OTM -Osservatorio TuttiMedia "Convegno del 13 novembre 2001 su Beyond Internet" Beyond the Internet, beyond the Web, beside the Web? Il futuro in tre slogan. Oltre Internet: una nuova Internet più veloce, pervasiva, potente. Oltre il Web: un nuovo Web multimediale, multiaccesso, usato da uomini e da macchine. A fianco del Web: un uso di Internet per una comunicazione interpersonale più ricca e flessibile di Il tema di questo Convegno è l'evoluzione dell'attuale "Rete" che si fonda sui paradigmi di Internet e del Web. Il mio intervento cercherà di tratteggiare questa evoluzione dal mio punto di osservazione che è fondamentalmente tecnico ma anche da sempre aperto all'orizzonte internazionale. La rete telefonica classica, anche se moderna e totalmente numerica, continua a rappresentare l'unico vero ubiquitum delle TLC e rimane di gran lunga il più importante generatore di cash flow del settore. Ciò è ancor più vero se teniamo conto dell'imponente sviluppo delle reti mobili accanto a quelle fisse. Tuttavia è il paradigma di Internet quello che oggigiorno rappresenta la vera universalità delle TLC per la molteplicità delle applicazioni che si sono sviluppate e per la pluralità dei soggetti che le utilizzano. Va anche aggiunto che Internet ha acquisito anche la caratteristica di ubiquità, tuttora appannaggio delle reti telefoniche, condividendone le infrastrutture di trasporto e utilizzandone la funzione di accesso. L'antinomia tra Universalità della rete e Molteplicità delle applicazioni è, a mio parere, una delle cause del frequente disorientamento dei non "addetti ai lavori" di fronte ad una massa di informazioni a riguardo di Internet che proviene da diverse fonti: divulgazione tecnico-scientifica, attualità economico-finanziaria e, anche, cronaca popolare. Proprio per una comprensione dei problemi che vada al di là del "si legge sui giornali" o "l'ho sentito in TV", capire che Internet ed il Web sono cose distinte, anche se collegate in maniera stretta. Ed è importante capire la differenza tra un mezzo (ad esempio il Web) e l'uso che ne viene fatto. Per fare un parallelo neanche tanto campato in aria, se una persona dicesse che l'industria della carta stampata è in crisi perché i cataloghi per le vendite per corrispondenza non vendono più farebbe evidentemente un'astrazione arbitraria ed errata. Analogamente il "crollo delle dot com" è un fenomeno di crisi che ben poco ha a che vedere con una imminente morte di Internet, del Web o con un loro precoce pensionamento. Una delle cause che porta ancora oggi confusione nella definizione e nella percezione di Internet da parte del grande pubblico è l'essere nata proprio come commistione (convergenza?) di due mondi fino a venti anni fa molto diversi e distanti: quello dell'informatica e quello delle telecomunicazioni. Infatti, Internet è la rete di telecomunicazioni che consente ai computer e alle applicazioni informatiche di essere connessi e di "parlare" tra di loro. Le due visioni, per molti versi contrastanti, che ne risultano, tendono ad enfatizzare da una parte l'aspetto informatico/informativo, per cui Internet risulta essere il mare magnum dell'informazione in cui il povero utente "naviga" con l'ausilio del Web e dei motori di ricerca, dall'altra quello TLC che vede in Internet la rete di comunicazione che in futuro potrebbe inglobare anche le trasmissioni telefoniche e radiotelevisive. La dialettica tra le due interpretazioni induce interessanti riflessioni. Si pensi ad esempio alla posta elettronica. Tutti diranno, istintivamente, che la posta elettronica è sicuramente "Internet", sebbene sia evidente che essa ha ben poco a che fare con il mondo del Web, dell'informazione, dell'e-commerce e via dicendo. In un suo articolo provocatoriamente titolato "Content is not King" Andrew Odlyzko osserva: "The Internet is widely regarded as primarily a content delivery system. Yet historically, connectivity has mattered much more than content. Even on the Internet, content is not as important as is often claimed, since it is e-mail that is still the true killer application". Alla domanda "rinuncereste piuttosto al Web o alla posta elettronica", infatti, la maggioranza degli utenti Internet risponde che la posta è la cosa più importante, e che del web potrebbero fare a meno.1 Tenendo quindi a mente che Internet è Web ma non solo, andiamo ora ad esaminare in che senso Internet (o il Web?) stia attraversando un periodo di crisi, e quali potranno essere le sue evoluzioni. Intanto, chiediamoci se Internet intesa come rete di comunicazione stia davvero attraversando un momento di crisi. I dati relativi al traffico e al numero di utenze sia residenziali che business ci dicono chiaramente che la rete Internet è non solo "alive and kicking", ma non rallenta il suo tumultuoso sviluppo. In Italia il solo settore residenziale si avvia a "consumare" nel 2001 ben 57 miliardi di minuti di traffico telefonico per l'accesso ad Internet2, cifra che, secondo le stime degli analisti IDC è destinata ad avere un ulteriore incremento del 40% nel 2002. La posta elettronica è diventata ormai la spina dorsale dei rapporti business interpersonali e interaziendali, avendo soppiantato il fax e la posta ordinaria. La diffusione dell'accesso a larga banda (ADSL) sta aumentando in maniera sostenuta, segno che la gente non si contenta della qualità ottenuta da un modem. Questi dati ci dicono che, vista con l'occhio "delle TLC", Internet continua a crescere e non dà segnali preoccupanti di declino. È vero inoltre che il Web è tuttora, in termini di traffico generato, l'applicazione più utilizzata sulla rete, la "navigazione" su Internet tramite il Web infatti produce circa il 40% di tutti i bytes scambiati su Internet. Questo fatto, nella sua semplicità, ci dice che neanche il Web è in crisi, ma anzi il suo utilizzo è anch'esso crescente. A cosa si riferiscono quindi le notizie allarmistiche seguite allo scoppio della bolla finanziaria dei titoli legati alla "New Economy"? Semplicemente al fatto che la corsa all'oro aveva, come base, alcuni presupposti corretti ed alcuni errati. Corretta la visione di Internet come fenomeno nuovo e dirompente, corrette le previsioni sulla crescita di traffico, di utenti, di utilizzo della rete Internet e delle applicazioni basate su di essa. Errata la supposizione che il commercio (sia tra aziende che con i consumatori finali) sarebbe "migrato" massivamente e velocemente su Internet, errata la previsione che il Web si sarebbe trasformato in una TV a copertura planetaria, con infiniti canali, gratuita per chi lo usa e con i costi pagati dagli introiti pubblicitari. Il crollo delle "dot com" ha molto a che vedere con quest'ultimo tipo di considerazioni e poco con una supposta debolezza "di Internet". E veniamo, dopo questa analisi "essenziale" ma, ritengo, non superficiale dello scenario attuale, ad una rapidissima sventagliata di previsioni ed ipotesi per il futuro non troppo lontano. Dal punto di vista tecnologico, i cambiamenti saranno importanti, e come tutti i cambiamenti tecnologici, abiliteranno ma di per sé non produrranno cambiamenti di usi e costumi negli utilizzatori. Anzi, alcune delle migliorie più significative addirittura non verranno percepite come cambiamenti visibili, perché abiliteranno un miglioramento della qualità e della pervasività della rete, senza "salti" apparenti dal punto di vista dei servizi. Tra questi, mi preme citarne tre particolarmente importanti: l'introduzione di nuovi indirizzi di Internet, la diffusione dell'accesso ad Internet a larga banda e la nascita di nuovi linguaggi di comunicazione tra le macchine. Per la prima novità, che richiederà ancora qualche anno di raffinamento dei piani, ma infine risulterà in una diffusione veramente capillare ed ubiqua della rete Internet, basti dire che uno dei problemi tecnologici attuali vissuti dalla rete è quello della mancanza di numeri. È come se la rete telefonica non potesse assegnare più numeri agli abbonati, non potendo di conseguenza aumentare il numero di utenti. Una situazione del genere rende difficile introdurre nella rete Internet nuovi tipi di terminali, che possono avere numerosità estremamente rilevante. Si pensi ad esempio alla necessità di fornire un accesso Internet (e quindi un numero Internet) ad ogni telefonino. Dell'accesso a larga banda già stiamo avendo un assaggio in questi giorni, con le campagne pubblicitarie che decantano le virtù dell'ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line), un modo per moltiplicare per un fattore venti la velocità di collegamento che si può ottenere con gli attuali modem. Ed il fattore venti, per quanto notevole e tipico di tutte le discontinuità tecnologiche, non è certo un limite superiore a quanto si può fare con le moderne tecnologie di trasmissione. Presto sarà infatti tecnicamente possibile ricevere, sul vecchio filo del telefono, trasmissioni audio e video ad alta qualità, integrate con le tecniche del Web che conosciamo. Peraltro, la distribuzione di contenuti broadband (audio e video) a milioni di utenti porta con sé la necessità di affrontare e risolvere importanti problemi di ottimizzazione dei punti della loro memorizzazione, e di consegna rapida degli stessi agli utilizzatori, superando eventuali strozzature di rete; problemi concettualmente analoghi ma ancora più acuti per l'intrinseca limitatezza della risorsa radio, si presenteranno per i servizi mobili, anche di terza generazione (UMTS). Per risolvere questo tipo di problemi sono state sviluppate tecniche, dette di "Content Distribution Network" (CDN), che consentono la consegna ottimale di contenuti multimediali agli utilizzatori in ambienti broadband. L'introduzione di nuovi linguaggi ha a che fare con l'evoluzione del Web, che si trasformerà in un'applicazione utilizzata per il colloquio tra macchine e non solo per l'accesso di persone ad archivi di informazione. L'automazione di molte delle attività legate, ad esempio, al commercio tra aziende (ma anche al controllo di processi, alla produzione di beni e servizi) sarà facilitata dall'esistenza di schemi di conoscenza condivisi tra macchine diverse, e da linguaggi per scambiare informazioni riguardo a questa conoscenza. Il "padre" di tutti questi linguaggi si chiama XML, è stato specificato dal consorzioW3C, l'entità che presiede agli sviluppi tecnologici del Web ed è guidata da Tim Berners Lee, proprio colui che nel 1989 inventò ilWorld Wide Web. La versatilità del linguaggio XML, applicata in un altro campo, quello dell'intrattenimento televisivo, consentirà una facile integrazione del Web con servizi di TV, unendo l'esperienza visivamente "ricca" della televisione all'interattività bidirezionale tipica del Web e di Internet. Infine, solo un accenno alla possibilità, grazie all'uso di nuovi linguaggi, di accedere alla ricchezza di contenuti del Web non più solamente da Personal Computer ma anche da aggeggi diversi quali console di giochi, ricevitori televisivi, computer palmari e telefoni. Sul piano della evoluzione dei servizi (e quindi dell'uso della base tecnologica), si delineano un paio di tendenze piuttosto nette, verso l'incremento di usi diversificati della rete da parte degli utilizzatori umani (come ho già detto questi nel futuro non saranno più gli unici, anche le macchine "parleranno" tra loro tramite Internet). Una è l'ascesa dell'uso di applicazioni "peer to peer" alla Napster. Questo, che è diventato quasi un tormentone, in realtà riporta, in chiave attuale, una parola d'ordine importante fin dagli albori della rete, quello della condivisione. I primi Internettiani, essenzialmente studenti universitari di discipline informatiche, condividevano sulla rete documenti e programmi. Lo stesso WWW nacque per soddisfare l'esigenza di condividere in maniera semplice ed intuitiva documenti scientifici. La condivisione di "possedimenti digitali" è alla base dello scambio di informazione p2p. Si pensi all'importanza che stanno assumendo la fotografia e la videoregistrazione digitale ed alla gratificazione che molte persone hanno nel rendere disponibili le proprie "creazioni" ad altri con i quali condividono gusti e passioni. La morte del servizio che ha dato fuoco alle polveri del p2p, Napster, non ha ucciso il desiderio di utilizzare la rete in modo più personale e creativo di quello della fruizione Web; ha semplicemente affermato, anche nel "libero" mondo di Internet, il diritto dell'autore e dei suoi dante causa alla proprietà intellettuale. Nel frattempo, molte variazioni sul tema di Napster sono state attivate sulla rete, e non c'è dubbio che accanto agli usi personali e pienamente legittimi continuerà la battaglia tra detentori dei diritti (in primo luogo case discografiche) e utilizzatori "disinvolti". Un altro uso della rete che presumibilmente nei prossimi anni vedrà un significativo incremento è quello della comunicazione personale integrata. Abbiamo già visto come la posta elettronica sia, per certi versi, l'applicazione Internet più importante. A questa forma di conversazione, essenzialmente "asincrona" proprio come la posta tradizionale si affianca un uso crescente del cosiddetto Instant Messaging, un tipo di servizio che consente alle persone presenti su Internet di interagire in maniera molto più stretta, quasi telefonica. Si aggiunga a questo la possibilità che già oggi i computer hanno di trasformare qualsiasi forma di comunicazione in qualsiasi altra (una telefonata in segreteria telefonica si può trasformare in un messaggio di e-mail e viceversa, si può intervenire in una "chat" utilizzando gli SMS di un telefonino, si può leggere la posta elettronica da un qualsiasi telefono, fisso o mobile, per mezzo di strumenti di sintesi vocale). Si comprende perciò come la comunicazione del prossimo futuro farà minor affidamento su un singolo mezzo di comunicazione (es. il telefono), ma utilizzerà il terminale di comunicazione più immediatamente disponibile, ed affiderà all'intelligenza nella rete Internet il compito di consegnare il messaggio, trovando il mezzo più efficiente, rapido, utilizzabile in quel momento, in maniera flessibile secondo le esigenze del mittente e dei destinatari. Concluderei riassumendo con tre slogan: "Oltre Internet: una nuova Internet più veloce, pervasiva, potente." "Oltre il Web: un nuovo Web multimediale, multiaccesso, usato da uomini e da macchine." "A fianco del Web: un uso di Internet per una comunicazione interpersonale più ricca e flessibile." 1 Va peraltro avvertito che il volume di traffico generato sulla rete Internet dalla posta elettronica è inferiore di oltre un ordine di grandezza rispetto a quello generato dal Web La posta, proprio per il fatto di essere principalmente un metodo di comunicazione testuale tra persone, compare addirittura al quarto posto in termini di traffico generato su Internet, dopo il Web, il protocollo di trasferimento files (incluse le applicazioni peer-to-peer) e i protocolli di audio/video-streaming. (Ndr: ripreso dalla rivista MediaDuemila di novembre 2001) |