L'offerta di prodotti innovativi passa dal rispetto della privacy di Gaetano Rasi Garante per la protezione dei dati personali Due sono gli angoli visuali dai quali affrontare il problema del rapporto fra innovazioni e garanzie nel trattamento dei dati personali. Il primo riguarda l'incidenza dell'innovazione sulla privacy, ossia i possibili effetti negativi dell'innovazione concepita come turbamento della riservatezza. Questo è, però, un approccio statico, vecchia maniera, che vede tutelata la privacy esclusivamente attraverso divieti e vincoli. Se vogliamo far riferimento a una fase legislativa per l'Italia, è quella della legge 675/1996 e delle sue prime applicazioni. Il secondo angolo visuale, di tipo positivo, riguarda la garanzia per la persona (il rispetto dei suoi dati, della sua identità, della sua libertà e della sua sfera privata) come componente strutturale di ogni innovazione tecnologica. Questo è l'aspetto dinamico, moderno al quale dovrebbe tendere ogni politica dell'innovazione ai fini dello sviluppo. La tutela della privacy, in questa concezione, deve basarsi sempre più sull'autoregolamentazione da parte di cittadini, imprese, enti pubblici e categorie professionali. Faccio riferimento ai codici deontologici di autodisciplina, oltre che al nuovo Codice in materia di tutela dei dati personali (decreto legislativo 196/2003), entrato in vigore il 1° gennaio 2004, e soprattutto a quelle che dovranno essere le successive interpretazioni ed evoluzioni. Nella moderna concezione l'innovazione va oltre le tradizionali forme relative a nuovi processi produttivi e nuovi prodotti offerti. Essa riguarda anche le nuove soluzioni organizzative (per esempio l'outsoucing), l'uso di sistemi informativi (automatici e telematici nonché l'impiego dei sistemi di supporto alle decisioni, alle nuove forme distributive e alle comunicazioni commerciali e di interesse generale. Insomma, si tratta della personalizzazione dei beni e servizi offerti. L'innovazione si realizza con differenti tipi di tecnologia Si parla, perciò, di multidimensionalità perché l'innovazione non è legata solo alla tecnologia della produzione industriale, ma a qualunque tipo o di attività si svolga in un'azienda e in un ente che producano, o utilizzino, beni e servizi. Per altro aspetto l'innovazione assume il carattere della globalità, in quanto la realizzazione di un'idea innovativa richiede la partecipazione di tutte le funzioni aziendali e delle strutture organizzative. Multidimensionalità e globalità sono, dunque, due caratteri interconnessi. L'approccio globale collega le diverse dimensioni. Nel passaggio dalla produzione di massa alla produzione per il mercato personalizzato e nell'approfondirsi delle ricerche di mercato, per aggiornare ed elevare i prodotti e i servizi offerti in competizione, emergono, insieme con la necessità di disporre e trattare dati personali, anche i problemi riguardanti il consenso nella loro acquisizione e nel loro uso. C'è, inoltre, il problema del marketing e della promozione selettiva e autorizzata e questo comporta ulteriori manipolazioni dei dati personali. L'offerta in base al consenso informato e diretta all'obiettivo individuato (pubblicità mirata) è più produttiva e meno costosa. Il successo di un'innovazione dipende non solo e non tanto dal suo grado di originalità, ma dalla capacità dell'azienda e dell'ente, pubblico o privato, di valutare le esigenze emergenti o latenti nel mercato e di concepire e aiutare la strategia più idonea a raggiungere i risultati prefissi. Se questo vale per rispondere a bisogni ed esigenze del pubblico per quanto si riferisce alla funzionalità del bene offerto, ciò vale anche per quegli aspetti che sono richiesti dal moderno consumatore e fruitore per quanto si riferisce all'uso dei suoi dati personali massicciamente acquisibili e memorizzabili con le tecnologie informatiche. Limitandoci a considerare le variazioni ponderali negli ultimi trent'anni degli acquisti degli italiani, i maggiori spostamenti sono avvenuti verso beni a maggior contenuto di energia e servizi pre e post vendita e soprattutto a seguito dell'introduzione nei prodotti di qualità innovative personalizzate. E' significativo che nel campo della grande distribuzione commerciale si avverta la necessità di uno sforzo innovativo per rilanciare l'offerta e stimolare la domanda in un momento di bassa congiuntura. Vito Varvaro, a.d. per l'Italia del gruppo multinazionale Procter & Gamble che commercializza nel mondo ben 300 marchi di prodotti di largo consumo ha sostenuto in questi giorni (si veda "Il Sole-24 Ore" del 13 giugno) che è necessario intervenire attraverso iniziative innovative per riattivare il mercato. "In quest'ottica -ha affermato Varvaro- l'innovazione, ossia l'ingresso sul mercato di nuovi prodotti che offrono dei miglioramenti sotto il profilo funzionale o del servizio al consumatore, ha la capacità di dare una scossa ai consumi, in molti casi anche superiore alle aspettative". Non c'è dubbio che tra i "profili funzionali" e i "servizi al consumatore" vi sia il corretto uso delle informazioni personali (per esempio le notizie riguardanti l'affidabilità dei clienti nel credito al consumo, così come la videosorveglianza per la sicurezza dei clienti). La discrezione, il rispetto della riservatezza, la non invasività nella promozione per posta, per telefono, per e-mail costituiscono un valore aggiunto a persistenza innovativa nella qualità di merci e servizi. (Ndr: ripreso da Il Sole-24 Ore di giovedì 17 giugno 2004) |