VIETATE LE TELEFONATE FINANZIATE CON LA PUBBLICITA' Secondo la giustizia, i destinatari della chiamata non possono opporsi alla pubblicità Le compagnie telefoniche private in Germania non possono offrire servizi finanziati attraverso la pubblicità: questa la sentenza di una sezione civile del Tribunale di Berlino (causa n. 15-O-147/99). L'associazione difesa consumatori di Berlino aveva fatto ricorso contro la società Teleflash, che offre telefonate gratuite in cambio di interruzioni pubblicitarie. Nella motivazione il presidente del collegio giudicante, Richard von Goetze, ha affermato che gli spot pubblicitari inseriti ogni 90 secondi rappresenterebbero "una intrusione nella sfera privata" del soggetto destinatario della chiamata, il quale non potrebbe opporsi al messaggio pubblicitario. Il giudice ha richiamato una decisione di principio della Corte federale di giustizia (Bundesgerichtshof, BGH), ove la pubblicità telefonica è stata definita, in linea di principio, immorale. Il direttore della Teleflash, Hans Liske, ha annunciato di voler esperire "tutte le vie legali disponibili" per opporsi alla sentenza. Si tratterebbe di un "caso lampante di tutela" dei consumatori. Il presidente dell'associazione difesa consumatori, Friedrich Bultmann, ha invece accolto con favore la decisione del tribunale: "Tutte le associazioni per la difesa dei consumatori concordano nel rifiutare queste forme di pubblicità. Siamo pronti ad arrivare, se necessario, fino alla Corte federale di giustizia". Teleflash è stata la prima società tedesca ad offrire, dallo scorso febbraio, telefonate finanziate attraverso la pubblicità. Ogni 90 secondi la conversazione veniva interrotta da un messaggio pubblicitario della durata di 20 secondi; in cambio, dopo il pagamento una tantum dei costi iniziali di registrazione (38 marchi), le telefonate erano gratuite. Finora i clienti di Teleflash, che secondo la società sono "alcune centinaia", non hanno potuto utilizzare che in minima parte i servizi offerti. Dopo appena dieci giorni i collegamenti sono stati interrotti a seguito di un provvedimento d'urgenza. "Chi ha già pagato naturalmente mantiene i propri diritti", rassicura Liske. Anche in Europa è difficile individuare una posizione normativa univoca. Mentre in Austria la Corte suprema di giustizia ha vietato la telefonia finanziata attraverso la pubblicità, quest'ultima è consentita, ad esempio, in Danimarca e in Svezia. |