Garante per la protezione
    dei dati personali


Provvedimento del 4 dicembre 2008

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTO il ricorso al Garante regolarizzato il 15 luglio 2008 da Clorinda Di Ciero (rappresentata e difesa dagli avv.ti Giovanna Mastrati e Antonino Perrella), nei confronti di Poste italiane S.p.A., con il quale la ricorrente, nel contestare l'iscrizione del proprio nominativo nell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento (Centrale d'allarme interbancaria–C.a.i.), istituito presso la Banca d'Italia, a seguito del mancato pagamento di un assegno postale dell'importo di euro 4.200 per difetto di provvista, ha chiesto la cancellazione di tale iscrizione sostenendo di aver provveduto a tutti gli adempimenti di cui alla legge 15 dicembre 1990, n. 386 relativamente al cd. pagamento tardivo e di aver anche prodotto correttamente prova di tale pagamento;

VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 18 luglio 2008 con la quale questa Autoritł, ai sensi dell'art. 149, comma 1, del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonchÄ la nota del 21 ottobre 2008 con la quale l'Autoritł ha comunicato alle parti la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTA la nota anticipata via fax il 31 luglio 2008 con la quale Poste italiane S.p.A. ha ricostruito le vicende che hanno portato alla segnalazione del nominativo della ricorrente nell'archivio C.a.i., precisando che tale iscrizione Ć avvenuta a seguito dell'emissione di un assegno diverso da quello cui ha fatto riferimento la ricorrente, emesso anch'esso in difetto di provvista e per il quale, nonostante l'invio di un preavviso di revoca ai sensi dell'art. 9-bis della legge n. 386/1990 (ricevuto il 24 dicembre 2007), non Ć stata fornita dalla ricorrente alcuna prova dell'avvenuto pagamento tardivo nei termini di legge; rilevato che la resistente ha precisato inoltre che il nominativo della ricorrente Ć stato nuovamente segnalato nella Centrale d'allarme interbancaria per aver tratto altri assegni in pendenza della revoca di sistema (segnalazioni rispetto alle quali "non occorre alcun preavviso di revoca");

RILEVATO che il contestato inserimento dei dati della ricorrente nell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento di cui all'art. 10-bis della legge n. 386/1990, non risulta avvenuto, sulla base della documentazione in atti, in violazione delle disposizioni concernenti la specifica disciplina sanzionatoria degli assegni bancari (l. 15 dicembre 1990, n. 386);

RITENUTO, pertanto, che non risulta dagli atti illecita la segnalazione disposta dalla resistente nell'archivio C.a.i. e che il ricorso deve essere quindi dichiarato infondato;

VISTI gli artt. 145 e s. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

TUTTO CI˝ PREMESSO IL GARANTE:

dichiara infondato ricorso.

Roma, 4 dicembre 2008

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Paissan

Il segretario generale
Buttarelli