LA CORTE SUPREMA DEGLI STATI UNITI HA STABILITO CHE GLI STATI NON POSSONO VENDERE I DATI PERSONALI CONTENUTI NELLE PATENTI DI GUIDA

Lo scorso mercoledì, la Corte Suprema ha stabilito all’unanimità che è legittimo vietare agli Stati la diffusione dei dati personali forniti dai cittadini per ottenere la patente di guida.

Nell’esaminare una controversia seguita con grande attenzione e che mette in luce i timori per la privacy nell’era elettronica, i giudici della Corte hanno confermato la validità di una legge federale che vieta agli Stati di vendere indirizzi, numeri di telefono ed altre informazioni inserite nelle richieste della patente di guida.

Nel caso in questione, la Carolina del Sud, sostenuta da numerosi altri Stati, aveva eccepito l’incostituzionalità della Legge sulla tutela della privacy dei guidatori, del 1994, in quanto invasiva della sfera di competenza statale. La corte di appello per il IV distretto aveva dato ragione alla Carolina del Sud, giudicando che il Congresso aveva violato i principi del federalismo.

Tuttavia, la Corte Suprema ha stabilito che la legge in oggetto non viola i diritti degli Stati — in ciò non uniformandosi, sorprendentemente, alla giurisprudenza pregressa che aveva sempre visto la Corte contraria a leggi federali che interferissero nell’attività degli Stati.

Nel parere, redatto dal presidente William Rehnquist, si afferma che la legge sulla privacy trova il proprio fondamento nel potere del Congresso di regolamentare le attività commerciali interstatali: "Le informazioni tratte dalle patenti di guida, che gli Stati da vario tempo mettono in vendita, vengono utilizzate da compagnie di assicurazione, aziende, società di marketing diretto e altri soggetti che svolgono attività commerciali interstatali per contattare i guidatori proponendo offerte personalizzate".

Nell’esaminare il tema più ampio connesso alla sfera di competenza dell’amministrazione statale e federale, Rehnquist ha stabilito che la legge sulla privacy è diversa da due leggi importanti (sul periodo di attesa per la concessione dell’acquisto di armi da fuoco e in materia di regolamentazione ambientale) delle quali la Corte ha recentemente dichiarato l’illegittimità in quanto dettano norme di comportamento applicabili ai funzionari dei singoli Stati.

La Legge sulla tutela della privacy dei guidatori "regolamenta l’attività degli Stati in quanto titolari di basi di dati", ha rilevato il presidente della Corte nel testo del parere. "Essa non impone agli organi legislativi della Carolina del Sud di approvare leggi o regolamenti, né prevede che i funzionari dello Stato collaborino nell’attuazione di leggi federali applicabili a soggetti privati".

(Ndr: articolo pubblicato sull' International Herald Tribune del 13 gennaio 2000)