E-MAIL NON DESIDERATE? UNO STUDIO EUROPEO

The Institute for Information Law (www.ivir.nl) dell’Università di Amsterdam ha avviato uno studio approfondito delle iniziative UE relative alla regolamentazione delle e-mail commerciali non desiderate.

Questo studio è focalizzato principalmente sulla nuova legge Electronic Communications and Privacy, conosciuta come Direttiva 2002/58/EC, recepita dall’1 novembre da tutti gli Stati membri dell’UE.

Lo studio, commissionato da Sybari Software, ha lo scopo di presentare una rapida ma approfondita valutazione delle recenti iniziative legislative che si occupano di e-mail commerciali non desiderate all’interno dell’Unione Europea. 

IViR analizzerà concretamente l’esatto significato, l’interpretazione legale e l’applicazione della nuova legge sulla base della Direttiva sulla Privacy e le Comunicazioni Elettroniche. Lo studio offrirà inoltre una chiave di lettura ed una valutazione dei meccanismi di applicazione in tutta l’Unione Europea.

Tra gli obiettivi principali dello studio si aggiungono le possibili tematiche di responsabilità che emergono dalle norme contenute nella Direttiva.

"La regolamentazione dello Spam – ha spiegato Lodewijk Asscher, senior researcher IviR - è un problema oggi molto sentito. La nuova direttiva UE pone moltissimi problemi di carattere legale e noi abbiamo trovato alcuni interessanti punti di contatto tra legge classica sulle telecomunicazioni, legge sulla privacy, legge sugli illeciti civili e legge sullo Spam.

Capire queste nuove norme significa avere una prima impressione del futuro della legge e della tecnologia".

Poiché l’Unione Europea sta discutendo da molti anni sul metodo migliore per proteggere i cittadini dalle e-mail commerciali non desiderate, il 30 maggio 2002 il Parlamento Europeo ha approvato la bozza finale della soluzione opt-in della Direttiva sulle Comunicazioni Elettroniche, includendo importanti implicazioni in relazione alla conservazione di data traffic, cookies e Spam.

La nuova direttiva mette al bando l’uso delle e-mail Spam per scopi di direct marketing individuale, ad eccezione che:

- il ricevente abbia dato il suo preventivo consenso o abbia scelto di ricevere l’e-mail;

- il ricevente sia già cliente del mittente, e gli venga data l’opportunità di scegliere di non ricevere e-mail di marketing nel momento in cui la loro richiesta di contatto è inizialmente collegata con l’acquisto di un prodotto o un servizio, ed ogni eventuale messaggio successivo.

Si discute molto se il Regolamento Europeo da solo sia in grado di proteggere i cittadini dell’Unione dallo Spam proveniente da Paesi fuori dall’UE. In tanti ritengono che una regolamentazione europea dello Spam fornirà a ciascuna parte una maggiore certezza legale e che, insieme con i futuri sviluppi in ambito tecnologico, questa legge potrebbe offrire agli utenti finali e alle aziende una soluzione più solida nella loro battaglia contro lo Spam. Questa è la ragione principale per cui Sybari Software ha scelto di commissionare questo studio a IViR, in quanto è convinta che la tecnologia, insieme con la nuova legge, sia essenziale per il mantenimento della privacy dell’individuo.

Lo Spam risulta essere molto costoso e ora anche veicolo di malicious code e di preoccupazioni che riguardano la privacy. Si sta evolvendo ad un tasso elevatissimo e può essere, nel migliore dei casi, considerato una seccatura per i singoli utenti e per le società di tutta Europa. I rischi potenziali a livello di sicurezza, ed ora, grazie alla Direttiva 58, anche a livello di responsabilità stanno mettendo concretamente in crisi la posta elettronica come mezzo predominante di comunicazione commerciale. Le conseguenze nel lungo periodo della nuova legge sulla Privacy e sulla Comunicazione Elettronica intensificheranno costantemente questa situazione, richiedendo a società come Sybari di istruire gli utenti finali e gli operatori dei grandi network su rischi e conseguenze.

The Institute for Information Law (IViR) è parte della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Amsterdam, ed è la struttura di ricerca più grande in Europa nel campo della Information Law. L’Istituto impiega più di 25 ricercatori qualificati che studiano attivamente e riferiscono su un ampio numero di argomenti nel campo della Information Law.

Nata nel 1995, Sybari fornisce soluzioni innovative che proteggono da virus e da minacce alla sicurezza gli ambienti di lavoro di gruppo e la messaggistica principale.

(Ndr: ripreso dalla newsletter della ITERnews Milano di ottobre 2003)