NUOVA ZELANDA : LA GENTE E PREOCCUPATA PER LA PRIVACY, LO DICE UN SONDAGGIO Anche in Nuova Zelanda esiste una legge sulla privacy (Privacy Act, in vigore dal 1993), la quale negli ultimi tempi è stata contestata da più parti, perché ritenuta dannosa per lo sviluppo di settori come il commercio elettronico o addirittura inutile. Bruce Slane, Privacy Commissioner per la Nuova Zelanda, ha scritto recentemente un articolo in cui confuta questa tesi. Slane fa riferimento ad un sondaggio condotto a settembre nel suo Paese, dal quale risulta che solo il 10% degli intervistati non nutriva particolari timori per la propria privacy (per maggiori dettagli sul sondaggio, vedi il sito del Privacy Commissioner, http://www.privacy.org.nz/privword/newpw1.html). Nei contatti con imprese commerciali, per il 93% il rispetto e la tutela dei dati personali risultavano essere altrettanto importanti della qualità dei prodotti o dei servizi offerti. Largomentazione secondo cui queste norme sono inutili se "non si ha niente da nascondere" si rivela dunque, ancora una volta, fallace. Slane sottolinea in effetti che le transazioni commerciali comportano uno scambio, in cui il cliente cede una parte dei propri dati personali in cambio di un servizio o un bene; tuttavia, il punto è che questi dati non devono servire a scopi diversi da quelli connessi alla specifica transazione.I principi della legge neozelandese sono sostanzialmente simili a quelli delle leggi in vigore in altri 35 Paesi, secondo Slane. Alla recente conferenza mondiale delle autorità garanti della protezione dati, tenutasi a Parigi dal 24 al 26 settembre scorsi, Slane ha avuto conferma della stima di cui gode la legge in vigore, nonostante per alcuni punti essa si discosti, ad esempio, dalle prescrizioni della direttiva europea sulla protezione dei dati personali; in particolare, scrive il Privacy Commissioner, essa è stata presa a modello per redigere la normativa in vigore in altri Paesi. Slane ha poi sottolineato la necessità di non sacrificare libertà civili e privacy in nome della sicurezza, citando anche la frase pronunciata dal Presidente francese Chirac in occasione della Conferenza: "Dobbiamo fare in modo di non perdere le nostre libertà nel tentativo di proteggerle". Anche in Nuova Zelanda sono state adottate di recente misure che hanno aumentato i poteri delle forze dellordine e delle autorità investigative penali, e Slane è stato sentito due volte dalla Commissione per lordine pubblico; in entrambi i casi aveva proposto lintroduzione di garanzie adeguate che controbilanciassero lampliamento dei poteri, ma queste proposte non sono state accolte che in minima parte. Probabilmente, secondo Slane, perché la Commissione ha ritenuto che la privacy non fosse importante per la gente comune. Ma i risultati del sondaggio dimostrano esattamente il contrario. (Ndr: Ripreso da un articolo pubblicato su INL Newspapers del 23 ottobre 2001) |