Seminario su "Videosorveglianza tra sicurezza e riservatezza"
Mercoledì 12 luglio 2000

La videosorveglianza esterna visibile:
una panoramica su quattro città

-Stralcio dall'indagine esplorativa curata dalla Ipermedia - Giugno 2000
(Ndr: non sono state riprodotti alcuni grafici e alcune tabelle, ritenute statisticamente meno significative)

Premessa

Il tema della videosorveglianza sconta in Italia un ritardo significativo rispetto agli altri Paesi occidentali, sia per ciò che attiene ad una normativa specifica sia per ciò che concerne il grado di sensibilità collettiva verso il fenomeno.

La disciplina di riferimento in materia ha la sua fonte nella direttiva comunitaria n. 95/46/CE del 1995 e nella Convenzione n. 108/1981 del Consiglio d'Europa, recepite poi dalla legge 675/1996 , che ha indicato quale "dato personale" pure le informazioni atte ad identificare — anche indirettamente — i soggetti interessati mediante suoni e immagini oltreché da dati alfanumerici.

Su di un versante di sociologia della comunicazione, il fenomeno del controllo video ha registrato, negli ultimi mesi, un incremento costante nella segnalazione di casi, di notizie e di documentazione da parte di alcuni media (Tv e Internet tra i primi). L'attenzione ha qui attraversato le aree dell'informazione relativa all'innovazione tecnologica in tema, alla cronaca nera, passando per l'aneddotica delle "spy news" e del gossip, sino a forme televisive di intrattenimento fondate su riprese — anche amatoriali — realizzate sovente ad insaputa dei soggetti filmati. Tuttavia, pare ancora sfuggire alla percezione collettiva una seria valutazione del fenomeno e delle sue proteiformi implicazioni.

Il tema della videosorveglianza tocca infatti al cuore la tensione in atto tra Sicurezza, da un lato, e Privatezza, che preferiamo qui utilizzare in luogo di "privacy" a denotare la valenza aperta verso la collettività e la sensibilità pubblica al problema.

L'indagine da noi predisposta vuole dunque essere uno studio pilota, atto a fornire una prima, concreta, valutazione circa la presenza dei sistemi di controllo video visibili ed esterni nelle zone centrali e semicentrali di alcune città italiane: Milano, Verona, Roma, Napoli.

La rilevazione (condotta tra il 20 marzo e il 20 maggio 2000) è stata effettuata tramite una scheda di rilevazione quasi completamente strutturata, destinata alla raccolta dei dati sull'affollamento e sul grado di percettibilità degli strumenti di videosorveglianza.

Le videocamere individuate sono complessivamente 1095: 726 a Roma, 213 a Milano, 89 a Napoli, 67 a Verona.

Non si sono evidenziate significative differenze tra le quattro città (pur essendo tre grandi città e una città di minori proporzioni) escluso, ovviamente, il numero di telecamere individuate in ciascuna di esse, determinato dalle loro diverse dimensioni.

In ciascun ambito cittadino, infatti, i sistemi di videosorveglianza risultano collocati principalmente a vigilanza delle banche, sono posti ad altezza portone, facilmente individuabili e di grandi dimensioni. Inoltre, fatta eccezione per Milano, dove le telecamere sono equamente distribuite tra zone centrali e semicentrali, si è riscontrata una maggiore concentrazione di meccanismi di controllo video nelle aree poste al centro delle città.

1. Metodologia dell'indagine

La ricerca, condotta tra il 20 marzo e il 20 maggio 2000, ha avuto lo scopo di fornire una valutazione preliminare circa la presenza dei sistemi di videosorveglianza visibile esterna, nei luoghi pubblici di alcune città italiane: Milano, Verona, Roma, Napoli. Più specificatamente, si è trattato di uno studio pilota volto a fornire, attraverso i dati raccolti, alcune indicazioni sulla presenza di tali strumenti nel nostro Paese e, quindi, le basi per una ricerca successiva, di più ampio respiro, destinata alla misurazione esaustiva del fenomeno ed alla valutazione del suo impatto ambientale.

Il campo d'indagine è costituito dalle zone centrali e semicentrali di Milano, Roma, Napoli e Verona. Le prime tre città sono state scelte in rappresentanza del Nord, del Centro e del Sud del Paese, mentre Verona è stata eletta rappresentante della ricca provincia italiana del nord — est, in quanto ritenuta una spia indicativa della tendenza, in atto in quell'area, all'uso della videosorveglianza come mezzo per tutelare l'ordine pubblico.

Data la dimensione esplorativa della ricerca, nell'ambito di ciascuna città, si è optato per un campionamento a scelta ragionata; in altri termini, sono stati selezionati alcuni itinerari in qualità di "casi tipici" del centro commerciale, storico, politico (nel caso di Roma) e residenziale di ciascun ambito cittadino, all'interno dei quali è stato rilevato il numero di videocamere presenti, che sono state assunte ad unità di analisi.

Tutte le strade e le piazze rientrate nel campione sono state percorse in entrambi i sensi di marcia, per assicurare la completezza della rilevazione.

Sono state oggetto d'indagine tutte le videocamere esterne e visibili che riprendevano le strade e le piazze campionate. Pertanto, anche nei casi di videocamere interne a recinzioni, ma rivolte verso l'esterno, o presenti nelle strade adiacenti a quelle percorse, ma rivolte verso queste ultime, si è proceduto alla rilevazione.

Date le diverse dimensioni delle città e delle relative zone centrali e semicentrali, i quattro campioni hanno assunto dimensioni diverse, poiché diverso è stato il numero e la lunghezza degli itinerari selezionati per ciascuna di esse. Pertanto, è stato differente il numero delle schede compilate (quindi di videocamere individuate) per ogni città.

Dato l'obiettivo principale della ricerca, consistente nel fornire una valutazione preliminare circa la presenza dei sistemi di controllo video visibili ed esterni nelle quattro città italiane indicate, è evidente che è venuto meno uno dei presupposti necessari all'identificazione dell'universo di riferimento: la possibilità di delimitare le unità che lo compongono. Pertanto, ci si è trovati di fronte ad un universo "sconosciuto", non essendo note, oltre all'ammontare delle unità che lo costituiscono, anche la loro localizzazione e le loro caratteristiche. Ciò nonostante, i campioni relativi alle quattro città oggetto di rilevazione possono considerarsi sufficientemente validi (considerando anche la dimensione esplorativa della ricerca) per fornire i dati necessari ad elaborare (su un piano certamente non scientifico, ma congetturale) una prima stima riguardo alla diffusione di tali sistemi nelle quattro città campione.

I dati sono stati raccolti tramite una scheda di rilevazione prevalentemente strutturata, composta da otto variabili relative alla città, zona, ubicazione, collocazione, identificabilità, posizione, visibilità e tipologia della videocamera.

Per mezzo di essa è stato possibile raccogliere dati non solo sull'affollamento, ma anche sul grado di percettibilità degli strumenti di videosorveglianza, quest'ultimo misurato attraverso l'analisi della posizione e della visibilità degli apparecchi. 1

Nello strumento di rilevazione è stata inserita soltanto una domanda aperta (variabile 4 "luogo della collocazione"), non essendo note tutte le possibili collocazioni

delle videocamere, che ha prodotto una serie di informazioni successivamente codificate per poter procedere all'elaborazione dei dati.

2. La videosorveglianza esterna visibile a Roma

Nel campione di Roma, composto da sette itinerari centrali e undici semicentrali, sono state rilevate 726 videocamere, collocate prevalentementen (65%) nelle zone al centro della città rispetto a quelle immediatamente adiacenti (35%).

Sono soprattutto le banche (19.8%) e i Ministeri (10.9%) a dotarsi dei sistemi di video sorveglianza, ma molte sono anche le telecamere la cui collocazione è difficile da identificare (16.1%) (cfr. Tab. 1).

Degna di particolare nota è la percentuale relativa alle stazioni (8.3%), soprattutto se si tiene conto che essa è dovuta, quasi esclusivamente, alle telecamere collocate nella stazione Termini (7.7%). D'altronde, se si esaminano i dati relativi alle vie o piazze in cui sono stati individuati tali dispositivi, si evidenzia che è proprio la zona intorno alla stazione (Via Marsala, Piazza dei Cinquecento, Via Giolitti), compresa la Galleria Termini, ad essere quella a maggiore concentrazione di videocamere ( 106 in tutto, pari al 14.6% del totale rilevato nel campione). Tuttavia, se si considerano separatamente le vie e le piazze all'interno del campione, si nota che è Via XX Settembre a detenere il primato con 43 telecamere, seguita da Via Marsala con 39 e, ancora dopo, da Piazza Dei Cinquecento con 31, mentre Via Giolitti si trova appena al sedicesimo posto con 11 telecamere. 2

La quasi totalità dei meccanismi di videosorveglianza individuati nel campione di Roma è facilmente identificabile (97.9%), fissa e di grandi dimensioni (82.6%). E' generalmente posta all'altezza del portone (63%), più difficilmente è molto elevata dal suolo (35.6%) e ancor più raramente ad altezza d'uomo (1.4%).

Particolarmente alto è il grado di percettibilità degli apparecchi, poiché, oltre ad essere generalmente di grandi dimensioni e posti ad altezza del portone, quindi non difficili da notare, hanno, quasi nell'80% dei casi, una visibilità alta 3 (cfr. Tab. 3).

Se si assume la variabile "zona di collocazione" come variabile attiva e la si mette in relazione con la variabile riguardante la posizione delle videocamere, si nota che non esiste una relazione significativa tra zona e altezza a cui viene posto il dispositivo, poiché emerge solo una leggera prevalenza, nelle zone semicentrali, di telecamere molto elevate e ad altezza d'uomo, mentre nelle zone del centro sono un po' di più quelle ad altezza portone. Anche per quanto riguarda il grado di visibilità, non si registra una relazione significativa che possa far ipotizzare una tendenziale influenza della variabile "zona di collocazione" sul grado di visibilità delle telecamere, dal momento che, sia per le zone centrali che per quelle semicentrali, si evidenzia una prevalenza di telecamere facilmente visibili. Per quanto riguarda, invece, la tipologia dei dispositivi di videosorveglianza, questa sembra essere in parte influenzata dalla zona di collocazione, perché, pur prevalendo le telecamere grandi fisse in entrambe le zone, in quelle semicentrali si registra una maggiore percentuale di telecamere piccole. E' come se nelle zone centrali si cercasse di garantire la sicurezza utilizzando i sistemi di controllo video con funzione intimidatoria, essendo le telecamere generalmente (oltre che in maggior numero) di grandi dimensioni e più facilmente percepibili, mentre nelle zone semicentrali prevale un tipo di controllo più discreto, poiché i dispositivi sono in minore quantità e, per quanto lo stesso facilmente percepibili, di dimensioni più piccole.

3. La videosorveglianza esterna visibile a Milano

Il campione di Milano è composto da quattro itinerari centrali e otto semicentrali. In esso sono state complessivamente censite 213 telecamere, quasi esclusivamente fisse (99.5%) e pressoché equamente distribuite tra le due zone. Infatti, l'apparente differenza percentuale tra di esse è da attribuirsi esclusivamente alla numerosità, esattamente doppia, degli itinerari semicentrali rispetto a quelli centrali.

Le tre strade più sorvegliate sono: Corso Sempione con 19 telecamere, Corso di Porta Vittoria con 12 e, infine, Corso di Porta Romana con 10.

Sono in prevalenza le banche a dotarsi dei sistemi di videosorveglianza (39%) seguite, ma a notevole distanza, dalle aziende private (16.4%) e, con una distanza ancora maggiore, dalle abitazioni (6.6%) (cfr. Tab. 5).

Quasi tutte le telecamere censite sono facilmente riconoscibili (solo l'1.9% non lo è); è alto infatti il loro livello di percettibilità , poiché la maggior parte è collocata ad altezza del portone (70.3%), è di grandi dimensioni (94%) e facilmente visibile (94.7% di visibilità alta) (cfr. Tab 6).

La tipologia e la visibilità delle telecamere non appaiono dipendere dal tipo di zona in cui queste vengono collocate, infatti, sono quasi equivalenti le percentuali delle zone centrali e semicentrali riguardo ai tre tipi di telecamere in esse individuate, nonché riguardo alla visibilità delle stesse, che in entrambi le zone risulta essere quasi totalmente alta. Altrettanto non si può dire, invece, per quanto riguarda l'altezza a cui le telecamere vengono poste, poiché nelle zone centrali, pur prevalendo quelle ad "altezza portone", è alta anche la percentuale di quelle "molto elevate dal suolo" (quasi 40%), mentre questa percentuale è inferiore nelle zone semicentrali, dove si registra anche, seppur minima (4.3%), la presenza di telecamere "ad altezza d'uomo". In altri termini, le telecamere poste nelle zone semicentrali risultano, in genere, più facilmente notabili rispetto a quelle delle zone centrali, che, invece, esercitano la loro funzione di controllo in modo più discreto.

4. La videosorveglianza esterna visibile a Napoli

A Napoli sono stati campionati otto itinerari: quattro nelle zone centrali e quattro in quelle semicentrali, nei quali sono state individuate complessivamente 89 telecamere fisse, la maggior parte delle quali situate nel centro della città.

Sono soprattutto le banche (33.7%), seguite dai commissariati/comandi (13.5%), a dotarsi dei sistemi di videosorveglianza (cfr. Tab.7), costituiti nella quasi ntotalità da telecamere grandi fisse (98.9%), nella maggior parte collocate ad altezza portone (73%) e con un grado di visibilità prevalentemente alto (64.0%) (cfr. Tab. 8).

I luoghi maggiormente controllati sono Piazza del Plebiscito (10 telecamere) e Piazza Garibaldi (8 telecamere), poste entrambe nella zona centrale della città.

Se il tipo di zona (centrale o semicentrale) della città costituisce la discriminante della diversa distribuzione dei sistemi di videosorveglianza, non si può dire altrettanto riguardo alla posizione e tipologia degli stessi. Il tipo di zona, infatti, non condiziona queste due variabili, le cui percentuali, tendono quasi a coincidere nelle due zone, facendo registrare in entrambe una prevalenza di telecamere grandi fisse, posizionate ad altezza portone.

Per quanto riguarda, invece, il grado di visibilità, pur prevalendo complessivamente una visibilità alta, nelle zone semicentrali le telecamere risultano essere un po' più visibili che in quelle centrali.

Pertanto, indipendentemente dalle zone in cui sono collocate, le telecamere a Napoli non rappresentano quasi mai un occhio discreto che vigila sulla sicurezza pubblica, ma esercitano la loro funzione di controllo soprattutto dominando "fisicamente" l'area sottoposta alla loro vigilanza.

5. La videosorveglianza esterna visibile a Verona

Il campione di Verona è composto da otto itinerari: quattro nelle zone centrali e quattro nelle zone semicentrali. In esso sono state censite 67 telecamere, in prevalenza (61.1%) situate nelle zone centrali e collocate soprattutto presso banche (40.3%) e caserme (20.9%) (cfr. Tab. 10).

Le telecamere, quasi esclusivamente fisse e di grandi dimensioni (93.9%), sono state individuate in maggior numero a Corso Cavour (8 telecamere), nelle Stradone Porta Palio (7 telecamere) e in Via Carmelitani Scalzi (6 telecamere). La loro collocazione è, nella quasi totalità dei casi, ad altezza portone (90.9%); anche per questo motivo, circa il 79% delle volte sono facilmente notabili (cfr. Tab. 12).

Non ci sono grandi differenze tra zone centrali e semicentrali riguardo alla visibilità delle telecamere, se si esclude una prevalenza (non eccessiva) di telecamere con media visibilità nelle zone semicentrali e di telecamere con alta visibilità nelle zone centrali.

Tra le due zone si riscontrano, invece, delle differenze relativamente al tipo di telecamere e alla loro collocazione, poiché, mentre nelle zone semicentrali esse sono esclusivamente grandi, fisse e ad altezza portone, nelle zone del centro possono essere anche di piccole dimensioni, ad altezza d'uomo o molto elevate dal suolo.

6. Sintesi dei dati: le quattro città a confronto

Le diverse dimensioni delle città e delle relative zone centrali e semicentrali, hanno richiesto campioni di differente ampiezza; pertanto, i dati relativi sia all'ammontare delle telecamere individuate in ciascuna delle quattro città sia alla ripartizione tra zone centrali e semicentrali delle stesse, hanno puramente valore descrittivo e non comparativo (cfr. Tab. 13).

L'unico elemento da menzionare è la maggiore quantità di telecamere nelle zone centrali di Roma, Napoli e Verona, mentre a Milano, tenendo presenti le caratteristiche del campione (le zone semicentrali censite sono il doppio di quelle centrali), il numero complessivo di telecamere individuate si suddivide quasi equamente tra zone centrali e semicentrali.

Per quanto riguarda la posizione dei meccanismi di videosorveglianza, nelle quattro città prevalgono le videocamere ad altezza portone: in misura maggiore a Verona e minore a Roma, dove si registra la percentuale più alta di telecamere molto elevate dal suolo (cfr. Tab. 14).

Estremamente diversificate sono le categorie dei luoghi pubblici "sorvegliati" dalle telecamere (maggiore a Roma e Milano, minore a Napoli e Verona), che vedono al primo posto le banche, in qualità di luoghi più vigilati nelle quattro città, e al secondo: i Ministeri a Roma, le aziende private a Milano, i commissariati/comandi a Napoli e, infine, le caserme a Verona.

Le telecamere poste a vigilanza dei luoghi pubblici delle quattro città, hanno in maggioranza un grado di visibilità molto alto, anche perché sono in prevalenza di grandi dimensioni (cfr. Tab. 15).

Mettendo in relazione le variabili relative al grado di percettibilità della videocamera ("posizione", "visibilità", "tipologia") con le zone delle quattro città, complessivamente si evidenzia una maggiore percettibilità e "dominanza fisica" delle telecamere nelle zone centrali di Roma, in quelle semicentrali di Milano e, anche se in minima parte, di Verona, mentre a Napoli non si evidenziano significative differenze tra le due zone, poiché, in entrambe, i meccanismi di videosorveglianza dominano "fisicamente" l'area sottoposta alla loro vigilanza.

7. Osservazioni sul campo

Dati gli obiettivi della ricerca e il campo d'indagine piuttosto vasto, si è optato per un'analisi di tipo quantitativo, poiché era necessario sintetizzare in codici alfanumerici la numerosa quantità di dati che sarebbero stati raccolti, per poter procedere alla loro elaborazione scientifica. Ciò ha però inevitabilmente comportato la perdita di una serie di informazioni che non potevano essere sintetizzate nella scheda di rilevazione.

Per questo motivo, a complemento dei dati già presentati, verranno di seguito riportate alcune curiosità osservate dai ricercatori nel corso della rilevazione.

Come si è visto le telecamere sono quasi sempre poste ad altezza portone a controllo dell'entrata e dell'uscita del luogo vigilato, in ausilio delle quali (soprattutto in luoghi il cui perimetro da controllare è piuttosto vasto) ne vengono poste delle altre, molto elevate dal suolo, che controllano la zona antistante e circostante (strada o piazza).

Spesso le telecamere sono poste in maniera speculare all'altezza del portone e, se ci sono più luoghi sorvegliati nella stessa strada, nei casi in cui le dimensioni della stessa lo permettano, sono disposte in modo tale da intersecare la loro traiettoria di ripresa e assicurare il controllo di un'area più vasta.

A volte, pur riprendendo la parte di strada antistante al luogo sorvegliato, sono situate all'interno dell'androne in modo da risultare poco visibili all'esterno. Ciò avviene soprattutto nei centri storici, dove, sovente, le telecamere sono mimetizzate anche tra le colonnine delle balaustre poste al piano superiore, lateralmente o sopra i luoghi sorvegliati.

Non mancano tuttavia dei contrasti: se in alcuni casi sono stati notati tentativi di mimetizzare le telecamere (anche dipingendole dello stesso colore del palazzo su cui sono situate), forse più per rendere meno opprimente la loro presenza che per nasconderle, in altri, sono stati osservati luoghi in cui erano presenti telecamere molto grandi, in numero eccessivo, soprattutto perché tutte collocate in prossimità dell'entrata del luogo vigilato.

Sono stati notati, inoltre, luoghi in cui erano presenti più "generazioni" di telecamere (alcune datate, altre nuovissime) e di diverse dimensioni.

E' evidente, pertanto, che non sempre è tenuta in considerazione l'estetica degli edifici e, se ciò avviene, è più frequente nelle zone centrali rispetto a quelle semicentrali, delle città analizzate.

Nel corso della rilevazione sono state individuate diverse telecamere senza collocazione specifica, vale a dire non destinate alla sorveglianza di un luogo determinato (banca, gioielleria, etc.), ma disposte su pali metallici a controllo generalmente di piazze e sagrati di chiese o basiliche eventualmente in esse presenti, oppure poste su tetti di palazzi a vigilare le zone sottostanti e circostanti. A titolo di esempio si porta Piazza dei Cinquecento, una delle zone più sorvegliate di Roma (sicuramente la piazza più controllata, "ospitando" ben 31 telecamere), dove, sugli edifici posti lateralmente, sono state individuate delle telecamere che riprendono la piazza, oltre ad essere presenti in essa dei pali metallici che sorreggono grappoli di tre telecamere.

Non sono mancati durante la rilevazione casi originali di dissimulazione, quali una telecamera inserita in un foro nel muro di una caserma a Napoli, oppure, due telecamere simili ai faretti, poste all'entrata di un hotel a Roma e, sempre nella capitale, una telecamera su una recinzione, nascosta sotto le foglie di una pianta rampicante o, ancora, una telecamera su un palazzo d'epoca a Verona, apparentemente di marmo, per mimetizzarsi meglio sulla facciata dello stesso.

Queste osservazioni, unite ai dati illustrati precedentemente, mettono in risalto la totale mancanza di regole riguardo:

    i casi in cui è giustificata la presenza di un impianto di videosorveglianza;

    la quantità e tipologia di telecamere che si possono installare;

    la necessità di avvisare della presenza di sistemi di videosorveglianza;

    la necessità del rispetto di canoni estetici nell'installazione di tali dispositivi.


Tab. 1 – Distribuzione delle telecamere per luogo di collocazione

Tipo di collocazione

V.A.

%

Abitazioni

15

2.1

Ambasciate

13

1.8

Aziende private

13

1.8

Banche

144

19.8

Caserme

26

3.6

Enti pubblici

22

3.0

Enti privati

9

1.2

Ministeri

79

10.9

Parcheggi

3

0.4

Scuole

5

0.7

Supermercati/Grandi magazzini

5

0.7

Uffici pubblici

3

0.4

Università

5

0.7

Collocazione non identificabile

117

16.1

Gioiellerie

19

2.6

Ristoranti/Pizzerie

5

0.7

Tribunali

7

1.0

Hotel

16

2.2

Bar

2

0.3

Nessuna collocazione specifica

44

6.1

Commissariati/Comandi

17

2.3

Farmacie

2

0.3

Teatri

3

0.4

Sedi di Partiti politici

4

0.6

Strada

12

1.7

Pelliccerie

2

0.3

Organismi internazionali

10

1.4

Luoghi di culto/Istituti religiosi

11

1.5

Negozi abbigliamento/Sartorie

3

0.4

Solarium

1

0.1

Negozi di arredamento/Antiquari

4

0.6

Sale giochi

2

0.3

Centri congressi

1

0.1

Benzinai

5

0.7

Stazioni

60

8.3

Profumerie

1

0.1

Negozi elettrodom./Casalinghi

2

0.3

Altro

34

4.7

Totale

726

100.0

Fonte: Ipermedia

Nella voce "Altro" sono rientrate le seguenti categorie: museo, collegio, biblioteca, tipografia del Senato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, agenzia di viaggi, studio fotografico, sede Nunziatura Apostolica, studio legale, Corte dei Conti, parco.



Tab. 3 – Distribuzione delle telecamere per grado di visibilità

Grado di visibilità

V.A.

%

Basso

53

7.5

Medio

98

13.8

Alto

560

78.8

Totale

711

100.0

Fonte: Ipermedia

*Sono esclusi dal totale i casi in cui l'oggetto era di difficile identificazione



Tab. 5 – Distribuzione delle telecamere per luogo di collocazione

Collocazione

V.A.

%

Abitazioni

14

6.6

Aziende private

35

16.4

Banche

83

39.0

Caserme

2

0.9

Enti Pubblici

9

4.2

Enti Privati

4

1.9

Parcheggi

1

0.5

Supermercati/G. Magazzini

5

2.3

Uffici Pubblici

5

2.3

Università

1

0.5

Collocazione non identificabile

12

5.6

Gioiellerie

4

1.9

Ristoranti/Pizzerie/F. Food

2

0.9

Tribunali

10

4.7

Hotel

7

3.3

Bar/Gelaterie

2

0.9

Solarium/Centri estetici

2

0.9

Stazioni

1

0.5

Altro

14

6.6

Totale

213

100.0

Fonte: Ipermedia

Nella voce "altro" sono rientrate le seguenti categorie: museo, collegio, biblioteca, tipografia del Senato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, agenzia di viaggi, studio fotografico, sede Nunziatura Apostolica, studio legale, Corte dei Conti, parco.



Tab. 6 – Distribuzione delle telecamere per grado di visibilità

Grado di visibilità

V.A.

%

Basso

5

2.4

Medio

6

2.9

Alto

198

94.7

Totale

209

100.0

Fonte: Ipermedia

*Sono esclusi dal totale i casi in cui l'oggetto era di difficile identificazione



Tab. 7 – Distribuzione delle telecamere per luogo di collocazione

Collocazione

V.A.

%

Banche

30

33.7

Caserme

7

7.9

Enti pubblici

1

1.1

Parcheggi

1

1.1

Collocazione non identificabile

8

9.0

Gioiellerie

3

3.4

Pizzerie/Ristoranti/Fast food

1

1.1

Nessuna collocazione specifica

3

3.4

Commissariati/comandi

12

13.5

Farmacie

1

1.1

Strada

1

1.1

Luoghi di culto

2

2.2

Stazioni

3

3.4

Negozi telefonia/satelliti

2

2.2

Altro

14

 

Totale

89

100.0

Fonte: Ipermedia

La voce "Altro" comprende le seguenti categorie: Palazzo Monte di Pietà, palazzo storico, Pretura, Municipio, Maschio Angioino, Prefettura.



Tab. 8 – Distribuzione delle telecamere per grado di visibilità

Grado di visibilità

V.A.

%

Basso

7

7.9

Medio

25

28.1

Alto

57

64.0

Totale

89

100.0

Fonte: Ipermedia



Tab. 10 – Distribuzione delle telecamere per luogo di collocazione

Collocazione

V.A.

%

Aziende private

4

6.0

Banche

27

40.3

Caserme

14

20.9

Enti pubblici

1

1.5

Enti privati

2

3.0

Scuole

1

1.5

Uffici pubblici

3

4.5

Collocazione non identificabile

1

1.5

Gioiellerie

1

1.5

Bar/ Gelaterie

1

1.5

Commissariati/Comandi

3

4.5

Luoghi di culto/Istituti religiosi

1

1.5

Stazioni

1

1.5

Negozi elettrodomestici

1

1.5

Altro

6

9.0

Totale

67

100.0

Fonte: Ipermedia

La voce "Altro" comprende le seguenti categorie: palazzo d'epoca, negozio di penne tipo Mont Blanc, studio legale, casa di cura.



Tab. 12 – Distribuzione delle telecamere per grado di visibilità

Grado di visibilità

V.A.

%

Basso

6

9.1

Medio

8

12.1

Alto

52

78.7

Totale

66

100.0

Fonte: Ipermedia

*Sono esclusi dal totale i casi in cui gli oggetti erano di difficile identificazione



Tab. 13 – Distribuzione delle telecamere a seconda della zona, nelle quattro città

Zone

Roma

Milano

Napoli

Verona

 

V.A.

%

V.A.

%

V.A.

%

V.A.

%

Centrali

472

65,0

70

32,9

66

74,2

41

61,2

Semicentrali

254

35,0

143

67,1

23

25,8

26

38,8

Totale

726

100,0

213

100,0

89

100,0

67

100,0

Fonte: Ipermedia

*Sono esclusi dal totale i casi in cui gli oggetti erano di difficile identificazione



Tab. 14 – Posizione delle telecamere nelle quattro città

Posizione

Roma

Milano

Napoli

Verona

 

V.A.

%

V.A.

%

V.A.

%

V.A.

%

Molto elevata dal suolo

253

35.6

56

26.8

24

27.0

5

7.6

Ad altezza d'uomo

10

1.4

6

2.9

---

---

1

1.5

Altezza portone

448

63.0

147

70.3

65

73.0

60

90.9

Totale

711

100.0

209

100.0

89

100.0

66

100.0

Fonte: Ipermedia



Tab. 15 – Visibilità delle telecamere nelle quattro città

Visibilità

Roma

Milano

Napoli

Verona

 

V.A.

%

V.A.

%

V.A.

%

V.A.

%

Bassa

53

7.5

5

2.4

7

7.9

6

9.1

Media

98

13.8

6

2.9

25

28.1

8

12.1

Alta

560

78.8

198

94.7

57

64.0

52

78.7

Totale

711

100.0

209

100.0

89

100.0

66

100.0

Fonte: Ipermedia

* Nei totali non sono inclusi i casi in cui l'oggetto era di difficile identificazione