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Google vende ai pubblicitari il nostro comportamento online di Massimo Russo
Il nostro comportamento online sar venduto agli investitori pubblicitari. Google ha infatti annunciato che le inserzioni ad-sense, i link testuali correlati ai contenuti della pagina che stiamo visitando o ai risultati della ricerca che stiamo effettuando, dora in poi avranno anche un altro criterio di profilazione: le nostre abitudini di navigazione. Significa che chi visita siti di viaggi partner di Google verr inserito nella categoria vacanzieri e si vedr somministrare con maggiore frequenza annunci relativi a voli scontati e hotel, mentre chi un affezionato utente di siti di motori si vedr proporre lacquisto di unauto nuova. Ma sar possibile rimanere invisibili, disabilitare cio il sistema. Scrive il New York Times che la tecnologia del behavioural targeting (la classificazione dei consumatori sulla base del loro comportamento) utilizzata da Google proviene da Doubleclick, la societ acquisita pochi mesi fa dal motore di ricerca, ed basata su cookies, pezzetti di codice, etichette virtuali che restano appiccicate al nostro computer quando visitiamo alcuni siti. Si tratta della prima applicazione del behavioural su cos vasta scala, vista la dimensione di Google, che oggi gi direttamente o indirettamente intermedia oltre la met degli annunci pubblicitari su web su scala globale. Per prevenire le accuse di violazione della privacy che certamente pioveranno sulla societ, Google per la prima volta tra i motori di ricerca ha previsto la possibilit per gli utenti di conoscere la casella in cui sono stati classificati come consumatori e rimuovere alcuni siti visitati dal registro delle proprie abitudini. Gli utenti potranno inoltre disabilitare la registrazione a questa pagina o effettuare un opt-out permanente (dichiarare dunque che non si vuole essere tracciati in alcun modo) con linstallazione di un plugin, un piccolo software, nel proprio browser (vedi in proposito il filmato in testa alla pagina). Baster, o le autorit di garanzia della privacy chiederanno che il sistema di scelta per lutente sia esplicito e dunque solo chi abbia effettuato lopt-in, accettando questa forma pubblicitaria, sia profilabile nei propri comportamenti? John Battelle, esperto di motori di ricerca, da tempo chiede in proposito ladozione da parte delle societ internet di una carta dei diritti dellutente. Limpegno al rispetto di una serie di norme base sullutilizzo dei dati. La notizia tuttavia non rilevante solo per gli aspetti riguardanti la privacy, ma anche per quanto riguarda il mercato pubblicitario su web nel suo insieme. Il behavioural targeting esiste gi da qualche tempo. Ma prevedibile che la sua adozione su cos larga scala da parte di Google avr un effetto di indirizzo per tutti i soggetti - editori, provider, concessionarie e investitori - pari a quello a suo tempo avuto dalla pubblicit contestuale. In particolare diventer pi facile valorizzare economicamente pagine che oggi presentano uno scarso interesse pubblicitario, come la posta e le chat. In questi ambiti ci che dora in poi sar venduto agli investitori non il contesto in cui appare il loro annuncio, luogo di scarso valore, ma il profilo del visitatore, classificato come interessato allacquisto dei beni o dei servizi che gli saranno proposti. Lincrocio del behavioural con le tecnologie ad-sense classiche consentir inoltre a Google di ottenere un maggior tasso di conversione sugli annunci erogati. Significa che - essendo gli annunci pi rilevanti - sar pi alta la possibilit che un utente li clicchi. Aumentando cos efficienza e ricavi pubblicitari. Promessa ancor pi interessante in tempi di crisi economica. (Ndr: ripreso da Repubblica.it di giovedi, 12 marzo 2009)
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