| Garante per la protezione     dei dati personali Newsletter LO STATO DEI DIRITTI FONDAMENTALI NELL'UE Luci ed ombre in un rapporto sottoposto al gruppo di esperti indipendenti europei Statewatch, unorganizzazione no-profit che si occupa della tutela dei diritti fondamentali nellUnione europea, ha pubblicato di recente un documento ( http://www.statewatch.org/news/2003/oct/22swsub.htm) con il quale intende sottoporre alcuni problemi allattenzione della Rete di esperti indipendenti dellUE sui diritti fondamentali. Questultima è stata istituita nel settembre 2002 con il compito di monitorare il rispetto dei diritti fondamentali nellUnione europea alla luce, in particolare, della Carta dei diritti fondamentali dellUE, e di sottoporre alla Commissione (anche attraverso un rapporto annuale) suggerimenti e proposte per migliorare e incentivare lattuazione della Carta stessa. La Rete si compone di un esperto per ciascuno Stato membro, ed ha pubblicato sinora due pareri (sulle unioni fra soggetti dello stesso sesso, e sulla proposta di Direttiva UE in materia di libera circolazione delle persone nel territorio dellUnione (COM(2001)257, poi modificata da COM(2003)199) che sono consultabili allindirizzo http://europa.eu.int/comm/justice_home/cfr_cdf/index_en.htm# .Il documento preparato da Statewatch prende in esame 22 punti, che vanno dalla sorveglianza e dalla circolazione di dati personali ai diritti di immigrati e rifugiati, alla cooperazione giudiziaria e allaccesso ai documenti UE. Particolare interesse rivestono alcune osservazioni formulate rispetto agli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali che, come è noto, riguardano il rispetto della vita privata e familiare ed il diritto alla protezione dei dati personali. Statewatch invita la Rete di esperti indipendenti a tentare di "invertire" la tendenza in atto, che consisterebbe, a giudizio dellorganizzazione, nel progressivo svuotamento dei principi di libertà e democrazia (libertà di circolazione, libertà di pensiero, diritto di protesta, protezione dei dati) attraverso la "guerra al terrorismo" messa in atto dopo l11 settembre del 2001, teoricamente finalizzata a difendere questi stessi principi (v. anche, su questo punto, il parere espresso dal Gruppo ex art. 29 che riunisce le autorità di protezione dati a livello UE Parere 10/2001 "sulla necessità di un approccio equilibrato alla lotta contro il terrorismo", consultabile allindirizzo http://www.europa.eu.int/comm/internal_market/privacy/docs/wpdocs/2001/wp53it.pdf ).Alcuni dei problemi evidenziati da Statewatch sono i seguenti: - Utilizzo di tecniche biometriche nei documenti di identità: Statewatch lamenta che le decisioni in merito allintroduzione di documenti di identità (passaporti, carte di identità) contenenti informazioni biometriche, adottate dalla Commissione con una comunicazione del 25 settembre scorso, diverranno esecutive senza essere prima passate al vaglio del Parlamento europeo con tutti i possibili rischi in termini di protezione dati, privacy, sorveglianza, compressione delle libertà civili. - Trasferimento di dati al di fuori dellUE: lattenzione di Statewatch si appunta sullattività di Europol, lorganismo di polizia europeo, e sullaccordo fra Europa ed USA in merito ad estradizione e cooperazione giudiziaria, nonché sulla questione relativa al trasferimento dei dati dei passeggeri in volo o in transito negli USA (contenuti nel PNR, Passenger Name Record v. Newsletter 6-12 ottobre 2003). Tutti questi temi rappresentano, a giudizio di Statewatch, altrettanti esempi dellindebolimento progressivo delle garanzie sancite sia dalla direttiva sulla protezione dei dati (95/46/CE) sia dalla direttiva su privacy e telecomunicazioni (97/66/CE). In particolare, Statewatch lamenta che gli accordi fra Europol e Paesi terzi, in base ai quali ad Europol è consentito ricevere da tali Paesi e trasmettere a questi ultimi dati relativi a singole persone, si fondino su una valutazione generica della legislazione nei Paesi terzi in oggetto (ivi compresa la legalità dei meccanismi di raccolta e laccuratezza di tali dati) e non siano stati resi pubblici che in minima parte. - Dati dei passeggeri e rapporti UE-USA: in questo caso si sottolineano le problematiche legate al "contenzioso" fra Unione europea e Amministrazione USA in merito al trasferimento alle autorità americane di dati relativi ai passeggeri di voli aerei diretti o in transito negli USA. In particolare, Statewatch lamenta che tali trasferimenti stiano avvenendo di fatto in molti Paesi, nonostante manchi una valutazione di adeguatezza da parte della Commissione europea (come richiesto dalla Direttiva sulla protezione dei dati). - Sistema informativo Schengen e suoi sviluppi (SIS II): Statewatch ritiene che i previsti sviluppi del sistema informativo Schengen (v. Newsletter 13-19 ottobre 2003) non si accompagnino ad un aumento delle risorse (umane ed economiche) a disposizione dellAutorità comune di controllo preposta a vigilare sul funzionamento del SIS. Inoltre, Statewatch condivide le preoccupazioni espresse dalla Commissione (in una comunicazione del 2001) sul fatto che "alcune delle proposte attualmente in discussione comporterebbero una modifica sostanziale delle funzioni del SIS, trasformandolo da sistema di segnalazione in sistema di segnalazione e indagine". Un maggiore controllo da parte della società civile è dunque indispensabile, a giudizio dellorganizzazione, per garantire il rispetto di diritti fondamentali, e in questo la Rete di esperti indipendenti può svolgere un ruolo cruciale. |