Garante per la protezione
    dei dati personali


Provvedimento del 21febbraio 2008

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza delprof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti,vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato,componenti;

VISTO il ricorso al Garante presentato invia d'urgenza il 16 novembre 2007 da Vito Leonardo Giannico nei confronti diBanca d'Italia e Intesa Sanpaolo S.p.A. con il quale il ricorrente, nelcontestare l'iscrizione del proprio nominativo presso l'archivio informatizzatodegli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento (Centrale d'allarmeinterbancaria–C.a.i.), istituito presso la Banca d'Italia, a seguito delpagamento tardivo di un assegno, ha chiesto la cancellazione della predettaiscrizione dal medesimo archivio C.a.i., sostenendo di aver documentato tuttigli adempimenti di cui alla legge 15 dicembre 1990, n. 386;

VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, inparticolare, a) la nota del 21 novembre 2007 con la quale questa Autoritł,ai sensi dell'art. 149, comma 1, del Codice in materia di protezione dei datipersonali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare deltrattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato; b) la notadell'11 gennaio 2008 con cui, ai sensi dell'art. 149, comma 7, del Codice, Ćstato prorogato il termine per la decisione sul ricorso; c) il verbaledell'audizione del 10 dicembre 2007;

VISTA la nota anticipata via fax il 28 novembre 2007 con la quale la Banca d'Italiaha sostenuto che, a proprio avviso, secondo la normativa che disciplinal'archivio C.a.i., solo gli enti segnalanti sarebbero gravati dalla"responsabilitł dell'esattezza dei dati trasmessi" e ad essi soltantospetterebbe disporre, ai sensi dell'art. 5 del regolamento della Banca d'Italiadel 29 gennaio 2002 (modificato il 16 marzo 2005), "la cancellazione ela rettifica dei dati dall'archivio (╔), anche su ordine dell'AutoritłGiudiziaria o del Garante per la protezione dei dati personali";

VISTA la nota con la quale IntesaSanpaolo S.p.A., nel ricostruire i passaggi che hanno portato alla segnalazionedel nominativo del ricorrente nell'archivio C.a.i., ha sostenuto la liceitł delproprio operato tenuto conto che il ricorrente avrebbe presentato "ladocumentazione opportunamente regolarizzata" dopo il termine di sessanta giorni dal preavviso direvoca di cui all'art. 9-bisdella legge n. 386/1990, avendo prima prodotto soltanto una "dichiarazioneliberatoria da parte del creditore, irregolare per assenza di autenticazione ederrore formale (numero del titolo errato)";

VISTA la memoria depositata il 7 dicembre2007 con la quale Banca d'Italia ha anche sostenuto che il ricorso sarebbeinammissibile nei propri confronti dal momento che, "sulla base dellanormativa (primaria e delegata) che disciplina il funzionamento della Cai,soltanto la banca trattaria autrice dell'iscrizione –e non anche la Bancad'Italia o la societł concessionaria responsabile del trattamento– Ć ilsoggetto deputato a curare la cancellazione dei dati dalla stessa segnalatiall'archivio in difetto delle condizioni di legge";

RILEVATO che non sono pervenute ulteriorinote in replica da parte del ricorrente;

RILEVATO che il contestato inserimentodei dati del ricorrente nell'archivio informatizzato degli assegni bancari epostali e delle carte di pagamento di cui all'art. 10-bis della legge n.386/1990 Ć avvenuto con modalitł che non risultano, sulla base delladocumentazione in atti, aver violato le disposizioni concernenti la specificadisciplina sanzionatoria degli assegni bancari (l. n. 386/1990), anche inrelazione alle istruzioni e circolari applicative della Banca d'Italia;rilevato in particolare che la quietanza liberatoria (la quale deve esseredocumentata con le specifiche forme previste dall'art. 8 della legge n.386/1990) risulta essere stata fornita alla banca oltre il termine previstodall'art. 9-bis della citata legge, come si desume dalla data (26 ottobre 2007)di autenticazione della firma del creditore riportata in calce a tale documento(di cui Ć stata allegata copia dal ricorrente medesimo);

RITENUTO, pertanto, che non risultaillecita la segnalazione disposta dalla banca resistente nell'archivio C.a.i. eche il ricorso deve essere quindi dichiarato infondato;

VISTI gli artt. 145 e s. del Codice inmateria di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell'Ufficioformulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento delGarante n. 1/2000;

RELATORE il prof. Francesco Pizzetti;

TUTTO CI˝ PREMESSO ILGARANTE

dichiara infondato il ricorso.

Roma, 21 febbraio 2008

IL PRESIDENTE
Pizzetti

IL RELATORE
Pizzetti

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli