CONSUMATORI SCHEDATI Due società hanno esaminato al microscopio quasi 8 milioni di famiglie francesi. Di primo acchito, si potrebbe giurare che si tratta di due imprese gemelle. Consodata e Claritas svolgono in effetti la stessa attività, hanno un target identico e la loro sede si trova nella stessa cittadina, Levallois-Perret nel dipartimento Hauts-de-Seine. Le leggi della concorrenza ne fanno però due rivali. Entrambe sono nate negli anni '90; oggi si contendono un mercato assai ricco, quello delle megabasi di dati. La Claritas, diretta da Hervé Pointillard, fa parte del gruppo olandese VNU, mentre Consodata è stata creata dal suo attuale presidente, Marc Hénon. Queste due società di servizi sono attualmente le uniche operanti in Francia nel settore di attività in oggetto. Il segreto del successo è rappresentato da enormi archivi informatici in cui sono censite le abitudini di consumo di quasi 8 milioni di famiglie francesi. E' possibile definire un profilo esatto del singolo consumatore sulla base di qualcosa come 20 milioni di questionari distribuiti ogni anno sull'intero territorio nazionale, attraverso la posta ovvero su riviste. I campioni gratuiti o i buoni-sconto assicurano un ritorno nell'ordine del 5% del totale. Si tratta in tutto di 200 domande. "Ci vuole del tempo per compilarlo, ma la gente adora parlare di sé", sottolinea Hervé Pointillard. In effetti, è proprio questo l'obiettivo che si intende raggiungere: conoscere il nome della singola persona, quello dei figli, il reddito, ma anche il canale televisivo preferito o la data in cui si prevede di cambiare l'automobile. Informazioni preziose che, è facile immaginare, suscitano l'interesse di numerose imprese commerciali. Le tariffe variano a seconda della domanda. In media, ogni quesito costa fra i 90 centesimi di franco e i 5 franchi (fra 0.13 e 0.76 euro). "Quanto più mirata è l'informazione, tanto più aumentano i costi", sostiene Hervé Pointillard. Alla domanda "Avete una linea di condotta?", Marc Hénon risponde: "La legge vieta domande relative alla fede religiosa, alle opinioni politiche o alle abitudini sessuali delle persone. Io applico anche le leggi del mio personale codice morale. Di recente mi sono rifiutato di vendere un questionario ad un'associazione anti-IVG (interruzione volontaria di gravidanza)". E Hervé Pointillard di rincalzo: "Bisogna farla finita con la storia secondo cui saremmo "tutti schedati". Dati sanitari: dati statistici Se c'è un settore in cui il problema del trattamento dati suscita reazioni scomposte, è senz'altro quello della medicina. Lo dimostrano, una volta di più, le recenti vicissitudini della carta Sésame-Vitale. Presso la Cegedim, una società francese specializzata nel marketing sanitario, la vendita di dati provenienti dagli ambulatori dei medici costituisce da oltre dieci anni un'attività assai fiorente. Con il beneplacito della CNIL (Commissione nazionale dell'informatica e delle libertà) e del Consiglio dell'ordine dei medici. "Forniamo dati a laboratori farmaceutici o all'Agenzia per il farmaco, per studi epidemiologici e test di efficacia", precisa Jean-Claude Labrune, presidente e direttore generale della Cegedim. La società può contare attualmente su un archivio comprendente 25.000 medici in Francia ed in Inghilterra, i quali - in cambio dell'informatizzazione gratuita del rispettivo ambulatorio - inviano ogni giorno i dati relativi ai propri pazienti. Tale informatizzazione comprende tanto l'hardware quanto il software che consente di recuperare e trattare i dati in oggetto. "Ma i dati restano del tutto anonimi e riguardano esclusivamente la tipologia degli interventi terapeutici e gli esami prescritti, insiste Jean-Claude Labrune. Il nome dei pazienti non viene utilizzato. Le informazioni raccolte permettono successivamente ai laboratori di verificare l'efficacia di un determinato farmaco in funzione delle singole patologie e del profilo dei pazienti." E subito aggiunge, a scanso di eventuali malintesi: "Per un laboratorio, i dati sanitari rivestono interesse esclusivamente a fini statistici, e non commerciali." (Ndr: seconda parte di un'inchiesta pubblicata su Le Monde Interactif del 21 aprile 1999) |