Novell, specializzata nei prodotti telematici, presenta "Digitalme". Questo nuovo prodotto intende consentire la gestione di più identità e la tutela della privacy su Internet. Sarà l'utente a stabilire chi può utilizzare i suoi dati sulla Rete. Chi non utilizza sempre la stessa parola-chiave, si accorge ben presto che la cosa risulta problematica: in media un utente on-line deve ricordarsi fra 3 e 5 sequenze segrete di caratteri per accedere al computer, alla rete, ad un servizio (ad esempio, la posta elettronica) o ad Internet. E tutto ciò senza avere la certezza che soggetti non autorizzati non possano accedere alle sue informazioni. Non c'è dunque da stupirsi se, secondo un sondaggio condotto da Novell, l'85 % degli utenti on-line nutre serie preoccupazioni sull'utilizzo dei propri dati nella Rete. Cinque su sei dei soggetti intervistati hanno indicato la propria riluttanza a servirsi delle offerte di un sito Web al quale debbano rivelare informazioni personali. Alle preoccupazioni per il possibile utilizzo improprio di questi dati si aggiunge il fatto che la maggioranza degli utenti di Internet considera praticamente impossibile mantenere in prima persona il dominio della propria "identità digitale" nella Rete, per non parlare poi della possibilità di controllarla. Novell ha studiato il problema e ha da poco commercializzato un prodotto che ambisce a prendere, come si dice, più piccioni con una fava: gestire diverse identità su Internet; assicurare un'interfaccia-utente più amichevole; consentire l'autodeterminazione e la tutela della sfera privata sulla Rete. Il "neonato" ha un nome: "Digitalme", il primo prodotto del gruppo servizi "In-the-Net". Digitalme si basa sulla tecnologia dei Novell Directory Services (NDS), un servizio di indirizzamento che finora veniva utilizzato per la regolamentazione di diritti e competenze in reti chiuse. Secondo quanto comunicato da Novell, Digitalme rappresenta un'architettura software di tipo flessibile. E' stato sviluppato per imprese operanti nel settore on-line, fra cui portali Internet, fornitori di servizi applicativi o di servizi Internet (ASP/ISP) e soggetti che gestiscono attività di commercio elettronico, i quali desiderino offrire alla clientela la possibilità di gestire autonomamente la propria "identità digitale" su Internet utilizzando i servizi on-line. "All'inizio della prima ondata di sviluppo delle attività on-line bisognava imparare come accedere ad Internet in qualità di utenti, e come navigare nella Rete", spiega Eric Schmidt, dirigente e presidente del consiglio di amministrazione di Novell. "Digitalme ci introduce alla fase successiva, incentrata sulle interfacce amichevoli per l'utente e sul controllo personale delle identità virtuali in Internet". Il gruppo servizi "In-the-Net" di Novell riunisce imprese di grande rinomanza come Compaq e Intel, ma alle imprese che sostengono Digitalme appartengono attualmente anche AOL, Click-Marks, EZ Login, Facetime Communications, Just On, Knowledge Navigators, Privaseek, Verisign e White Pine. Il gruppo servizi "In-the-Net" rappresenta un nucleo di sviluppo che intende offrire prodotti e servizi per il consumatore finalizzati a semplificare i rapporti con la Rete degli utenti Internet. I prodotti e servizi In-the-Net saranno distribuiti ad una vasta gamma di imprese operanti nel settore on-line - portali Internet, fornitori di servizi applicativi e di servizi Internet (ASP/ISP) e gestori di commercio elettronico. Alla guida del gruppo è Steve Adams, passato lo scorso luglio dalla Citrix a Novell. Con questa nuova divisione, Novell intende rafforzare la propria posizione all'avanguardia nello sviluppo di strumenti, applicazioni e servizi per le imprese on-line. Grazie a NDS, Novell può vantare sette anni di esperienza nel campo dei servizi di indirizzamento per la gestione di reti informatiche e profili-utente. I servizi NDS vengono utilizzati da Digitalme per memorizzare in una directory privata e sicura le informazioni personali degli utenti Internet (siano essi privati o imprese commerciali): password, nomi-utente, numeri di conto utente, codici di lettura, cookies, preferenze, parametri distintivi dell'utenza, dati relativi a carte di credito e contatti. (Ndr: articolo pubblicato su Handelsblatt del 19 ottobre 1999) |