IL GARANTE TEDESCO CRITICO SUL CONTROLLO DI INTERNET

Il Garante federale per la protezione dei dati, Joachim Jacob, ha criticato l’inasprimento della sorveglianza su Internet e l’ampliamento delle possibilità per i servizi segreti di accedere all’Anagrafe centrale degli stranieri che sono previsti nel quadro del secondo Pacchetto anti-terrore approvato venerdì scorso. Jacob ha espresso critiche anche nei confronti dell’utilizzazione dell’archivio delle impronte digitali di quanti richiedono asilo ai fini del perseguimento di reati e di attività di prevenzione. Jacob ha valutato positivamente il fatto che nel corso del dibattito parlamentare si sia tenuto conto delle richieste avanzate dalle autorità per la protezione dei dati, in particolare la rigida limitazione delle richieste di informazione rivolte dai servizi di intelligence a banche, finanziarie o imprese di telecomunicazione.

Ma avrebbe, tuttavia, preferito che i fornitori di servizi Internet non fossero costretti a fornire ai servizi segreti informazioni anche sulle attività successive di telecomunicazione e sull’utilizzazione successiva di servizi telematici.

Pur non trattandosi di informazioni relative al contenuto delle conversazioni, secondo Jacob è comunque possibile ricavare moltissime informazioni attraverso i dati di connessione o di utilizzo. Jacob si è dichiarato contrario anche alla facoltà per i servizi segreti di avere accesso online all’Anagrafe centrale degli stranieri e alla futura utilizzazione dei dati identificativi dei richiedenti asilo, in particolare le impronte digitali, per scopi generali di procedura penale e di prevenzione. Il Garante federale ritiene comunque che il Pacchetto di misure pro-sicurezza rappresenti una soluzione di compromesso ragionevole: da un lato perché si tratta di norme a validità limitata (cinque anni), e dall’altro perché è prevista una verifica della loro efficacia da parte del Parlamento.

(Ndr: ripreso dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, 17 dicembre 2001)