Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 27 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 162 del 27 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, regolarizzato in data 27 gennaio 2014 nei confronti della CassaNazionale di previdenza e assistenza forense, con cui XY, in qualità diavvocato regolarmente iscritto al Consiglio dell'ordine degli avvocati di Pisa,nel ribadire alcune delle istanze avanzate ai sensi dell'art. 7 del d.lgs.196/2003 "Codice in materia di protezione dei dati personali" (diseguito "Codice"), ha chiesto di ottenere la cancellazione e/o ilblocco dei dati personali che la riguardano trattati in violazione di legge conriferimento a parte della documentazione medica detenuta dall'odiernaresistente in relazione alla domanda di pensione di invalidità avanzatadall'interessata in data 14 novembre 2011 e rigettata dalla Cassa Nazionale diprevidenza e assistenza forense in data 29 aprile 2013; la ricorrente ha, inparticolare, lamentato che il titolare del trattamento, successivamente alparere reso in merito alle proprie condizioni di salute da apposita Commissionecollegiale medica nominata dalla Cassa tramite proprio delegato e in relazioneal quale la stessa aveva precedentemente espresso il proprio consenso altrattamento dei dati che la riguardano, "con provvedimento del 11-02-2013nominava un tale dott. () al fine di far esprimere un giudizio sulla validitàdegli accertamenti conclusi" dalla predetta Commissione, inviando almedesimo, a totale insaputa dell'interessata, i referti medici a lei relativi;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 31 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato ilresistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessata;

VISTAla nota, datata 28 febbraio 2014, con cui la Cassa Nazionale di Previdenza eAssistenza Forense, nel precisare quanto già comunicato all'interessata inepoca anteriore alla presentazione del ricorso, ha rappresentato di averprovveduto, a seguito della presentazione della domanda di pensione diinvalidità e in applicazione dell'art 3 del "Nuovo Regolamento perl'accertamento della inabilità e della invalidità" (nel testo modificatocon Ministeriale del 20 maggio 2010 – G.U. n. 128 del 4 giugno 2010), aconferire incarico ad un delegato per la nomina di apposita Commissione che"ha redatto () relazione medica () dalla quale è emerso il parere positivoin merito allo stato invalidante" della ricorrente; la resistente ha,inoltre, precisato di aver successivamente disposto, avvalendosi delle facoltàriconosciute dall'art. 7 del citato regolamento, la designazione di un medicofiduciario, cui è stato consegnato il relativo "carteggio documentale ()in plico opportunamente sigillato", al fine di sottoporre ad ulteriorevalutazione la relazione resa dalla Commissione collegiale medica,rappresentando, in ordine all'eccezione sollevata da controparte relativamentealla presunta mancata acquisizione del proprio consenso, che il trattamento deidati sensibili dell'interessata, finalizzato all'esame della domanda dipensione di invalidità presentata dalla medesima, è avvenuto in conformità allalegislazione di riferimento vigente (in particolare, la legge n. 576/80"Riforma del sistema previdenziale forense" e il "NuovoRegolamento per l'accertamento dell'inabilità e della invalidità"applicato dalla Cassa Forense),  nonché alla normativa in materia diprotezione dei dati personali; il titolare del trattamento ha infatti rilevatoche, nel caso di specie, troverebbe applicazione l'art. 26, comma 4, del Codiceche, al ricorrere di determinate fattispecie, rende legittimo il trattamento ditali dati anche solo sulla base della previa autorizzazione del Garante, purevidenziando l'avvenuta acquisizione del previo consenso dell'interessata, resoall'atto della sottoscrizione della predetta domanda, da intendersi esteso altrattamento "dei dati personali da parte della Cassa Forense nell'ambitodelle proprie finalità istituzionali e di quelle connesse all'istruttoria delladomanda di pensione di invalidità e, quindi, anche al trattamento dei dati daparte del medico fiduciario della Cassa Forense, considerato che () ilRegolamento prevede la possibilità che la Cassa Forense richieda la suaconsulenza";

VISTEle note, datate 19 febbraio e 5 marzo 2014, con cui la ricorrente, nel ribadirele proprie richieste, ha lamentato di aver ricevuto un riscontro parzialerispetto alle istanze avanzate con l'interpello preventivo, precisando, inmerito a quanto affermato da controparte, di aver prestato il proprio consensosolo riguardo al trattamento dei propri dati personali da parte della CassaNazionale Forense "senza ulteriore espressione di consenso per quantoconcerne i dati sensibili", autorizzando peraltro "la trasmissionedella documentazione medica all'incaricato della Cassa () per la sola nominadella Commissione medica"; la ricorrente ha, inoltre, chiesto laliquidazione in proprio favore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTAla nota, datata 11 marzo 2014, con cui la Cassa Nazionale Forense, nelrichiamare le osservazioni già avanzate nella precedente memoria, ha ribaditola correttezza del trattamento effettuato;

RILEVATOche la ricorrente, a fronte delle varie istanze avanzate con il previointerpello, con l'atto introduttivo del procedimento, proposto a seguito dirichiesta di regolarizzazione, ha limitato il petitum alla sola richiesta dicancellazione e/o blocco dei dati trattati in violazione di legge, delimitando,in tal modo, l'ambito oggettivo dell'odierno procedimento;

RILEVATOche la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense è ente privatisticoavente natura giuridica di fondazione tra le cui finalità, per espressaprevisione dell'art. 1 della legge n. 576 del 1980 "Riforma del sistemaprevidenziale forense", rientra l'erogazione delle pensioni di vecchiaia,inabilità e invalidità agli avvocati e ai procuratori su domanda degli aventidiritto; rilevato altresì che, al fine di procedere all'accertamento dellacondizione di invalidità dichiarata dagli interessati, la Cassa NazionaleForense effettua il trattamento di dati sensibili dei medesimi, in parte daloro direttamente comunicati attraverso la documentazione medica prodottaunitamente alla domanda di pensione e, in parte, derivanti dagli accertamentimedici che, a norma del regolamento per l'accertamento della inabilità e dellainvalidità, la Cassa medesima effettua mediante la Commissione medicadistrettuale (prevista dall'art. 3 del "Nuovo Regolamento perl'accertamento dell'inabilità e della invalidità"), nonché mediante unperito di fiducia eventualmente designato su esplicita richiesta del Presidentedella giunta esecutiva chiamata ad esprimersi sulla domanda di prestazioneprevidenziale (art. 7 del citato Regolamento);

RILEVATOche, nel caso di specie, trovano applicazione le norme del Codice in materia ditrattamento dei dati personali da parte di soggetti privati e, in particolare,l'art. 26 che prevede che i dati sensibili possono essere oggetto ditrattamento solo previo consenso scritto dell'interessato e contestualeautorizzazione del Garante, requisito quest'ultimo da solo sufficiente alegittimare il trattamento laddove, invece, il trattamento sia necessario, tra l'altro, "per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti dallalegge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria per la gestione delrapporto di lavoro, anche in materia di igiene e sicurezza del lavoro e dellapopolazione e di previdenza e assistenza, nei limiti previstidall'autorizzazione e ferme restando le disposizioni del codice di deontologiae di buona condotta di cui all'art. 111" (art. 26, comma 4 lett. d), delCodice); rilevato che il trattamento di dati sensibili, effettuato dalla CassaNazionale Forense in funzione dell'accertamento della sussistenza deipresupposti per l'erogazione di prestazioni previdenziali ed assistenzialirichieste dagli iscritti, non necessita del consenso scritto di questi ultimitrovando il proprio fondamento, in particolare, nell'autorizzazione del Garanten. 5/2013 ("Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte didiverse categorie di titolari", pubblicata in G.U. n. 302 del 27 dicembre2013) che individua, tra i soggetti destinatari della medesima, anche "lesocietà ed altri organismi che gestiscono fondi-pensione o di assistenza ovverofondi o casse di previdenza" (Capo I, art. 1 lett. b) della predettaautorizzazione) legittimandoli a trattare i dati e a compiere le operazioni"indispensabili per adempiere agli obblighi anche precontrattuali che isoggetti" autorizzati "assumono nel proprio settore di attività, alfine di fornire specifici beni, prestazioni o servizi richiestidall'interessato";

RITENUTO,alla luce di quanto sopra esposto, di dover dichiarare il ricorso infondato nonrisultando, allo stato, illecito il trattamento effettuato sulla base deglielementi forniti dalla stessa parte ricorrente;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese delprocedimento;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici ;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara il ricorso infondato;

2)dichiara compensate le spese del procedimento fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 27 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia