Nella battaglia permanente fra le imprese operanti su Internet, che desiderano utilizzare i dati personali della clientela per proporre servizi e messaggi pubblicitari personalizzati, e gli organismi di tutela della privacy, che invocano controlli più rigidi sullutilizzazione di questi dati, anche i consumatori sembrano schierarsi su due fronti. Così almeno indicano i risultati di un sondaggio resi noti di recente dal Pew Research Center for People and the Press, unassociazione non-profit. Molti consumatori intervistati hanno espresso preoccupazioni per la tutela della propria privacy, ma molti hanno dichiarato di essere disposti a comunicare dati personali ai siti visitati. E molti utenti Internet nel campione preso in esame hanno segnalato di non capire in che modo avvenga il controllo online delle proprie attività, e di non utilizzare gli strumenti disponibili per autotutelarsi. Lo studio ha riguardato 2117 cittadini americani, dei quali 1017 utilizzano Internet; è emerso che l86% degli utenti di Internet è favorevole ad un approccio basato sull "opt-in" ossia, allobbligo per le società operanti su Internet di ottenere lautorizzazione degli interessati prima di utilizzarne i dati personali. E una posizione che contrasta con lapproccio concordato recentemente dallAmministrazione Clinton con la FTC e un gruppo di imprese pubblicitarie sul web in base al quale i siti web hanno il diritto di tenere traccia degli spostamenti degli utenti, a meno che questi ultimi manifestino la propria opposizione ad un monitoraggio del genere. Analogamente, il 54% degli utenti Internet nel campione giudica dannosa lattività di registrazione degli spostamenti degli utenti effettuata dai siti web, in quanto lesiva della privacy; viceversa, per il 27% si tratta di unattività utile perché permette ai siti di personalizzare le informazioni inviate ai singoli consumatori. Inoltre, il 94% degli utenti Internet ritiene che le imprese che violano la politica dichiarata in materia di privacy debbano essere punite, e di essi l11% giunge a chiedere la pena della reclusione per i titolari delle imprese responsabili di violazioni. Nonostante questa linea dura, il sondaggio della Pew ha indicato che gli utenti Internet hanno tuttora una buona riserva di fiducia. Poco più del 50% ha dichiarato di avere fornito dati personali a siti web, e un altro 10% ha affermato di essere disposto a farlo nelle circostanze appropriate. Solo il 27% non fornirebbe mai dati personali ad un sito web. Poco meno della metà degli utenti (48%) ha detto di avere compiuto acquisti online utilizzando la carta di credito, mentre il 22% ha inserito dati personali su calendari o agende online. Per quanto concerne le misure adottate per tutelare la privacy personale, dal sondaggio emerge che molti utenti Internet non sanno come avvenga il monitoraggio online ovvero difficilmente prendono provvedimenti per impedire attività del genere. Nello studio si rileva che il 56% degli utenti Internet non è in grado di indicare il dispositivo principe per il monitoraggio online (il cookie che alcuni siti web inseriscono nel computer dellutente), e che appena il 10% ha settato il proprio programma di navigazione in modo da rifiutare linvio di cookies. (Ndr: dal The New York Times on the Web del 21 agosto 2000) |