Garante per la protezione
    dei dati personali


Provvedimento del 25 marzo2008

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza delprof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti,vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato,componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTO il ricorso regolarizzato il 19dicembre 2007 da XY s.r.l. e ZK nei confronti di Telecom Italia S.p.A., con ilquale i ricorrenti (rappresentati e difesi dall'avv. Maria Carmela Mignone)hanno ribadito la richiesta avanzata il 15 marzo 2007 ai sensi degli artt. 7 e8 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003,n. 196), volta a ottenere la comunicazione in chiaro dei dati del trafficotelefonico in entrata e in uscita nel periodo gennaio 2001-18 ottobre 2004relativo a un'utenza telefonica mobile di cui la societą Ź titolare e ZK(direttore tecnico della societą) reale e unico utilizzatore; rilevato che iricorrenti hanno dichiarato che tali informazioni sarebbero indispensabili alZK per svolgere investigazioni difensive ai sensi della legge 7 dicembre 2000,n. 397 in relazione a un procedimento penale incardinato nei suoi confrontipresso la Procura di Benevento per i reati di cui agli "artt. 416, primaparte 1° e 2° cpv", 110, 81,481 c.p., sussistendo un'"inviolabile esigenza difensiva di dimostrarele effettive comunicazioni e frequentazioni telefoniche" del ricorrente medesimo, nel "convincimentodella difesa che i reati ascritti non siano stati commessi"; rilevato che i ricorrenti hanno dichiarato altresďche il Tribunale di Benevento, Ufficio del giudice dell'udienza preliminare, harigettato l'istanza volta a ottenere l'autorizzazione ad acquisire i datitelefonici relativi all'utenza in questione argomentando che, per l'eserciziodel diritto a ottenere i dati in questione (rispetto alla cui sussistenza ilgiudice ha ritenuto fosse "lecito almeno dubitare, visto il tenore deicommi secondo e terzo dell'art. 132"), l'interessato avrebbe potuto "avvalersi anche dei rimediprevisti dagli artt. 145 o 152"del Codice;

VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, inparticolare, la nota del 3 gennaio 2008 con la quale questa Autoritą, ai sensidell'art. 149, comma 1, del Codice, ha invitato il titolare del trattamento afornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonché la proroga deltermine per la decisione sul ricorso disposta, ai sensi dell'art. 149, comma 7,del Codice, nel corso dell'audizione effettuata il 30 gennaio 2008;

VISTA la memoria pervenuta via fax il 21gennaio 2008 con la quale la societą resistente (rappresentata e difesadall'avv. Giovanni Guerra) ha ribadito il diniego gią opposto richiamando, inordine alle chiamate telefoniche in entrata, l'art. 8, comma 2, lett. f), delCodice e rilevando, piĚ in generale, che i dati richiesti "sonoattualmente conservati per legge da Telecom Italia per esclusive finalitą diaccertamento e repressione dei delitti di cui all'art. 407, comma 2, lett. a),c.p.p., nonché dei delitti in danno di sistemi informatici e telematici (art.132, comma 2)" del Codice, "reatiquesti ultimi del tutto diversi da quelli specificamente indicati nel ricorsoed oggetto delle investigazioni difensive e del procedimento penale inquestione";

VISTA la nota pervenuta via fax il 25gennaio 2008 con la quale i ricorrenti hanno ribadito la propria richiesta,richiamando le ragioni esposte con il ricorso;

VISTO il verbale dell'audizione del 30gennaio 2008 in cui parte ricorrente ha precisato che l'ordinanza di custodiacautelare emessa nei confronti di ZK (indagato "per i reati di cuiall'art. 416, rubricato come associazione a delinquere") "pone alla base delle misure cautelarioltre a riprese fotografiche e audiovisive anche intercettazioni telefonichedal gennaio 2001 fino all'ottobre 2004"; pertanto, la conoscenza del traffico telefonico relativo all'utenzautilizzata dallo stesso sarebbe "necessaria ai fini dell'esercizio delsuo diritto di difesa e, in particolare, al fine delle verifiche sulleintercettazioni svolte sulla sua utenza";

VISTE le memorie datate 15 e 25 febbraio2008 con le quali i ricorrenti, nel chiedere che, in caso di accoglimento delricorso i dati vengano comunicati a ZK, hanno insistito sulla propria richiestaribadendo che, alla luce dell'impianto accusatorio, fondato su intercettazionitelefoniche, la conoscenza dei dati di traffico sarebbe "condizioneindispensabile al diritto di difesa" garantito costituzionalmente e che il mancato accesso a taliinformazioni impedirebbe "la migliore difesa possibile a fronte di unaipotesi delittuosa cosď grave";il diritto di difesa prevarrebbe su eventuali diritti dei terzi titolari delleutenze telefoniche chiamate e chiamanti e sussisterebbe il dirittodell'interessato a conoscere i dati personali che lo riguardano attualmenteconservati dalla resistente, tenuto anche conto che terzi (autoritągiudiziaria) hanno gią avuto accesso ai dati;

VISTE le memorie inviate via fax il 15febbraio e il 13 marzo 2008 con le quali la resistente, nel ritenere a suoavviso superate, alla luce delle precisazioni formulate dalla controparte, leeccezioni sollevate con riferimento all'art. 8, comma 2, lett. f), del Codicein merito alla sussistenza di un possibile pregiudizio effettivo e concreto cheil mancato accesso ai dati richiesti arrecherebbe allo svolgimento delleinvestigazioni difensive, ha richiamato il quadro normativo esistente e, conesso, il provvedimento di questa Autoritą del 17 gennaio 2008 inmateria di "Conservazione dei dati di traffico: misure e accorgimenti atutela dell'interessato in attuazione dell'art. 132 del decreto legislativo 30giugno 2003, n. 196" sostenendo che, alla luce di questo, "anchel'interessato che acceda ai dati che lo riguardano esercitando il diritto diaccesso di cui all'art. 7 del Codice debba rispettare il vincolo di finalitąposto dall'art. 132, ossia possa "utilizzare i dati acquisiti solo perfinalitą di accertamento e repressione di reati (individuati specificamente perlegge in riferimento al predetto, secondo periodo di conservazione)""; rilevato che, alla luce di ciė, anche il fornitoredel servizio di comunicazione sarebbe vincolato al medesimo principio difinalitą e, quindi, non potrebbe fornire i dati richiesti dal ricorrente se nonin relazione a un'indagine o procedimento penale relativo agli specifici reaticui si fa rinvio nell'art. 132, comma 2, del Codice; rilevato che la resistenteha comunque manifestato la propria disponibilitą a fornire i dati in questioneal ricorrente qualora l'Autoritą ritenesse di "autorizzare" tale comunicazione, sottolineando che il diniegofinora opposto Ź legato esclusivamente al timore di consentire tale accesso inviolazione di disposizioni di legge, con il conseguente rischio di esporsi adazioni di risarcimento del danno da parte di altri abbonati chiamati echiamanti rispetto all'utenza in uso al ricorrente;

RILEVATO che i dati di traffico hanno unanatura particolarmente delicata tenuto conto delle garanzie che assistono lalibertą e segretezza delle comunicazioni e dei diversi soggetti interessati dauna medesima comunicazione (abbonati o utenti chiamati o chiamanti) e che, allaluce di ciė, il legislatore ha posto in relazione agli stessi alcune specifichelimitazioni, prevedendo allo stato, nell'attuale art. 132 del Codice, che idati di traffico debbano essere conservati per ventiquattro mesi "perfinalitą di accertamento e repressione dei reati" e per ulteriori ventiquattro mesi "peresclusive finalitą di accertamento e repressione dei delitti di cuiall'articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nonchédei delitti in danno di sistemi informatici o telematici";

RILEVATO che, in relazione a esigenzeemerse in ordine alla lotta al terrorismo, anche internazionale, Ź statointrodotto un regime transitorio in virtĚ del quale Ź stata sospesal'applicazione di qualunque disposizione che prescriva o consenta lacancellazione dei dati di traffico, anche se non soggetti a fatturazione,originariamente sino al 31 dicembre 2007 e, ora, "fino alla data dientrata in vigore del provvedimento legislativo di attuazione della direttiva2006/24/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, ecomunque non oltre il 31 dicembre 2008" (cfr. art. 6, comma 1, d.l. n. 144/2005 convertito in legge, conmodificazioni, dall'art. 1, l. 31 luglio 2005, n. 155 e art. 34 d.l. n.248/2007, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, l. 28febbraio 2008, n. 31);

RILEVATO peraltro che la direttiva2006/24/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006 riguardante"la conservazione di dati generati o trattati nell'ambito dellafornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o direti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/Ce", in fase di recepimento, prevede che i dati ditraffico siano conservati per periodi non inferiori a sei mesi e non superioria due anni dalla data della comunicazione;

RILEVATO su queste basi che, consentendoattualmente la conservazione dei dati in questione esclusivamente per lefinalitą previste dall'art. 132, commi 1 e 2, del Codice, proprio in ragionedella peculiaritą dei dati di traffico, "il legislatore ha operato unbilanciamento tra il principio costituzionale della tutela della riservatezzadei dati relativi alle comunicazioni telefoniche, riconducibile all'art. 15Cost. (sentenza n. 81 del 1993), e l'interesse della collettivitą, anch'essocostituzionalmente protetto, alla repressione degli illeciti penali" (cfr. Corte Cost. 14 novembre 2006, n. 372) inparticolare, per i dati conservati per il piĚ ampio periodo di tempo, ovverooltre i ventiquattro mesi, di quelli particolarmente gravi e tassativamenteindividuati;

RILEVATO che tale vincolo di finalitą deveessere rispettato anche dall'interessato "che acceda ai dati che loriguardano esercitando il diritto di accesso di cui all'art. 7 del Codice (eche puė utilizzare quindi i dati acquisiti solo in riferimento alle predettefinalitą penali), nonché, nel procedimento penale" anche da "difensore dell'imputato, (…) persona sottoposta alle indagini, (…) persona offesa e (…) altre parti private (art. 132, comma 3, delCodice)" (Provv. Garantedel 17 gennaio 2008 inmateria di "Conservazione dei dati di traffico: misure e accorgimentia tutela dell'interessato in attuazione dell'art. 132 del decreto legislativo30 giugno 2003, n. 196" in G.U. 5 febbraio 2008, n. 30);

RILEVATO che i dati di trafficotelefonico oggetto della richiesta di accesso da parte dei ricorrenti, inquanto relativi a un periodo che va dal gennaio 2001 all'ottobre 2004, possonoessere allo stato lecitamente conservati da Telecom Italia S.p.A.esclusivamente in ragione dell'eccezionale quadro normativo attualmente invigore;

RITENUTO pertanto di dover rigettare ilricorso dal momento che il trattamento dei dati di traffico che la societądovrebbe porre in essere nel caso di specie Ź correlato ad una richiesta diaccesso formulata dall'interessato in relazione a un procedimento penaleincardinato nei suoi confronti per reati diversi da quelli previsti dall'art.132, comma 2 con riferimento ai quali Ź al momento consentita la conservazionedei dati di traffico per un periodo superiore ai ventiquattro mesi;

VISTA la documentazione in atti;

VISTI gli artt. 145 e s. del Codice inmateria di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell'Ufficioformulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento delGarante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Chiaravalloti;

PER QUESTI MOTIVI ILGARANTE

rigetta il ricorso.

Roma, 25 marzo 2008

IL PRESIDENTE
Pizzetti

IL RELATORE
Chiaravalloti

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli