già oggi per molti disabili Internet significa una nuova possibilità di inserimento nella vita produttiva. Attraverso l'uso del computer sono nate nuove professioni, nelle quali il disabile può trovare aspetti incentivanti. Ad esempio, i vecchi centralini telefonici, tradizionale rifugio dei lavoratori ciechi, si stanno trasformando in "call center" e "help desk" con una polivalenza di funzioni e di servizi che assomigliano a vere e proprie "aziende on-line". Stanno anche nascendo nuove figure come quella dello "sperimentatore ufficiale di software" (si pensi per analogia al collaudatore automobilistico) oppure del "surfer", cioè colui che sa come navigare in Internet, fornendo recensioni e segnalando gli aggiornamenti. È pertanto certo che un allargamento dell'uso di Internet ai disabili, come utenti e come lavoratori, possa contribuire a rafforzarne il recupero sociale. C'è infine da notare che, sul piano dell'efficienza economica, la mancata valorizzazione delle particolari risorse umane rappresentate dai disabili, in molti casi veri talenti, costituisce uno spreco per il Paese.

2. Iniziative governative A livello generale questo tipo di problemi è stato oggetto di studi approfonditi da parte del W3C (World Wide Web Consortium, cioè il Consorzio Mondiale del Web), che coordina tutte le attività strutturali Internet nel mondo. Una delle iniziative concrete del W3C, del maggio 1999, è stata infatti la cosiddetta WAI (Web Accessibility Iniziative), un documento che individua 14 linee guida di tipo tecnico-organizzativo per facilitare l'accesso dei disabili a Internet. A livello europeo il tema dell'accessibilità è stato affrontato nel corso del 2000 alle Conferenze Ministeriali dell'U.E. di Lisbona e di Feira, con l'approvazione del piano d'azione e-Europe 2002 il quale dispone che "... i siti Web delle pubbliche amministrazioni degli Stati membri e delle istituzioni europee e i relativi contenuti devono essere impostati in maniera tale da consentire ai disabili di accedere alle informazioni e di sfruttare al massimo le opportunità offerte dal sistema di amministrazione on-line". L'Italia si è data immediatamente da fare. Nel 2001 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale due importanti documenti sull'accesso ad Internet da parte di persone disabili: il primo è una circolare del Dipartimento della funzione pubblica (G.U. n. 65 del 19 marzo) che detta le "Linee guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti Web delle pubbliche amministrazioni"; il secondo è una circolare dell'Aipa (G.U. n. 214 del 14 settembre) dal titolo "Criteri e strumenti per migliorare l'accessibilità dei siti Web e delle applicazioni informatiche a persone disabili". Il primo documento, di tipo generale, è indirizzato a chiunque all'interno delle pubbliche amministrazioni abbia responsabilità collegate alla progettazione, realizzazione e manutenzione di sistemi informativi basati sulle tecnologie del Web. Il documento contiene concetti importanti e, per certi versi, profondamente nuovi. Innanzi tutto si osserva che l'utilizzo ottimale delle tecnologie di comunicazione, e in particolare di Internet, costituisce un'esigenza strategica per le pubbliche amministrazioni. La rete infatti è un mezzo importante sia per accrescere la produttività del lavoro all'interno degli uffici pubblici, sia per migliorare la qualità dei servizi che essi devono offrire ai cittadini, sia, infine, per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte delle medesime amministrazioni. La circolare sottolinea che il Web è contemporaneamente uno strumento comunicativo ed una tecnologia organizzativa, in quanto permette di lavorare insieme ad altri e di condividere informazioni tra uffici, di realizzare pratiche di integrazione tra basi di dati e tra procedure, nonché forme di collaborazione con soggetti esterni a una determinata amministrazione. Perché questo avvenga occorre che i siti siano usabili e accessibili.

3. Usabilità e accessibilità. L'usabilità di un sito implica che le informazioni siano organizzate in modo da garantirne la fruibilità. La navigazione deve essere facile, il motore di ricerca efficace, ogni informazione aggiornata, i contenuti delle pagine devono rispondere alle aspettative e i criteri di utilità devono prevalere su quelli dell'estetica. In un'ottica di usabilità, quando si progetta un sito bisogna saper identificare le tipologie di pubblico al quale ci si rivolge. Occorre pertanto che il progettista immagini come il Web sarà visto dai suoi utenti, tenendo conto della varietà delle loro caratteristiche personali, sociali e culturali. In ogni caso il linguaggio deve essere chiaro e semplice, altrimenti l'utente reagisce con un comportamento di sordità intellettuale, come se si scontrasse con una lingua straniera.

L'accessibilità di un sito invece richiede che esso sia progettato in modo da garantirne la consultazione anche da parte di individui affetti da disabilità fisiche o sensoriali. A questo scopo le persone disabili possono usufruire di ausili tecnici di vario tipo, le cosiddette "tecnologie assistive". Ad esempio, per i ciechi vi sono sistemi chiamati "screen reader" che traducono quanto appare sullo schermo in una forma per loro comprensibile. Ciò può essere ottenuto o con sintetizzatori vocali, che leggono con voce artificiale l'intero testo, parola per parola; oppure con sistemi che traducono i segni grafici in vibrazioni di microscopici aghi, carattere per carattere, rilevabili al tatto; oppure mediante l'evidenza del testo su una barra Braille, riga per riga, che si può scorrere con le dita. Per gli ipovedenti vi sono programmi in grado di ingrandire l'immagine sullo schermo. Inoltre, per chi ha difficoltà nell'uso degli arti superiori, vi sono tastiere speciali, con pochi tasti e di dimensioni maggiorate, in aggiunta alla possibilità di dettare i testi e i comandi con sistemi di input vocale.

4. La circolare Aipa sull'accessibilità. La circolare dell'Aipa illustra i criteri di progettazione e manutenzione dei siti Web per consentirne I'accessibilità anche alle persone disabili. Si tratta di un documento molto dettagliato, frutto del lavoro di un gruppo di esperti con effettiva esperienza nel campo. Dopo alcune definizioni sui vari tipi di disabilità e le relative tecnologie assistive, la circolare Aipa afferma che "Il grado più elevato di accessibilità si consegue attuando il principio della progettazione universale, secondo il quale ogni attività di progettazione deve tenere conto della varietà di esigenze di tutti i potenziali utilizzatori. Questo principio, applicato ai sistemi informatici, si traduce nella progettazione di sistemi, prodotti e servizi fruibili da ogni utente, direttamente o in combinazione con tecnologie assistive. L'applicazione del principio di progettazione universale può presentare dei limiti e, in alcuni casi, porre vincoli alla creatività. Nel caso dei siti Web, i vincoli riguardano le modalità di attuazione delle varie soluzioni tecniche, piuttosto che il contenuto e l'estetica dei documenti, per cui non si traducono in limitazioni della possibilità espressiva". Le norme tecniche suggerite per la realizzazione dei siti Web sono dunque basate sul concetto della "progettazione universale". In pratica viene scartata la possibilità che un Ente realizzi due siti diversi, uno - di serie A - per le persone cosiddette "normali", l'altro - di serie B - per i "disabili". In altre parole, il sito deve essere uno solo, però le interfacce utente possono avere caratteristiche diverse, in funzione del tipo di utente. Ad esempio, il colore non può costituire un elemento di informazione (un non vedente sarebbe escluso da questa informazione), ma deve essere possibile per ogni singolo utente modificare il colore di fondo se questo può essergli utile per una migliore comprensione delle informazioni scritte sopra. Non è facile realizzare dei siti basati sui criteri di progettazione universale: vi sono infatti situazioni nelle quali non è possibile una completa e generale applicazione del principio, in quanto le soluzioni tecniche oggi disponibili non permettono di rendere accessibili tutte le possibili funzioni a qualunque utente, indipendentemente dalle sue capacità fisiche e sensoriali. Le possibilità attuali coprono, tuttavia, una casistica molto vasta e suscettibile di ulteriore continuo ampliamento grazie all'evoluzione tecnologica. In linea generale, il requisito di accessibilità sarà tanto più facilmente soddisfatto quanto più la progettazione sarà basata sulla separazione dei contenuti dalle modalità di presentazione. L'elemento architetturale di un sistema informatico che viene maggiormente interessato dal problema dell'accessibilità è l'interfaccia utente; pertanto, nella progettazione o nell'adattamento di interfacce esistenti, diventa importante un'adeguata conoscenza delle opportunità offerte dalle tecnologie assistive per utilizzarle nel modo migliore.

5. Direttive per l'accessibilità. Per favorire il rispetto dei principi illustrati, nella circolare Aipa vengono fornite delle direttive di accessibilità riferite a specifici casi: nel seguito, a titolo di esempio, ne vengono riportate alcune.

  • Si sconsiglia l'uso di testi realizzati in forma di immagine: un'immagine di testo non possiede la flessibilità sufficiente per adattarsi alle esigenze degli utenti ipovedenti.
  • Tutte le funzioni dell'applicazione devono essere gestibili dalla tastiera; le azioni previste con l'uso di dispositivi di puntamento e manipolazione di oggetti devono essere rese possibili anche con equivalenti comandi di tastiera e devono essere chiaramente descritte nella documentazione dell'applicazione.
  • I comandi impartiti con combinazione di tasti di scelta rapida devono rispettare, per le operazioni più comuni, le scelte abituali del sistema operativo e devono essere ridefinibili dall'utente per risolvere eventuali problemi di conflitto con quelli della specifica tecnologia assistiva. Vanno inoltre preferite combinazioni semplici di tasti che risultino di facile memorizzazione e richiedano una modesta abilità manuale per l'esecuzione.
  • Tutte le icone devono avere una chiara etichetta testuale o un'alternativa testuale selezionabile dall'utilizzatore; ad ogni icona deve essere associata una combinazione di tasti di scelta rapida.
  • L'applicazione deve permettere all'utilizzatore di cambiare dimensioni e tipo di caratteri, per mezzo del sistema operativo, per la presentazione a video e per la stampa.

Questi criteri, tratti dalle norme sopra citate, sono indirizzati formalmente solo alla pubblica amministrazione, ma hanno indubbiamente un valore generale che si può estendere alla totalità degli operatori. Per il mondo della disabilità si tratta di una conquista importante, ma non si può sottovalutare il fatto che questo tipo di soluzioni ha un costo non trascurabile, perché non è semplice realizzare un sito avendo come riferimento la "progettazione universale". Probabilmente si dovrà procedere per gradi, con orizzonti temporali relativamente lunghi, in attesa che le future tecnologie di programmazione consentano forme di automatismo destinate a rendere più agevole la costruzione dei siti.

6. Iniziative in atto. Su tutta questa tematica l'Aipa ha prodotto un CD-Rom di tipo didattico, dedicato ai progettisti Web, e un libro dal titolo "I disabili nella società dell'informazione", con contributi dei partecipanti del gruppo di lavoro sull'accessibilità (v. recensione a pag. 54). Queste iniziative hanno avuto una reazione positiva tra gli addetti ai lavori. In realtà, c'è ancora molto da capire sugli aspetti tecnologici dell'accessibilità, nonostante si sia fatto parecchio, e ancora più sul versante organizzativo. Comunque è stato compiuto un primo passo: ora si tratta di continuare ad andare avanti. Come prossima iniziativa, prendendo spunto dall'esigenza di scrivere dei testi destinati a essere pubblicati su Internet, si potrebbe puntare a realizzare in concreto la tanto auspicata semplificazione del linguaggio della pubblica amministrazione, il famigerato burocratese. La linea guida n. 14 del WAI recita infatti: "I documenti sul Web devono essere chiari e semplici": se non lo sono diventiamo tutti intellettualmente un po' sordi, l'accesso al sito diventa difficile e, da questo punto di vista, la popolazione dei disabili aumenta a dismisura. A questo compito qualche anno fa avevano dedicato non poche energie alcuni dei massimi esperti in campo amministrativo e linguistico, come i prof. Sabino Cassese e Tullio De Mauro. I risultati però sono stati modesti, ma certamente non per colpa loro. Forse i tempi sono cambiati: vogliamo provare ancora?

(Ndr: ripreso dalla rivista MediaDuemila di marzo 2002)