Cè posta per te, ma in 8 casi su 10 è "spazzatura" di Mattia Losi Domanda per tutti coloro che posseggono un computer e un indirizzo di posta elettronica: quanto pesa il fenomeno dello spamming sul traffico totale di e-mail a livello mondiale? (si prega di provare a rispondere prima di leggere, qualche riga più avanti, la soluzione esatta). Che si tratti di un fenomeno pericolosamente in crescita è sotto gli occhi di tutti, soprattutto di chi non può godere di un efficace filtro anti-spamming: una condizione che purtroppo si verifica ancora oggi non solo nelle installazioni private, ma anche nelle aziende, incluse quelle di grandi dimensioni. Tuttavia, che il peso dei messaggi indesiderati abbia raggiunto un volume pari all'85% (questa la risposta esatta) del traffico complessivo di e-mail è comunque un dato sorprendente. Un dato contenuto nel Rapporto semestrale di F-Secure, che fotografa al meglio una situazione ormai diventata ingovernabile e che sta minando alla base una modalità di lavoro, quella basata sui messaggi di posta elettronica, che si è consolidata da qualche anno. A poco serve, come consolazione, apprendere dallo stesso Rapporto che la prima metà del 2005 ha fatto registrare una riduzione di quasi il 50% degli attacchi realizzati con virus informatici: il vero problema, verso il quale le stesse aziende sembrano impreparate considerandolo un fastidio più che un rischio, è proprio quello dello spamming. Alzi la mano chi. tempestato da messaggi di posta elettronica di ogni genere, non ha provato almeno una volta a selezionare blocchi di e-mail per poi premere, con un gesto liberatorio, il tasto "Canc". Buttando, probabilmente, anche qualche messaggio buono mescolato con i troppi che infestano una casella diventata quasi incontrollabile. Proprio questa forma di autodifesa sta rendendo sempre meno valida la posta elettronica: perché spesso i messaggi non si leggono, o si buttano accidentalmente come abbiamo detto prima, o ancora si buttano senza aprire gli allegati anche quando il messaggio (del tutto innocente) è stato inviato in modo sospetto, senza indicare chiaramente il contenuto o senza un messaggio di accompagnamento che chiarisca chi l'ha inviato. Gli effetti devastanti dello spamming iniziano a farsi sentire anche in termini di produttività, proprio a causa dei rallentamenti che provocano nell'operatività quotidiana: da un lato costringendo a ricorrere a mezzi che sembravano quasi dimenticati (primo fra tutti il fax), dall'altro proprio perché si ritengono come andate a buon fine, con l'invio della e-mail, comunicazioni che il destinatario ha cestinato senza leggere. (Ndr: ripreso da @lfa Ilsole-24Ore del 21 luglio 2005) |