Gli USA stanno valutando un numero senza precedenti di provvedimenti di legge per tutelare la privacy online. Governatori, procuratori generali e alcuni fra i più autorevoli parlamentari premono per lintroduzione di provvedimenti e talora di emendamenti della Costituzione USA che consentano di arrestare la diffusione di informazioni di fonte governativa, finanziaria, sanitaria ovvero ricavate da Internet. Lultima proposta, in ordine di tempo, è quella presentata la scorsa settimana dal procuratore generale di Washington Christine Gregoire, e prevede norme ad ampio raggio per tutelare i diritti in materia di privacy. La settimana precedente i legislatori di Maryland, Minnesota e Utah hanno proposto un pacchetto di norme assai articolato. La prossima settimana sarà il procuratore generale di New York, Eliot Spitzer, ad unirsi al gruppo. Secondo Spitzer, "il nostro diritto fondamentale alla privacy è stato quasi del tutto eroso dai rapidi progressi dellinformatica". Questo fervore legiferativo fa seguito ad alcuni rapporti dai quali si evince che spesso è proprio la pubblica amministrazione a fungere da procacciatrice di dati personali. La scorsa settimana, la Corte Suprema degli USA ha stabilito che è legittimo vietare agli Stati di vendere dati personali relativi ai possessori di patenti di guida. Alcune delle proposte formulate: - privacy finanziaria: almeno una dozzina di Stati stanno cercando di impedire alle banche di condividere le informazioni con soggetti affiliati quali compagnie di assicurazione e di intermediazione mobiliare. Inoltre, intendono imporre lobbligo di ottenere il consenso dei clienti prima di cedere ad altri le informazioni che li riguardano. - privacy sanitaria: sono più di 20 gli Stati che intendono affrontare il tema assai delicato della tutela delle informazioni mediche contenute in basi di dati. Dodici Stati hanno norme di legge che prevedono la riservatezza delle cartelle cliniche dei pazienti. - privacy online: diversi Stati vogliono impedire alle società operanti su Internet di vendere dati personali ottenuti seguendo le tracce elettroniche lasciate dalla clientela. Chi decidesse di farlo, dovrebbe dichiarare le vendite effettuate. Vari Stati sono inoltre impegnati a regolamentare linvio della cosiddetta posta-spazzatura. Virginia, Washington e California dispongono già di norme specifiche in materia. Le aziende che vivono della possibilità di accedere a dati personali sono contrarie a questi programmi in materia di privacy. "In uneconomia dellinformazione come quella in cui viviamo, linformazione è il carburante che fa funzionare tutto il sistema", ha dichiarato Stephen Altobelli dellAssociazione degli operatori di marketing diretto. (Ndr: articolo pubblicato su USA Today del 20 gennaio 2000) |