Italia, ricetta di Gates

"Internet, ricerca e un treno per l'Asia"

Milano, il leader di Microsoft al Futurshow "Più scienza in classe, Usa e Ue si sveglino"

di Giancarlo Radice

Un consiglio agli imprenditori italiani: "Bisogna aver voglia di rischiare di più. Con la loro crescita economica i Paesi dell'Asia, Cina e India soprattutto, stanno cambiando il mondo. Dovete investirci, fare accordi, lavorare con loro. E dovete farlo adesso, perché fra un po' sarà tardi, tutti i giochi saranno fatti. E i vostri prodotti, se li faranno loro da soli". Bill Gates lo dice senza alcun tono polemico. La sua voce scivola gentile sulla platea di imprenditori e professionisti che ieri affollava il salone dell'Assolombarda, a Milano, per l'incontro con il gran capo di Microsoft sui temi della tecnologia come strumento per la competitività delle piccole aziende. Gates risponde a tutto con cortesia, anche alle domande più banali: "Come mi sento in Italia? Mi piace molto, la gente é simpatica, c'é arte dappertutto, il cibo è ottimo. Un Paese divertente. E costruite delle belle automobili", dice rivolgendo un sorriso a Luca Cordero di Montezemolo, il presidente della Fiat e della Ferrari che gli siede lì accanto sul palco. "Meno male che hai citato le auto - risponde Montezemolo - altrimenti poteva sembrare che stessi parlando di Disneyland"

Era dal gennaio 2003 che Gates non tornava a Milano. Ci ha passato 24 ore. Vale a dire 1440 minuti. Non poco per uno come lui, la cui attività di uomo d'affari viene valutata circa 200 dollari a minuto. E lo ha fatto senza risparmiarsi, inseguendo un programma scandito da tempi mozzafiato. Bill al Principe di Savoia (mercoledì sera) a cenare con due ministri (Roberto Maroni e Letizia Moratti) e un folto drappello di imprenditori, banchieri, opinion maker. Bill al Futurshow (ieri mattina), a decantare le lodi del nuovo Media Center, con cui Microsoft punta a portare valanghe di musica, video, fotografie dentro al salotto di ogni casa. Bill all'Assolombarda (a mezzogiorno) a parlare di tecnologie, ricerca, innovazione, e a presentare le 120 pagine del "Manuale per l'imprenditore" che Microsoft ha messo a punto per indicare alle piccole imprese italiane la strada che, attraverso la tecnologia, conduce a una maggiore competitività sul mercato. Bill di nuovo al Principe di Savoia (pomeriggio), a spiegare insieme all'amministratore delegato delle Poste italiane, Massimo Sarmi, l'accordo con il quale le Poste potranno offrire agli utenti, alle aziende, alle pubbliche amministrazioni, una nuova piattaforma di servizi via internet. E ancora Bill a colloquio con clienti, tecnici sviluppatori di software (sempre nel pomeriggio). Poi, l'ultimo Bill quello sull'aereo che lo riporta fuori d'Italia.

Il passaggio "pubblico" di maggior caratura è, ovviamente, quello che ha riservato alla platea di Assolombarda. E' soprattutto qui che hanno trovato spazio le sue riflessioni sui temi di cui è uno dei massimi protagonisti al mondo. "Ormai non c'e più differenza nel modo in cui le grandi aziende internazionali usano le tecnologie per aumentare la loro efficienza, per innovare, per essere più competitive - ha scandito - L'Europa non ha più da imparare dagli Usa. La vera differenza a semmai per le piccole imprese, di cui l'Italia è piena. Qui il gap tecnologico è molto forte e rischia di portarle fuori mercato"

Ma Gates si è soffermato molto su altri due temi che segnano lo spartiacque fra presente e futuro: l'impatto mondiale della straordinaria crescita economica di Cina e India, e l'esigenza di alzare gli standard educativi, nel senso di formazione scolastica e professionale, per creare "talenti" adeguati alle sfide del nostro tempo. "Cina e India stanno obbligando le economie e le aziende del resto del mondo a muoversi con maggiore efficienza. - ha osservato - Un'ottima cosa Tutto dipende dalle risposte che sapremo dare. Ma, di certo, sarebbe un errore chiudersi in un atteggiamento "protezionistico". Quanto all'educazione, Gates ha spiegato che "quello che serve alle aziende è personale di livello sempre più alto, che abbia contemporaneamente conoscenze di business, di management, di tecnologia, oltre che apertura mentale e culturale: scuole e università devono essere in grado di fornire questi strumenti". E ancora: "Il futuro professionale è nella scienza: quello che mi sorprende molto è che in Asia aumenta il numero di chi studia materie scientifiche, mentre negli Usa e in Europa continua a diminuire".

(Ndr: ripreso da la Repubblica del 19 novembre 2004)