L'esplosione delle soluzioni hi-tech
mette a rischio la privacy dell'individuo


di Miran Pecenik


(Nota della redazione: riprendiamo dall'inserto informaticadi Il Sole 24 Ore del 25 aprile 1997, questo "inquietanteinterrogativo" di Miran Pecenik, responsabile dei sistemi informatividella Nuova Banca di Credito di Trieste).

In quanti ci domandiamo dove ci porterà, nel breve, quella cosa che oggichiamiamo Internet ? Ormai vediamo, scriviamo, parliamo, ci vediamo e trapoco compreremo,senza dover più uscire di casa.
Il telelavoro, minimizzando i costi fissi di struttura, verrà semprepiù incentivato,nonostante il pericolo che certi lavori (classico esempio alcune lineeaeree americanecon l'ufficio prenotazioni nel Sud-est asiatico) non vengano piùfatti in loco, macommissionati a strutture di basso costo in qualche parte del globo.

Comunque, di questo hanno già parlato firme illustri. Da parte miavorrei fare alcuneriflessioni su un pericolo ben più grande, che emergedall'analisi dell'avanzata tecnologica a 360 . Vediamo di fare un cocktaillogicodelle cose che stanno accadendo.

Oggi esiste la teorica possibilità che ogni abitante della terrapossa avere un indirizzoIP (Internet Protocol) sulla rete. Si sta passando, entro 1-2 anni, ad unampliamentobiblico: 60 triliardi di indirizzi univoci per ognuno di noi. Perchè?

La tecnologia domestica, PC & Co. a parte, si sta convertendovelocemente alla fuzzylogic. Si tratta di rendere gli elettrodomestici (ma vale anche per altro,p.es.per le automobili) intelligenti, con la scusa di farli funzionare meglio,"conoscendo"gli usi ed i costumi dell'utente finale. Le lavatrici e le lavastovigliescelgono dasole il programma adatto e la quantità di acqua che serve, la retedarà le informazionivolute senza neanche cercarle, il televisore e lo stereo proporrannofilm/canzoniche reputeranno di interesse per il loro padrone, ecc. ecc.

Le telecomunicazioni sono sempre più wireless (senza filo), dalpreistorico telecomandoTV, alla tastiera o alla stampante ad infrarossi, fino ai telefonini Dect,i cosidetticitofoni urbani. Gli ultimi tentativi di tecnologie alternative (ilsuperdoppinotelefonico della At&t o l'uso dei cavi della corrente elettrica -progetto Novell)non hanno ancora (mai ??) visto la luce.

L'attuale tecnologia di base che supporta le funzionalità Internetè inpieno contrasto con la neonata legge sulla privacy. Le informazioni cheoggi un visitatorelascia dietro a sè sono già sufficienti per identificarlo, sepoi vengono "condite"con le informazioni aggiuntive richieste per questo o quelservizio/software gratuito, la schedatura è completata.

Lo scoglio della percentuale bassa delle famiglie che possiedono un PC staper essereelegantemente superato con la Web-TV. Fare con la TV quello che oggifacciamo conil PC è quasi una realtà. Alcune TV via cavo americaneoffrono già oggi, sulla bandariservata al televideo, il collegamento con Internet. Sarà la primaWeb-TV italiana oil secondo gestore delle telecomunicazioni ad abolire la tariffa urbana atempo ?A quel punto ci potremo collegare gratuitamente, ma ... sarà unfatto positivo ?

Nel mondo bancario non si parla altro che di home banking. Le banchecosidette "offshore" (in paradisi finanziari quali Bermuda, Antigua esimili) lo danno già in modo completo e visibile, molte bancheamericane lo stannoapplicando integrandolo anche con prodotti di home-finance quali IntuitQuicken oMicrosoft Money.
In Italia una mezza dozzina di banche lo sta proponendo in modo molto softper iltimore di attacchi da parte dei pirati informatici ed attendendo (diinvestire in)uno standard nazionale o internazionale.
Dopo la prima generazione di software/servizi bancari su Internet, chi nonresisteràad ampliare l'offerta con fornitori consigliati o con prodotti di interessespecificoper il cliente, dedotti in modo "logico" dalle informazionielettroniche lasciatedal cliente stesso ?

Quando ci servirà un'automobile nuova, non andremo più acercarla, ma ci verrà "lei"incontro, in base ai nostri gusti, alla composizione del nostro nucleofamiliaree dalla nostra disponibilità finanziaria. Fantascienza ?
No, è solo una lunga sequenza di byte ...

Questi sono gli ingredienti del cocktail, ognuno (per importanza) con lasua dose.Possiamo tentare di prevedere il suo gusto ?

Il cuore elettronico della casa sarà il PC (o il televisore), alquale verràcollegato in modo molto semplice qualsiasi apparecchio elettrico (o anche abatterie).Ogni apparecchio avrà un suo indirizzo univoco sulla rete che non sichiamerà piùInternet, ma in un modo più semplice e globale (tipo omni-bus opasse-par-tout ...).
Ogni consumatore dovrà comunicare i suoi dati al produttoredell'apparecchio (naturalmentevia filo/etere).
Ci saranno delle verifiche (gratuite!!) periodiche che non serviranno altroche afar "parlare" la macchina con la sua casa madre (cavallo di Troiaelettronico), dandoletutte quelle informazioni che necessita, non solo per migliorare ilprodotto, maanche per conoscere le abitudini degli utilizzatori.
Tanto per fare un esempio, provate a pensare ad una casa giapponese cheproduce elettronicadi consumo, computers ed automobili; fino a dove potrebbe spingersi nelviolare laprivacy del singolo individuo ?

Parafrasando un celebre titolo di film: nel 2001 ci sarà spazio perun'Odissea? Individuo,privacy ed iniziative saranno termini del millennio passato. Non vorreisembrareun visionario. Da più di vent'anni mi occupo di computer e da tre diInternet, convinto dell'utilità del mezzo, ma con certi limitietici.
I passi tecnologici sopra descritti ricordano molto le varie fasi che hannoportatoalla clonazione della pecora scozzese. Subito si sonomossi tutti, ma ormai l'obiettivo era raggiunto. Dire che una cosa èfuorilegge, dopo che è stata già fatta, è troppotardi, altri potrebberousarla per scopi diversi.

Spero vivamente che ciò non succeda con Internet.