La Matsushita annuncia il primo gabinetto "web-connected"

In Giappone è scoppiata la guerra delle e-toilet

Due colossi giapponesi si contendono un ricco mercato, nazionale e internazionale, a colpi di microchip e sciacquone. La domotica entrerà nelle nostre case dal bagno. Ma per alcuni potrebbe essere l’inizio del grande fratello orwelliano

di
Valentina Kim

Gli esempi di domotica applicata ci hanno abituato a sognare una casa elettronica in cui ogni stanza risponde automaticamente ai desideri e ai bisogni del suo occupante, ma in Giappone questo sogno comincia a diventare una realtà. Passando per il bagno. Salotti e cucine computerizzate sono belli e affascinanti, ma per i giapponesi i bagni elettronici lo sono di più e ben due milioni di loro hanno acquistato l’ultimo esemplare di gabinetto elettronico con getti di acqua e di aria dalla temperatura regolabile e altre amenità. Per questo gli analisti della Matsushita sembrano essere ottimisti sul successo della "web-connected toilet", un impianto igienico in grado di fare analisi e rilevazioni corporee mentre si espletano i bisogni e di inviare i relativi al medico curante, il cui prototipo è stato presentato a fine ottobre in Giappone. Un prodotto avveniristico, dalle notevoli potenzialità sociali e sanitarie, che dovrebbe esser messo in commercio entro un paio di anni. Ma non è l’unica novità in questo settore che ci viene dal Paese del Sol Levante.

In Giappone, infatti, dal febbraio scorso tra la Matsushita, la Toto e la Inax, colossi delmercato degli elettrodomestici e dei sanitari, è scoppiata una vera e propria guerra dello "sciacquone elettronico", combattuta a colpi di microchip e ricerche per accaparrarsi questo ricco mercato, non solo giapponese. Così, ecco arrivare il gabinetto che risplende nel buio, alza automaticamente la tavoletta quando arriva il padrone e accompagna le attività fisiologiche con canzoni e musiche prese da una selezione di sei motivi. Caratteristiche, queste, del modello messo in commercio lo scorso aprile dalla Inax. Sono invece già stati annunciati modelli in grado di ripetere frasi di incoraggiamento oppure appelli pressanti pre-registrati da genitori o coinquilini, che verranno realizzati dalla Toto e dalla Inax, nei prossimi due anni. Grazie al riconoscimento vocale questi modelli saranno anche in grado di reagire alla voce umana, per eseguire per conto dei più pigri comandi semplici come aprire il coperchio del water oppure variare la temperatura dell’acqua dei getti. Negli ultimi tempi sono arrivati invece dei gabinetti in grado di assorbire o "neutralizzare" gli odori che accompagnano le sedute, per rendere meno problematica la permanenza nell’ambiente, che nei multicondomini asiatici è spesso senza finestre.

La Matsushita in maggio ha lanciato sul mercato il suo modello extra lusso, che costa 3000 dollari e che non solo saluta il bisognoso quanto entra nel bagno, ma gli fatrovare il coperchio alzato e regola anche la temperatura della stanza, facendola scendere o salire di circa sette gradi in meno di 30 secondi. Tutto questo, ovviamente, aggiunto alle altre caratteristiche come i getti di acqua tipo bidet e il massaggio del posteriore.

Ma la generazione successiva di questi apparati ha debuttato nel giugno scorso con l’immissione sul mercato da parte della Toto di un gabinetto in grado di misurare gli zuccheri nelle urine, prelevandole con un piccolo cucchiaio retrattile. Questo tipo di apparato rende la toilette uno strumento medico molto utile per anziani e portatori di handicap.

Di questa generazione fa parte appunto il "web-connected toilet", che promette di diventare la prima vera "Internet-appliance". In pratica si tratta di un impianto igienico dotato di un sedile con elettrodi e sensori vari e di un display Lcd. I risultati delle analisi verranno trasmessi dal gabinetto al dottore attraverso un telefono cellulare predisposto per Internet integrato nell’apparato. In questo modo i medici potranno monitorare i loro pazienti a distanza, senza bisogno di ospedalizzarli. Questo dovrebbe anche facilitare l’assistenza domiciliare agli anziani che si rende sempre più necessaria in Giappone, dove le case di riposo sono piene e non bastano per tutti.

(Ndr: ripreso dal mensile "MEDIA2000" di novembre 2002)