Garante per la protezione
    dei dati personali


Provvedimento del 8 maggio2008

 

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza delprof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti,vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato,componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTA l'istanza datata 31 ottobre 2007con la quale XY, in qualitą di erede della madre YZ deceduta nel 2005,aveva chiesto a Cassa rurale di Aldeno e Cadine-Banca di credito cooperativo,che gli venisse "messa a disposizione (…) tutta la documentazione bancaria relativa all'eventuale contocorrente intestato alla signora YZ; eventuali contabili relative a titoli dideposito, libretti al portatore; certificati di deposito e quanto altro inpossesso dell'Istituto riguardante beni mobili della signora YZ";

VISTO il ricorso presentato da XY(rappresentato e difeso dall'avv. Silva Fronza) nei confronti di Cassa ruraledi Aldeno e Cadine-Banca di credito cooperativo con il quale il ricorrente, nonavendo ricevuto riscontro, ha chiesto al Garante di ordinare alla resistente diconsentire l'accesso ai dati personali relativi alla madre defunta conriferimento agli anni 2004-2005 e di porre a carico della resistente le spesesostenute per il procedimento;

VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, inparticolare, la nota del 12 febbraio 2008 con la quale questa Autoritą, aisensi dell'art. 149 del Codice in materia di protezione dei dati personali(d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare del trattamento afornire riscontro alle richieste del ricorrente, nonché la successiva nota del18 marzo 2008 con la quale Ź stata disposta la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTA la nota anticipata via fax il 29febbraio 2008 con la quale la banca resistente, nel fornire alcune indicazioniin ordine a un'operazione effettuata dalla defunta nell'aprile 2005, hasostenuto che il ricorso sarebbe stato presentato a questa Autoritą conriferimento a una richiesta di documentazione bancaria ai sensi dell'art. 119del d.lg. 1 settembre 1993, n. 385 e, peraltro, "prima dello scaderedel termine per l'evasione della richiesta" medesima;

VISTA la nota inviata via fax il 19 marzo2008 con la quale il ricorrente ha ribadito di attendere "anche unarisposta in ordine a: eventuali contabili relative a titoli di deposito,libretti al portatore, certificati di deposito e quanto altro in possessodell'Istituto riguardante beni mobili della signora YZ fino alla data delsuo decesso", oltre che inordine al nominativo del beneficiario delle operazioni eseguite, e ha sostenutoche il riscontro fornito dalla resistente sarebbe quindi inidoneo; rilevato cheil ricorrente ha precisato inoltre che, a proprio avviso, la tempisticarelativa al riscontro alla propria istanza del 31 ottobre 2007 non dovevaessere quella prevista dall'art. 119 del d.lg. 1 settembre 1993, n. 385, maquella prevista con riferimento alle richieste di accesso ai dati ex artt. 7 e8 del Codice;

VISTA la nota pervenuta via fax l'11aprile 2008 con la quale la banca resistente, nel confermare "l'inesistenzadi ulteriori titoli emessi a richiesta della signora YZ nell'arcotemporale indicato dall'avv. Fonza, come di altri rapporti bancari", haribadito "il carattere documentale della richiesta" datata 31 ottobre 2007, "per questoriconducibile all'art. 119 d.lg. 385/93" e ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorsoper carenza di interpello preventivo;

  RILEVATO che la richiesta diaccedere ai dati personali prevista dagli artt. 7 e s. del Codice consente diottenere la conferma dell'esistenza e la comunicazione in forma intelligibiledei soli dati personali riguardanti l'interessato che vanno estrapolati dalladocumentazione che li contiene e comunicati allo stesso secondo le modalitą dicui all'art. 10 del Codice (in particolare, con esclusione dei dati personalidi terzi); rilevato che tale diritto di accesso non permette invece di chiederedirettamente, sempre e comunque, copia integrale della documentazione che,detenuta dal titolare del trattamento, contenga tali dati; rilevato che Źlegittimato ad accedere ai dati personali di una persona defunta, ai sensidell'art. 9, comma 3, del Codice, anche "chi ha un interesse proprio, oagisce a tutela dell'interessato o per ragioni familiari meritevoli diprotezione";

RITENUTO che, nel caso di specie, ilricorso deve essere dichiarato inammissibile ai sensi dell'art. 148, comma 1,lett. b), del Codice, poiché non risulta essere stato precedentemente fattovalere nei confronti dell'istituto di credito resistente, nelle forme previstedal Codice, alcuno dei diritti previsti dall'art. 7 del Codice medesimo;rilevato, in proposito, che la sussistenza di tale presupposto di ammissibilitąpuė formare oggetto di valutazione da parte del Garante sia prima dell'inoltrodel ricorso alla controparte, sia nel corso del procedimento;

RITENUTO infatti che la nota del 31ottobre 2007, indicata quale interpello preventivo, non puė validamentequalificarsi quale esercizio dei diritti di cui all'art. 7 del Codice,contenendo non una chiara e specifica istanza volta ad accedere ai datipersonali relativi alla defunta, ma solo la diversa richiesta di ottenere copiadi varia documentazione bancaria (specificamente elencata e richiamata anchenel corso del procedimento); richiesta che, come avvenuto nel caso di specie,ben poteva essere considerata dall'istituto di credito quale istanza di accessoa documentazione bancaria, presentata ai sensi dell'art. 119 del testo unicodelle leggi in materia bancaria e creditizia (d.lg. 1° settembre 1993, n. 385)che disciplina tale differente diritto, prevedendo differenti modalitą e tempiper il suo riscontro;

RILEVATO che la presente dichiarazione diinammissibilitą lascia impregiudicata la facoltą per il ricorrente di esercitarecorrettamente, nelle forme e nei modi previsti dal Codice, i diritti di cuiall'art. 7 e 8 del Codice medesimo anche con riferimento a dati personalirelativi alla madre defunta;
VISTI gli artt. 145 e s. del Codice inmateria di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell'Ufficioformulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento delGarante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Chiaravalloti;

TUTTO CIŮ PREMESSO ILGARANTE

dichiara inammissibile il ricorso.

Roma, 8 maggio 2008

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Chiaravalloti

Il segretario generale
Buttarelli