Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 6 FEBBRAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 66 del 6 febbraio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato in data 31 ottobre 2013 nei confronti di Banca PopolareSanFelice 1893 soc. coop. p.a., con cui XY, rappresentato e difeso dall'avv.Massimo Pincione, in qualità di chiamato all'eredità del padre defunto"nella sua doppia veste di erede legittimario e di eredetestamentario", reiterando le istanze già in precedenza avanzaterichiamando gli artt. 7 e 9 del Codice in materia di protezione dei datipersonali, d.lg. 30 gennaio 2013 (di seguito "Codice"), ha chiesto laconsegna della documentazione bancaria relativa al medesimo "dietro ilpagamento di un contributo che contempli solamente le spese vive"giustificate dalla banca; ciò tenuto conto del fatto che, al fine diricostruire l'asse ereditario sul quale determinare le porzioni ereditariespettanti al ricorrente e al di lui fratello, erede solo per la quota dilegittima, risulta necessario "conoscere nel modo dettagliato quantodenaro il de cuius aveva in vita versato al figlio chiamato solo per lalegittima in quanto tali somme di denaro vanno imputate alla somma finale cheil legittimario ha diritto, se del caso, a prelevare dall'asseereditario"; il ricorrente ha chiesto altresì la liquidazione in propriofavore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota dell'8 novembre 2013 con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, hainvitato la resistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, ilverbale dell'audizione svoltasi presso la sede dell'Autorità in data 3 dicembre2013, nonché la nota del 23 dicembre 2013 con cui è stata disposta la prorogadel termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota, datata 27 novembre 2013, con cui l'istituto di credito resistente, nelrappresentare di aver già fornito riscontro alle istanze del  ricorrente,ha rilevato di  essersi sin da subito resa "disponibile ad estrarrecopia di tutta la documentazione", specificamente richiestadall'interessato, in relazione alla quale, tenuto conto dell'entità dellastessa, ha sollecitato la  corresponsione di "un importo a titolo dirimborso per le spese vive e i tempi di lavorazione"; ciò eccependo lariconducibilità della richiesta medesima alla previsione di cui all'art. 119del d.lg. 385/1993 (cd. Testo Unico bancario), "come tale subordinata alleconseguenze economiche previste" da tale disposizione,  circostanzache il ricorrente ha dimostrato di conoscere tenuto conto del contenuto dellecomunicazioni inviate a tal fine alla banca in cui ha chiesto "di conoscerei tempi e i costi necessari all'evasione" della pratica;

VISTAla nota, datata 2 dicembre 2013, con cui il ricorrente, nel contestare leaffermazioni di controparte, ha ribadito le proprie richieste rappresentandoche le stesse non risultano fondate sull'art. 119 TUB, ma sull'art. 7 deld.lgs. 196/2003 "che consente di venire a conoscenza dei documenti cheriguardano specificamente l'interessato", eccependo altresì l'illegittimitàdella condotta tenuta dall'istituto di credito che, proprio in virtù dell'art.119, subordina il rilascio dei dati richiesti al pagamento, da parte delricorrente, di "un corrispettivo non dovuto passandolo come fondo speseper consegnare al titolare del rapporto quanto gli spetta", ma il cuiammontare originariamente comunicato è stato modificato a seguito della"minaccia del ricorrente di adire le vie legali";

VISTAla nota, datata 10 gennaio 2014, con cui l'istituto resistente, prendendo attodi quanto dichiarato dall'interessato, ha ribadito il riscontro già fornitonella nota precedentemente inviata;

RILEVATOche occorre, preliminarmente, ribadire la distinzione, delineata dall'Autorità(vedi art. 5.2 delle "Linee guida per trattamenti dati relativi a rapportobanca-clientela" del 25 ottobre 2007 pubblicato su G.U. n. 273 del 23novembre 2007) tra la richiesta di accesso a documenti contenenti dati bancari,che possono riguardare anche soggetti diversi dall'interessato, effettuata aisensi dell'art. 119 del Testo Unico Bancario e le richieste, avanzate ai sensidegli artt. 7 e 9 del Codice, volte ad ottenere la comunicazione in formaintelligibile dei soli dati personali riferiti all'interessato contenuti neimedesimi documenti; con riferimento a quest'ultimo tipo di richieste l'art. 10del Codice prevede, in particolare, che i dati siano estratti a cura delresponsabile o degli incaricati e comunicati, a titolo gratuito,all'interessato anche oralmente, ovvero offerti in visione mediante strumentielettronici, o, se vi è specifica richiesta, comunicati mediante trasposizionedei medesimi su supporto cartaceo o informatico, in ogni caso previooscuramento di eventuali dati relativi a terzi; rilevato inoltre che laprevisione di cui all'art. 10, comma 4, del Codice, che attribuisce al titolaredel trattamento, qualora l'estrazione dei dati risulti particolarmentedifficoltosa, la facoltà di fornire riscontro "attraverso l'esibizione ola consegna in copia di atti e documenti contenenti i dati personalirichiesti", è diretta ad agevolare il riscontro da parte del titolare,senza per questo trasformare l'istanza di accesso ai dati personali inun'istanza di accesso a documenti;

RILEVATOperaltro che, dalle note allegate dalle parti nel corso del procedimento,risulta che le informazioni richieste sarebbero disponibili, sotto forma dicopia della documentazione bancaria intestata al de cuius e relativa agliultimi dieci anni, presso la filiale indicata dalla banca resistente, il rilasciodelle quali sarebbe tuttavia subordinato alla corresponsione delle spese diriproduzione a seguito di una richiesta avanzata dall'interessato anteriormenteal ricorso;

RILEVATOche, nel caso di specie, non risulta applicabile la disciplina in materia diprotezione dei dati personali avendo l'interessato formulato nel ricorsoesplicita richiesta di consegna della documentazione bancaria riferita airapporti intrattenuti dal defunto con la banca resistente, mostrandosi peraltrodisponibile a corrispondere le spese vive sostenute per la riproduzione emanifestando così la volontà di avvalersi del diritto di accesso previsto dallanormativa in materia bancaria; rilevato altresì che, tenuto conto delle finalitàsottese all'esercizio del diritto di accesso dichiarate esplicitamentedall'interessato, la comunicazione dei dati personali effettuata in virtù dellanormativa in materia di protezione dei dati personali non consentirebbeall'odierno ricorrente di conoscere eventuali dati riferiti a terzi (qualisarebbero, nel caso di specie, le operazioni bancarie aventi come beneficiarioil fratello) i cui dati identificativi dovrebbero essere comunque oscuratidalla resistente; rilevato pertanto che solo l'esercizio del diritto di cuiall'art. 119 del TUB può consentire all'interessato di conseguire il risultatoesplicitamente e ripetutamente posto a base della sua iniziativa;

RITENUTO,pertanto, alla luce della documentazione in atti, di dover dichiarare infondatoil ricorso;

RITENUTOdi dover compensare, per giusti motivi, le spese del procedimento fra le parti;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara infondato il ricorso;

b) dichiaracompensate le spese del procedimento fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 6 febbraio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia