Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 5 GIUGNO2008

ILGARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunioneodierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott.Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott.Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretariogenerale;

VISTA l'istanzadel 1° giugno 2007, avanzata ai sensi del Codice in materia di protezione deidati personali (d.lg. n. 196/2003), e la successiva corrispondenza con la qualeXY ha chiesto all'Azienda Usl Roma F di confermare l'esistenza di datipersonali che la riguardano e la comunicazione della loro origine, dellefinalitą e delle modalitą del trattamento, nonché degli estremi identificatividel titolare e del responsabile del trattamento medesimo; rilevato che lastessa ha anche chiesto la rettificazione, la cancellazione e il blocco deidati che la riguardano contenuti in una cartella clinica del Dipartimento disalute mentale della citata azienda sanitaria perché, a suo avviso, trattati inviolazione di legge, non essendo stata mai "paziente" di tale struttura;

VISTO il ricorsoregolarizzato il 3 marzo 2008 nei confronti dell'Azienda Usl Roma F con ilquale XY (rappresentata e difesa dall'avv. Giuseppe Claudio Costa) –chesi era recata una volta, nel 1993, presso il Centro di salute mentale diCampagnano per un colloquio e, nel 2003, era stata destinataria di una visitadomiciliare eseguita da un medico del Centro di salute mentale di Morlupo aseguito di una richiesta di "colloquio e/o accertamentopsicoterapeutico" avanzata daiCarabinieri di Castelnuovo di Porto–, non soddisfatta del riscontroottenuto, ha ribadito le proprie istanze di rettificazione, cancellazione eblocco dei dati che la riguardano contenuti nelle cartelle cliniche conservatepresso l'Azienda resistente nelle quali, in occasione del colloquio del 1993,sono state annotate alcune informazioni relative alla sua anamnesi familiare e,nel 2003, quelle relative alle attivitą svolte dal medico del C.s.m. di Morlupoa seguito della richiesta dei Carabinieri di Castelnuovo di Porto; rilevato, inparticolare, che la ricorrente, nel ritenere illegittimi gli interventi postiin essere in quella occasione, ha contestato l'utilizzo da parte del medico cheha redatto la cartella clinica di una terminologia (ad esempio, il termine "paziente") che lascerebbe erroneamente intendere che la stessaera all'epoca affetta da patologie, circostanza ritenuta non veritiera cometestimoniato anche dal mancato "assenso a misure obbligatorie" nei suoi confronti da parte del sindaco competente;rilevato che la ricorrente ha chiesto, altresď, di porre a carico dellacontroparte le spese del procedimento;

VISTI gliulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota dell'11 marzo 2008 con laquale questa Autoritą, ai sensi dell'art. 149 del Codice in materia diprotezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste del ricorrente,nonché la successiva nota del 28 aprile 2008 con la quale Ź stata disposta laproroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTA la notadatata 2 aprile 2008 con la quale l'azienda resistente, nell'indicare iltitolare e il responsabile del trattamento, ha fornito indicazioni in ordine:1) al trattamento dei dati della ricorrente effettuato nelle due diverseoccasioni presso le strutture di Campagnano e di Morlupo (di cui il primo Ź "presidio"), confermando che la ricorrente, dopo il primocolloquio, non Ź stata "presa in carico" dal servizio di igiene mentale, tanto che "nellenote riportate non si parla di "esame clinico", né di diagnosi nétantomeno di terapia", e che iltermine "paziente" Źstato utilizzato nella "sua accezione scientifica"; 2) ai diversi passaggi che hanno portato allavisita domiciliare del 2003 (che "non deve essere considerato un ASO maun (…) tentativo"esplorativo" (…) diprendere contatto con la sig.ra XY al fine, anche, di vagliare l'opportunitą diuna accertamento sanitario obbligatorio (…)") e alla decisione del Sindaco di Castelnuovo di Porto di nonporre in essere "interventi in regime di obbligatorietą" non sussistendo "situazioni critiche" che li rendessero necessari; rilevato che, inrelazione alla richiesta di cancellazione dei dati avanzata dalla ricorrente,l'Azienda ha considerato che "le note riportate nella cartella clinicadagli operatori della A.S.L. Roma F coinvolti nella vicenda costituiscono (…) attestazione di un pubblico ufficialenell'esercizio delle proprie funzioni" e che pertanto devono essere conservate;

VISTO il verbaledell'audizione del 9 aprile 2008 nel corso della quale la ricorrente hainsistito nella propria richiesta di cancellazione o di rettificazione dei datiinesatti contenuti nelle cartelle cliniche e, in particolare, dell'espressione "paziente" (che ben potrebbe essere sostituita, ad avviso dellaricorrente, dal termine "signora") e di altre due che, a suo avviso, potrebberoindurre a ritenere la stessa affetta da patologie non sofferte (in particolare,quelle in cui si parla di "situazione clinica della paziente" e si riferisce di "rivendicativitą dellapaziente" e di "aspettipersecutori"), nonché dell'etąerroneamente riportata nella medesima cartella; rilevato che la ricorrente haanche chiesto la cancellazione delle informazioni raccolte nel 1993 dallacartella sanitaria del Centro di Morlupo relativa invece agli eventi del 2003;

VISTA la notapervenuta via fax il 15 maggio 2008 con la quale la resistente ha comunicato diaderire alla richiesta di rettificazione dell'espressione "paziente" con quella di "signora", nonché a quella di correzione dell'etą della stessariportata sulla cartella clinica (allegando a quest'ultima "unverbale" in cui verrannoannotate "le correzioni effettuate e le motivazioni di taleintervento"), ma di non poteraderire alla richiesta di cancellazione di tutta o parte della medesimacartella clinica per le ragioni precedentemente illustrate;

VISTA la memoriapervenuta via fax il 22 maggio 2008 con la quale la ricorrente, nel prendereatto del riscontro e nell'insistere sulla illegittimitą degli interventi postiin essere in occasione della visita domiciliare, ha ribadito la richiesta dicancellare tutte le espressioni precedentemente contestate o di trasformarle informa anonima;

RITENUTO didichiarare non luogo a provvedere sul ricorso, ai sensi dell'art. 149, comma 2,del Codice, in ordine alla richiesta di rettificazione dell'etą dellaricorrente riportata sulla cartella clinica e dell'espressione "paziente" con il termine "signora", avendo la resistente aderito spontaneamente allestesse dopo la presentazione del ricorso;

RITENUTO di doverinvece dichiarare infondata la richiesta di cancellazione e blocco dei restantidati contenuti nelle cartelle cliniche relative alla ricorrente dal momento chegli stessi non risultano allo stato conservati in violazione di leggedall'Azienda sanitaria resistente (unico titolare del trattamento, essendo allastessa riconducibili tanto il Centro di salute mentale di Campagnano che quellodi Morlupo); ritenuto, altresď, di dover dichiarare inammissibile la richiestadi rettificazione delle espressioni di tipo valutativo individuate dallaricorrente nel corso del procedimento dal momento che le stesse, nonriguardando dati di tipo oggettivo, non possono, ai sensi dell'art. 8, comma 4,del Codice, essere oggetto di rettificazione;

RILEVATO che lapresente dichiarazione di parziale infondatezza e di inammissibilitą lasciaimpregiudicata la facoltą per la ricorrente di far valere nelle sedi competentii propri diritti in relazione ad altri profili concernenti i predetti eventicontestati e il danno che Ź stato ipotizzato;

RITENUTO chesussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti;

VISTA ladocumentazione in atti;

VISTI gli artt.145 e s. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30giugno 2003, n. 196);

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott.Giuseppe Chiaravalloti;

TUTTOCIŮ PREMESSO IL GARANTE DICHIARA:

a) non luogo aprovvedere sul ricorso in ordine alla richiesta di rettificazione dell'etądella ricorrente riportata sulla cartella clinica e dell'espressione "paziente" con il termine "signora";

b) infondata larichiesta di cancellazione e blocco dei restanti dati contenuti nelle cartellecliniche detenute dalla resistente;

c) inammissibilela richiesta di rettificazione delle espressioni di tipo valutativo individuatedalla ricorrente nel corso del procedimento;

d) compensate le spesetra le parti.

Roma, 5 giugno2008

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Chiaravalloti

Il segretario generale
Buttarelli