Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 24 LUGLIO 2014

Registrodei provvedimenti
n. 388 del 24 luglio 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso al Garante, presentato in data 27 maggio 2014 nei confronti di PRSS.r.l., con il quale XY, collaboratrice della società resistente dal 1 agosto2013 sino al 17 marzo 2014, "a seguito di cessione del ramo d'azienda daparte di RCS Mediagroup S.p.A", con la qualifica di condirettore di unarivista mensile edita dalla medesima, ha ribadito le istanze avanzate ai sensidegli artt. 7 e 8 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia diprotezione dei dati personali (di seguito "Codice") chiedendo diottenere la conferma dell'esistenza di dati personali che la riguardanocontenuti nel computer aziendale e negli altri strumenti assegnati in dotazionealla stessa per lo svolgimento della propria attività, nonché la comunicazionedegli stessi in forma intelligibile; l'interessata ha in particolare lamentatoche "qualche minuto dopo la consegna brevi manu della lettera dilicenziamento, gli account della posta elettronica (a cui erano collegati anchei circa 800 contatti della rubrica telefonica) e del computer aziendale sonostati bloccati da PRS S.r.l. senza alcun preventivo avviso inviato allaricorrente impedendole di salvare tutti i dati personali" che lariguardano, "inclusi quelli funzionali all'esercizio dellaprofessione" ed ha chiesto inoltre la liquidazione in proprio favore dellespese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 29 maggio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1, del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessata, nonché il verbale dell'audizione svoltasi presso la sededell'Autorità il 16 giugno 2014;

VISTA lanota inviata per e.mail il 13 giugno 2014 con cui il titolare del trattamento,rappresentato e difeso dall'avv. Filippo Lino Jacopo Silvestri, nel contestarequanto affermato dalla ricorrente, ha rappresentato che la medesima, dopo averricevuto in data 17 marzo 2014 la lettera di licenziamento, "si tratteneva() per alcune ore nel suo ufficio" e che, pertanto, "nessunainibizione dall'uso del suo personal computer veniva posta in essere dallaPRS", né l'interessata "segnalava alcun malfunzionamento del PC onell'accesso alla sua posta elettronica"; la società resistente ha inoltredichiarato che il giorno successivo al licenziamento, "così come è prassiaziendale in circostanze analoghe, il PC della signora XY è stato prelevato daitecnici della PRS, formattato integralmente, per essere poi reinstallato tuttoil software ex novo e riassegnato ad altro dipendente", eliminando altresì"l'account di posta elettronica aziendale () e la sua"cartella" dei messaggi"; il titolare del trattamento ha inoltrerilevato che "solo tre giorni dopo questi fatti (ossia il 20.03.2014) lasig.ra XY ha richiesto, per il tramite del suo legale, di poter accedere al suoex pc aziendale ed ai relativi dati ivi contenuti", dichiarando che nessundato personale della ricorrente "era più presente sia sul pc che le erastato dato in dotazione che sui server che gestiscono la posta elettronicaaziendale";

VISTA lanota del 24 giugno 2014 con cui la ricorrente, nel confermare  che"dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento brevi manu () non hapotuto più accedere al computer aziendale né alla casella di posta elettronica,anche da iPad", ha rappresentato di aver comunque immediatamenterichiesto, "tramite segreteria di redazione, l'intervento del compartotecnico", peraltro mai avvenuto, e di aver altresì prontamente rivolto larichiesta di accesso ai propri dati, contenuti nel computer aziendale, allegale rappresentante della società, ricevendone un diniego, nonché allaresponsabile delle risorse umane (e-mail del 18 marzo 2014, allegata), dallaquale non ha tuttavia ricevuto risposta; la ricorrente ha inoltre eccepito"l'illiceità della condotta tenuta dal titolare del trattamento che senzaalcun preventivo avviso inviato alla ricorrente procedeva alla distruzione deidati personali della medesima, impedendole di salvare tutti i dati personalicustoditi dal 2005", tenuto conto peraltro della sua professione digiornalista, rilevando come la stessa non sia mai stata edotta in meritoall'esistenza di una "prassi aziendale" che prevedesse la immediataformattazione degli strumenti di lavoro al momento della cessazione delrelativo rapporto, né "le è mai stato consegnato un disciplinare internosulla privacy";

VISTA lanota pervenuta per e-mail il giorno 8 luglio 2014 con cui la ricorrente hadichiarato, come conseguenza della conciliazione intervenuta tra le parti indata 8 luglio 2014 presso l'Associazione lombarda dei giornalisti, dirinunciare al ricorso proposto innanzi al Garante;

RITENUTOdi dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149comma 2 del Codice, tenuto conto della volontà manifestata dalla ricorrente dirinunciare al ricorso;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per dichiarare compensate fra le parti le spesedel procedimento;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

b)dichiara compensate le spese del procedimento fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 24 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia