I MESSAGGI VIA FAX POSSONO ESSERE FONTE DI IMBARAZZO

"Posso inviarle copia della lettera? Naturalmente è riservata, e sarebbe un po' imbarazzante se venisse letta da qualcun altro."

"Certo. Basta che mi telefoni quando sta per inviarla, e farò in modo di essere accanto al fax quando arriva."

Così dovrebbe essere. Ma non è sempre così.

Il Privacy Commissioner neozelandese ha esaminato di recente due ricorsi relativi all'invio di messaggi fax effettuato senza tenere nel debito conto la privacy del destinatario effettivo.

Nel primo, uno studio legale aveva inviato per fax ad un uomo una richiesta di pagamento dell'onorario iniziale, presso il luogo di lavoro di quest'ultimo. Il destinatario non era lì quel giorno, e due dei suoi colleghi poterono leggere il fax, ed altri membri del personale ne sentirono parlare, prima che il ricorrente riuscisse a leggerlo.

Anche nell'altro caso era coinvolto un legale, ma questa volta come destinatario del fax. Un'agenzia di recupero crediti gli aveva inviato una lettera di sollecito presso l'ufficio che divideva con un'altra ditta. L'agenzia successivamente ha dichiarato al Privacy Commissioner che era sua prassi inviare fax alle imprese solo se risultavano essere proprietarie del fax. Il problema è che in questo caso, anche se il legale di fatto era proprietario del fax, quest'ultimo veniva utilizzato anche dall'altra ditta. Il messaggio venne letto dalla centralinista e dalla segretaria dello studio legale. Una lettera inviata da quest'ultimo all'agenzia di recupero crediti, in cui si chiedeva di utilizzare per il futuro l'indirizzo postale, venne ignorata e successivamente giunse un altro fax di sollecito.

Nell'esaminare i due casi, è emerso chiaramente che si sarebbero potuti evitare inutili imbarazzi se i mittenti avessero adottato alcune cautele dettate dal buon senso.

(Ndr: da Private Word, notiziario del Garante per la privacy neozelandese, luglio-agosto 1999)