Internet e un anno vissuto pericolosamente

I grandi successi della Rete e il processo contro Gates,
l'affare Clinton e la pedofilia online

di
Marta Mando'

Il 1998 è l'anno del successo di Internet, del suo riconoscimento come mezzo non più secondario o sperimentale rispetto ai media tradizionali. La notizia regina dell'anno, la crisi della Casa Bianca, si è intrecciata fin dal suo esordio alla forza mediatica di Internet perché capace, almeno per ora, di polarizzare l'audience e di rompere gli argini di un modello tradizionale di giornalismo. Il web è diventato il luogo delle 'breaking news' un efficiente mezzo di diffusione globale di informazioni rapido e accurato. La lista delle notizie principali dell'anno mostra quanto il 'non luogo' per eccellenza, fatto di bit e ipertesti, sia stato scelto in più di un caso per far risuonare una notizia o un fatto a livello mondiale. Non a caso il network televisivo American Health ha scelto di trasmettere il parto di una donna, compreso il lieto fine della nascita del piccolo Sean, in diretta sulla Rete e non in televisione. Il successo è stato tale che in breve tempo sono state mandate online altre operazioni chirurgiche, compreso un intervento a cuore aperto.

La rete dei computer diviene ogni giorno più familiare e universale. A dicembre '98 secondo una ricerca della Nua i navigatori della Rete nel mondo hanno superato i 150 milioni e molti studi hanno rilevato che in primis Internet viene usata per avere notizie aggiornate, poi la ricerca di informazioni e l'interattività che rimane uno dei capisaldi della partecipazione sociale in Rete, basti pensare che nella sola American Online viaggiano 37 milioni di messaggi di posta elettronica al giorno. Mentre secondo una ricerca condotta dall'agenzia pubblicitaria americana Saatchi & Saatchi, gli internauti continuano a preferire i luoghi di Chat dedicandogli il 26 per cento del loro tempo di collegamento.

Conclusa l'era della sperimentazione, inizia quella dei progetti e quindi della necessità di regole. Il processo dell'anno contro l'impero della Microsoft sembra più destinato a porre le basi della concorrenza nel mercato dell'informatica che a giudicare il reato di monopolio di Bill Gates. Il '98 è anche l'anno del primo vero sviluppo del commercio elettronico in rapida espansione anche in Europa. Secondo la Jupiter Communications quest'anno circa 17 milioni di internauti hanno fatto acquisti online.

Grandi manovre lungo il corso del '98 tra le più importanti software house e società che lavorano in Rete. La cosiddetta 'guerra dei portali' si è consumata tra alleanze e fusioni come quella tra la Netscape e Aol o l'acquisizione da parte di Lycos di tutto il pacchetto di Wired. Una strategia di accentrazione nuova per la Rete con investimenti massicci e il delinearsi dei gruppi portanti dell'industria telematica.

Rispetto ai media tradizionali la Rete, senza necessità di sovrapporsi, ha tuttavia mostrato di poter diventare un media di convergenza: non solo informazione da leggere, ma anche da vedere e ascoltare. Quando è partito lo Shuttle che portava l'anziano John Glenn nello spazio il sito della Cnn ha registrato mezzo milione di contatti al minuto, un record senza precedenti. E quando l'informazione viaggia veloce crea forme spontanee di partecipazione: come nel caso dell'Sos lanciato in Rete mentre l'uragano Mitch distruggeva il Sud America. Ma ancora di più con la nascita di fenomeni nuovi come il 'cibersciopero' degli utenti della Rete contro le Telecom nel mondo che continua a diffondersi in forma spontanea e senza patrocinii, interessando ben tredici paesi e attraversando tre continenti.

Un anno dunque, da ricordare anche se non sono mancate questioni tanto delicate quanto pericolose. Frequenti attacchi hacker, poco dannosi, ma in alcuni casi preoccupanti come quello al sistema che controlla i satelliti della difesa statunitense del Pentagono e l'infowar, con l'uso della tecnologia per l'hackitivism motivato dal dissenso politico. La pedofilia che ha visto spesso la Rete come imputato principale e il dibattito ancora non concluso tra libertà di espressione, anonimato e 'cibercriminalità'.

Appena uno o due anni fa molti guardavano ad Internet come a un fenomeno marginale poco più di un gioco o di uno strumento per addetti ai lavori. Fino all'anno scorso si navigava a vista, ma questo fortunato anno telematico ha dimostrato che basta un clic per entrare dentro ai fatti.

(Ndr: ripreso da La Repubblica del 31 dicembre 1998)