Garante per la protezione
    dei dati personali


Provvedimento del 9dicembre 2003

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza delprof. Stefano Rodotł, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vicepresidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Paissan, componenti e deldott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

Esaminato il ricorso presentato da XY

nei confronti di

Comune di PK, rappresentato e difesodall'avv. Carmelo Lombardo presso il cui studio ha eletto domicilio;

Visti gli articoli 13 e 29 della legge 31dicembre 1996, n. 675 e gli articoli 18, 19 e 20 del d.P.R. 31 marzo 1998, n.501;

Viste le osservazioni dell'Ufficioformulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento delGarante n. 1/2000;

Relatore il prof. Stefano Rodotł;

PREMESSO

La ricorrente, nei confronti della qualenel 1997 era stato disposto un pignoramento pari ad un quinto dello stipendiopercepito in qualitł di dipendente del Comune di PK (pignoramento al quale nonera stato dato alcun seguito e volto alla soddisfazione di un credito vantatodalla societł Lord Bagno s.n.c.), ha formulato un'istanza con la quale, aisensi della legge n. 675/1996, si Ć opposta alla diffusione dei dati personaliche la riguardano contenuti in un avviso di convocazione del Consiglio comunaledel 29 settembre 2003 (che riportava, tra i punti dell'ordine del giorno, lavoce: "riconoscimento debito fuori bilancio di cui al provvedimento delgiudice dell'esecuzione Tribunaledi Messina - Lord Bagno s.n.c./ XY - Comune di PK").

In particolare la ricorrente lamenta unillecito trattamento dei dati personali che la riguardano, considerando chel'indicazione delle proprie generalitł nel testo di tale avviso avrebbe violatoil proprio diritto alla riservatezza, come pure la connessa pubblicazionepresso l'albo pretorio della deliberazione n. 30 adottata dal Consigliocomunale di PK il 29 settembre 2003, recante anch'essa il nominativo per estesodella ricorrente.

La ricorrente ha quindi proposto ricorsoai sensi dell'art. 29 della legge n. 675/1996 chiedendo al Garante diintervenire "al fine di impedire l'ulteriore divulgazione di fatti edati relativi alla propria sfera personale" e di porre a carico della controparte le spese sostenute per ilprocedimento.

All'invito ad aderire spontaneamente atali richieste, formulato il 27 ottobre 2003 ai sensi dell'art. 20 del d.P.R.n. 501/1998, il resistente ha risposto con note pervenute in data 10novembre e 14 novembre 2003, sostenendo che:

0.     il "punto all'ordine del giorno Ć stato redatto e reso pubblicocosô come vuole la legge in modo completo e comprensibile, con le stessemodalitł di affissione e con la stessa impostazione tipografica da sempre usatadal Comune";

0.     la completezza dei puntiall'ordine del giorno si riflette sulla validitł delle deliberazioni ed Ćprevista "soprattutto a garanzia della minoranza (e di qualsiasi altrocittadino) che deve essere edotta degli argomenti da trattarsi in Consigliosenza essere costretta ad accessi negli uffici comunali per assumereinformazioni";

0.     la questione relativa alriconoscimento del debito fuori bilancio doveva essere affrontata dal Comuneper evitare un "aggravamento di costi e responsabilitł per l'Amministrazione";

0.     il Comune non sarebbe comunquetitolare del trattamento dei dati personali relativi alla ricorrente nonessendo "suo compito precipuo la conservazione e le modalitł deltrattamento".

Con memoria inviata in data 17 novembre2003 la ricorrente ha contestato il riscontro ottenuto, lamentando, inparticolare, l'utilizzo per esteso del proprio nominativo, nonostante ladelicatezza della questione affrontata, sia in un nuovo avviso di convocazionedel Consiglio comunale, sia nelle delibere adottate da quest'ultimo il 29settembre e il 10 novembre 2003 (e affisse all'albo pretorio).

Con nota del 19 novembre 2003, l'enteresistente ha risposto che nella redazione degli avvisi di convocazione delConsiglio comunale sarebbe stato rispettato il "principio dellaminimizzazione", essendoriportati in essi soltanto i dati strettamente necessari per garantire la lorovaliditł.

Le parti hanno ribadito le proprieposizioni nel corso dell'audizione del 21 novembre 2003.

CI˝ PREMESSO IL GARANTEOSSERVA

Il ricorso concerne l'opposizione alladiffusione di dati personali della ricorrente avvenuta mediante l'affissione didue avvisi di convocazione di un Consiglio comunale, nonchÄ la connessaaffissione all'albo pretorio delle conseguenti deliberazioni da quest'ultimoadottate in relazione a vicende che hanno coinvolto l'interessata. Taleistanza, inizialmente riferita ad operazioni di trattamento nel frattempoconcluse, va presa utilmente in considerazione come opposizione all'ulteriore,eventuale trattamento dei dati personali nella medesima forma contestata, anchein riferimento alle connesse pubblicazioni intervenute dopo l'esercizio deidiritti ex art. 13 della legge n. 675/1996.

Il trattamento di dati personalidell'interessata effettuato dal Comune di PK, il quale -contrariamente a quantodallo stesso sostenuto- si configura come titolare del trattamento, deve essereesaminato alla luce dell'art. 27 della legge n. 675/1996 in virtŁ del quale, ladiffusione di dati personali da parte di soggetti pubblici Ć consentita solo seprevista da norme di legge o di regolamento (art. 27, comma 3, legge n.675/1996).

Il testo unico delle leggisull'ordinamento degli enti locali (d.lg. 18 agosto 2000, n. 267) prevede,all'art. 39, comma 4, che sia assicurata "una adeguata e preventivainformazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questionisottoposte al consiglio". Unregime di pubblicitł Ć previsto per l'elenco degli oggetti da trattarsi inciascuna sessione consiliare ordinaria o straordinaria, da pubblicarsi medianteaffissione nell'albo pretorio (art. 125 del r.d. 4 febbraio 1915, n. 148, normache, ai sensi dell'art. 273 del citato d.lg. n. 267/2000, si applica finoall'adozione delle modifiche statutarie e regolamentari previste dal testounico) e per le deliberazioni comunali che devono essere anch'esse pubblicatemediante affissione all'albo pretorio, salvo specifiche disposizioni di legge(art. 124 del citato d. lg. 18 agosto 2000, n. 267).

Come gił rilevato in altra sede da questaAutoritł, con riferimento alla pubblicazione delle deliberazioni (cfr. Provv. del 26 ottobre 1998, in Bollettino n. 6, p. 133, riferito alleprevigenti disposizioni della legge n. 142/1990 di analogo contenuto), talinecessarie forme di pubblicitł devono indurre le amministrazioni interessate aselezionare con particolare attenzione i dati personali, specie se di caratteresensibile o attinenti a particolari profili di tipo giudiziario o contenzioso,la cui dettagliata menzione nel corpo delle deliberazioni da pubblicare(anzichÄ, in alcuni casi, negli atti d'ufficio comunque accessibili agli aventidiritto) sia sempre e realmente necessaria per le finalitł perseguite daisingoli provvedimenti, di trasparenza sulle attivitł degli organi e di accessodei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi (art. 6, comma2, d.lg. n. 267/2000 cit.), alla luce dei principi di pertinenza e noneccedenza di cui all'art. 9 della legge n. 675/1996 (ed in applicazione delbilanciamento previsto dall'art. 10, comma 1, del citato d.lg. n. 267/2000 trail diritto alla riservatezza degli interessati e la pubblicitł degli attidell'amministrazione comunale).

Al riguardo, pur non risultando dagliatti generali profili di illiceitł del trattamento effettuatodall'amministrazione comunale, un aspetto delle menzionate modalitł didiffusione dei dati della ricorrente appare eccedere i limiti stabiliti dalcitato art. 9 della legge n. 675/1996.

In particolare, non appare nel caso dispecie realmente proporzionata la menzione anche del nominativo dellaricorrente nella versione dell'ordine del giorno della seduta del Consigliocomunale riportato nell'avviso pubblico di convocazione dello stesso.Quest'ultimo avviso, proprio in considerazione del regime di pubblicitł che locaratterizza e senza pregiudizio alcuno per la sua validitł, avrebbe potutocontenere (eventualmente a differenza della versione completa distribuita agruppi consiliari e singoli consiglieri) il solo riferimento all'oggetto e alnumero della sentenza di esecuzione del Tribunale di Messina (la cui indicazionerisulta necessaria a giustificare il riconoscimento di un debito fuoribilancio), e non anche l'ulteriore nominativo delle parti interessate. Ciśferma restando la piŁ ampia comunicazione di dati e informazioni ai consiglierifinalizzata al miglior esercizio del mandato agli stessi conferito el'ulteriore conoscibilitł dei dati resa possibile dalla pubblicitł della sedutadi discussione dell'argomento.

La menzione di dati personali relativialla ricorrente nelle deliberazioni adottate (che in alcuni casi particolaripuś essere assicurata anche mediante il richiamo di atti d'ufficio accessibiliad aventi diritto) risulta invece lecita nel caso di specie, anche alla lucedell'art. 183 del citato d.lg. n. 267/2000 il quale prevede, per l'adozionedegli impegni di spesa, che debba essere indicata oltre alla somma da pagare edil soggetto creditore anche la ragione di tale impegno.

Va quindi rilevato che l'opposizione permotivi legittimi Ć fondata limitatamente al contestato profilo concernente lapubblicazione in luogo pubblico dell'avviso di convocazione del Consigliocomunale. Ai sensi dell'art. 29, comma 4, della legge n. 675/1996 va pertantodisposto che il Comune resistente si astenga in futuro dal trattare i datipersonali relativi all'interessata in difformitł del richiamato principio, comesopra specificato in motivazione.

Va disposta l'integrale compensazionedelle spese fra le parti in ragione della complessitł della vicenda.

PER QUESTI MOTIVI ILGARANTE

a) dichiara parzialmente fondato ilricorso e, per l'effetto, ordina, ai sensi dell'art. 29, comma 4, della leggen. 675/1996, al resistente di astenersi dall'ulteriore trattamento dei datipersonali relativi alla ricorrente in occasione di avvisi pubblici indifformitł di quanto indicato in motivazione;

b) compensate le spese tra le parti.

 

Roma, 9 dicembre 2003

IL PRESIDENTE
Rodotà

IL RELATORE
Rodotà

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli