| Garante per la protezione     dei dati personali Newsletter IMPRONTE DIGITALI IN MENSA E IN BIBLIOTECA Il Garante interviene contro luso indiscriminato da parte delle pubbliche amministrazioni Stop del Garante alluso indiscriminato dei sistemi di rilevazione delle impronte digitali da parte delle amministrazioni pubbliche. Occasione per la presa di posizione due casi, uno relativo al controllo degli accessi degli studenti in una mensa universitaria e laltro riguardante il controllo dei dipendenti in una biblioteca comunale, per i quali lAutorità (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan), fin dallinizio del procedimento, ha già ribadito la necessità di evitare lutilizzo di strumenti sproporzionati agli scopi che si intende perseguire e di prevedere rigorose cautele. Nel primo caso, gli accertamenti sono stati avviati nei confronti di un ente regionale per il diritto allo studio universitario, che, secondo notizie di stampa, era in procinto di bandire una gara di appalto per installare lettori di impronte digitali in ristoranti e pizzerie convenzionati per controllare che laccesso al servizio di ristorazione avvennisse esclusivamente da parte degli aventi diritto (studenti vincitori di borse di studio o in particolari condizioni di reddito, studenti apolidi, etc.). Ciò perché vi è il sospetto che i ticket siano ceduti e utilizzati da chi non ne ha diritto, con danno per lente che partecipa alla spesa dei pasti. Nel secondo caso, gli accertamenti riguardano un comune che avrebbe invitato tutti i dipendenti, ed in particolare quelli in servizio presso la biblioteca comunale, a depositare le proprie impronte digitali per costituire addirittura una banca dati da utilizzare per la rilevazione delle presenze. I due procedimenti, che verranno definiti in breve tempo, si sono resi necessari in considerazione della particolare delicatezza del trattamento di dati personali ipotizzato, cioè la raccolta e l uso delle impronte digitali. Trattamento che deve essere effettuato nel rispetto di precise garanzie in materia di tutela della privacy. Il Garante intende, anzitutto, accertare se luso di un sistema così invasivo come quello di rilevazione delle impronte digitali sia, come previsto dalla normativa sulla privacy, proporzionato alla finalità che si vuole perseguire, ossia di consentire laccesso al servizio di mensa universitaria, di controllare lorario di servizio dei dipendenti o laccesso alla biblioteca comunale da parte degli aventi diritto. Entro trenta giorni lente universitario e il comune dovranno fornire al Garante ogni elemento o documento che permetta di valutare le caratteristiche del progetto. Dovranno precisare, tra laltro, per quali motivi non sarebbero idonei altri sistemi o procedure che creano minori pericoli o rischi per i diritti e le libertà fondamentali di chi deve rilasciare le impronte ed indicare le finalità perseguite nellutilizzare tali sistemi di rilevazione. I due enti dovranno altresì specificare le modalità di registrazione del dato biometrico ed il successivo confronto dellimpronta digitale registrata con quella rilevata dai lettori ottici, ed indicare periodo di conservazione dei dati personali, misure di sicurezza adottate e modalità di consultazione della banca dati da parte di soggetti autorizzati. |