Garante per la protezione
    dei dati personali


Provvedimento del 19 dicembre 2008

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTO il ricorso al Garante presentato il 22 ottobre 2008 da XY costruzioni s.r.l. (rappresentata e difesa dagli avv.ti Daniele Cirio e Roberto Stroppiana), nei confronti di Banca d'Italia e Intesa Sanpaolo S.p.A. con il quale il ricorrente, nel contestare l'iscrizione del proprio nominativo presso l'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento (Centrale d'allarme interbancaria–C.a.i.), istituito presso la Banca d'Italia, a seguito del pagamento tardivo di un assegno, ha chiesto la cancellazione della predetta iscrizione dal medesimo archivio C.a.i., sostenendo di aver documentato tutti gli adempimenti di cui alla legge 15 dicembre 1990, n. 386, avendo prodotto entro il termine ultimo indicato nel preavviso di revoca ex art. 9 bis della citata legge n. 386/1990 (il 25 agosto 2008) copia di una quietanza del portatore con firma autenticata presso l'amministrazione comunale ma priva di data "per un mero errore di compilazione imputabile agli uffici comunali" medesimi;  rilevato che la societł ricorrente ha dichiarato che Intesa Sanpaolo S.p.A. ha, a suo avviso, iscritto illegittimamente il proprio nominativo presso l'archivio C.a.i. tenuto anche conto del fatto che la stessa ricorrente, dopo essersi adoperata per "far integrare la suddetta dichiarazione con l'apposizione della data in cui la stessa era stata effettivamente rilasciata" (il 25 agosto 2008), l'aveva successivamente prodotta "sanata" all'istituto di credito;

VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 24 ottobre 2008 con la quale questa Autoritł, ai sensi dell'art. 149, comma 1, del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato;

VISTA la nota fatta pervenire via fax il 4 novembre 2008 e la memoria depositata il 14 novembre 2008 con le quali la Banca d'Italia, nel comunicare di non poter disporre la cancellazione dei dati in questione "trattandosi di attivitł demandata dalla vigente normativa all'esclusiva competenza degli istituti trattari", ha eccepito l'inammissibilitł del ricorso proposto nei propri confronti ai sensi dell'art. 8, comma 2, lett. d), del Codice, argomentando in ordine alle modifiche normative intervenute nella disciplina di settore (e in particolare nell'art. 5, comma 4, del regolamento del Governatore della Banca d'Italia del 29 gennaio 2002 come modificato dal successivo regolamento del 16 marzo 2005) e rilevando che "in sostanza, la normativa (primaria e delegata) che disciplina il funzionamento della C.a.i. individua nelle banche trattarie (tenute all'iscrizione), e non nella Banca d'Italia o nella societł concessionaria responsabile del trattamento, i soggetti deputati a curare la cancellazione dei dati dall'archivio e conseguentemente, ove sorga al riguardo una controversia, i naturali destinatari dell'ordine di cancellazione eventualmente impartito dal giudice o dal Garante";  rilevato che Banca d'Italia ha allegato copia di alcune decisioni di giudici di merito che hanno ritenuto "sinora di escludere in controversie del tipo della presente la legittimazione passiva della Banca d'Italia e conseguentemente, nei limitati casi di accoglimento del ricorso cautelare, ha impartito l'ordine di cancellazione dall'archivio direttamente ai soli enti segnalanti";

VISTA la nota inviata via fax il 17 novembre 2008 con la quale Intesa Sanpaolo S.p.A., nel ricostruire i passaggi che hanno portato alla segnalazione del nominativo della ricorrente nell'archivio C.a.i., ha dichiarato che "entro il termine del 25 agosto 2008 non risulta essersi presentato alcun soggetto (╔) presso gli sportelli della filiale presso la quale insiste il conto di traenza dell'assegno" e che copia della quietanza "riferita all'assegno di pertinenza, ma priva di data di emissione (successivamente ripresentata con regolare indicazione della data di emissione – 25 agosto 2008)" veniva esibita solo "nel corso del mese di settembre"; rilevato che l'istituto di credito, alla luce di ciś, ha ritenuto lecito il proprio operato tenuto conto dell'assenza di "discrezionalitł in capo al segnalante in relazione alla eventuale cancellazione di dati in precedenza iscritti" nell'archivio C.a.i.;

VISTE le note del 12 e del 26 novembre 2008 con le quali la ricorrente, nel contestare il ritardo con il quale Ć stato fornito un riscontro da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A., ha insistito nella richiesta di cancellazione richiamando l'attenzione sulla precedente produzione di "documenti ufficiali, provenienti dal Comune di Torino, che recano la data certa del 25 agosto 2008 come data di rilascio della quietanza di pagamento dell'assegno oggetto di segnalazione";

VISTA la nota inviata via fax l'11 dicembre 2008 con la quale Intesa Sanpaolo S.p.A., su richiesta di questa Autoritł, "in seguito ad ulteriori accertamenti" ha ribadito quanto dichiarato, aggiungendo che "non sono stati trattenuti agli atti documenti o copia degli stessi considerati invalidi" e che, quindi, non sarebbe "altrettanto accertabile" "il giorno – nel corso del mese di settembre- nel quale veniva esibita copia della quietanza priva di dati di emissione";

VISTA la nota datata 11 dicembre 2008 con la quale la ricorrente ha ribadito di aver consegnato copia del documento privo di data presso Intesa Sanpaolo S.p.A., agenzia San Carlo di Torino, entro il 25 agosto 2008, e che "il documento sopracitato sia stato successivamente integrato con la data di effettivo rilascio che, per l'appunto, Ć quella del giorno 25 agosto 2008";

RILEVATO che il contestato inserimento dei dati della ricorrente nell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento di cui all'art. 10-bis della legge n. 386/1990 Ć avvenuto con modalitł che non risultano, sulla base della documentazione in atti, aver violato le disposizioni concernenti la specifica disciplina sanzionatoria degli assegni bancari (l. 15 dicembre 1990, n. 386), anche in relazione alle istruzioni e circolari applicative della Banca d'Italia, non risultando comprovato che la prova del pagamento (che deve essere documentato nelle forme –peraltro varie – e nei tempi puntualmente previsti dall'art. 8 della legge n. 386/1990) sia stata fornita dalla stessa, come dovuto, entro il termine perentorio previsto dall'art. 9-bis della citata legge;

RITENUTO, pertanto, che non risulta illecita la segnalazione disposta dalla resistente nell'archivio C.a.i. e che il ricorso deve essere quindi dichiarato infondato;

RILEVATO che sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti;

VISTI gli artt. 145 e s. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Fortunato;

TUTTO CI˝ PREMESSO IL GARANTE:

a) dichiara infondato ricorso;

b) dichiara compensate le spese fra le parti.

Roma, 19 dicembre 2008

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Fortunato

Il segretario generale
Buttarelli