| Garante per la protezione     dei dati personali LA RELAZIONE ANNUALE SULL'ATTIVITÀ 2002 Internet, tlc, dati genetici le nuove frontiere della privacy L'Autorità per la protezione dei dati personali, composta da Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi e Mauro Paissan, ha presentato il 20 maggio al Parlamento la Relazione sul sesto anno di attività e sullo stato di attuazione della legge n.675 del 1996. La Relazione è suddivisa in quattro grandi sezioni (lo stato di attuazione della disciplina sulla privacy; l'attività del Garante; le attività comunitarie ed internazionali; i documenti e la normativa nazionale ed internazionale) e traccia il bilancio del lavoro svolto dall'Autorità nei sempre più ampi settori nei quali è stata richiesta una azione di intervento e regolazione a difesa dei diritti fondamentali delle persone.Un anno che ha registrato, tra laltro, un particolare impegno dellAutorità nel settore delle telecomunicazioni, a dimostrazione anche di una capacità di tenere il passo con una realtà tecnologia e sociale in costante evoluzione. Il 2002 ha visto anche lavvio delle consultazioni per ladozione dei codici deontologici e di buona condotta per importanti settori, tra i quali Internet, videosorveglianza, direct marketing e il potenziamento delle attività di ispezione grazie alla convenzione con la Guardia di Finanza. Nella relazione vengono, inoltre, delineate le prospettive di intervento in vista dei nuovi delicati compiti che aspettano il Garante nella individuazione delle garanzie di tutela da assicurare ai cittadini in campi "a rischio" come la raccolta e luso dei dati genetici, le rilevazioni biometriche (impronte digitali, iride etc.), le nuove tecnologie applicate alle tlc (localizzazione, "tracciabilità" delle persone etc.). Lattività del Garante Oggi la tutela della privacy non può più essere intesa come il tradizionale diritto ad "essere lasciato solo", ma si configura come diritto fondamentale della persona, come diritto di sapere e di controllare la circolazione delle informazioni raccolte in un numero sempre più crescente di banche dati. In linea con questa visione, limpegno del Garante è stato rivolto alla individuazione di effettive garanzie di tutela in ambiti particolarmente delicati, legati ai rischi delle nuove tecnologie a fini di sorveglianza, alla difesa delle persone dalluso discriminatorio e senza garanzie dei dati genetici, alla tutela dei consumatori nei confronti di "profilazioni" a scopi commerciali, alla definizione di regole per la comunicazione elettronica e contro labuso delle "e-mail spazzatura" (spamming), allattuazione di un effettivo rispetto della dignità delle persone nellattività dei media. In sostanza, alla difesa della libertà dei cittadini nella loro sfera privata come condizione per la piena libertà nella sfera pubblica. Con una particolare attenzione al mondo produttivo e del lavoro e ai risvolti economici della protezione dei dati, l'Autorità ha portato avanti, attraverso un costante dialogo con il mondo dellimpresa, lidea della privacy in quanto "risorsa", in grado di sviluppare fiducia nei consumatori, anche nel commercio elettronico, attraverso una trasparente, corretta ed efficiente gestione delle banche dati. Un anno che, d'altro canto, ha continuato a registrare gravi inadempienze anche da parte della P.A riguardo alla mancata emanazione di atti e decreti necessari per poter raccogliere ed utilizzare dati personali dei cittadini in conformità alla legge. Il programma di ispezioni predisposto ed effettuato dallAutorità ha messo in luce preoccupanti sacche di violazioni di obblighi, sia nel settore pubblico che in quello privato. Anche il ricorso massiccio alla videosorveglianza e allinstallazione di telecamere ha mostrato abusi sui quali il Garante è intervenuto ed interverrà con sempre maggiore rigore. I dati I dati statistici per il 2002 mostrano un incremento costante del lavoro dellUfficio rispetto al 2001. E raddoppiato il numero dei ricorsi definiti (da 211 a 500), gli interventi su segnalazioni e reclami sono passati da 2327 a 3689. Sono state 12.800 le richieste di informazioni e i quesiti telefonici, ai quali si devono aggiungere 6.400 casi di assistenza telefonica alle notificazioni. Le ispezioni nei confronti di soggetti pubblici e privati sono state 40, raddoppiando rispetto allanno precedente. Considerando ricorsi, reclami, quesiti e segnalazioni si giunge ad una cifra di 28.475, che conferma i dati degli anni precedenti per quanto riguarda i flussi verso il Garante, mettendo a dura prova lintera struttura. Le notificazioni sull'esistenza di banche dati, presentate all'Autorità come richiesto dalla legge, sono giunte complessivamente, nellarco dei cinque anni di attività, a circa 315.000. Tra il 2001 e il 2002 l'Autorità ha emanato 6 autorizzazioni generali al trattamento dei dati sensibili in diversi ambiti (sanità, datori di lavoro, investigatori privati, liberi professionisti etc.), 1 sul trattamento dei dati giudiziari. Per quanto riguarda lexport di dati personali, il Garante italiano ha proseguito nellopera di dare attuazione alle direttive europee con lemanazione di 2 autorizzazioni al trasferimento di dati verso Paesi extra europei che vanno ad aggiungersi alle 4 dellanno precedente. Le richieste di accesso e verifica dei dati esistenti nel Sistema Informativo Schengen sono state 273, delle quali 175 già definite. Gli interventi più rilevanti Gli interventi più rilevanti si sono avuti riguardo a:
I codici deontologici Dopo la pubblicazione del codice deontologico dei giornalisti, di quello per storici ed archivisti, di quello sulla ricerca statistica pubblica e privata, in linea con quanto stabilito dal decreto legislativo n.467/2001 il Garante ha avviato la consultazione delle categorie interessate alla predisposizione dei codici di buona condotta riguardanti settori di grandissima rilevanza: Internet, direct marketing, videosorveglianza, rapporto di lavoro, "centrali rischi" private, archivi e registri pubblici. Di questi, il codice sulle "centrali rischi" è in fase di completamento. Lattività internazionale Il quadro internazionale è stato definito da una parte dal riconoscimento quale diritto fondamentale della protezione dei dati nellart.8 della Carta dei diritti fondamentali dellUE che ha fatto emergere una nuova dimensione della libertà della persona; dallaltra dalle pressioni esercitate per utilizzare i dati personali a fini di sicurezza interna ed internazionale. Allinterno del dibattito sui rapporti tra lotta al terrorismo e diritti individuali, tra sicurezza e privacy che ne è derivato, si è svolto lintenso lavoro portato avanti dal Comitato dei Garanti europei che, sotto la presidenza di Stefano Rodotà, al suo secondo mandato, ha preso posizione sulla necessità di un approccio equilibrato. A tale proposito va ricordato, innanzitutto, il pronunciamento sulla trasmissione, da parte delle compagnie aeree, di informazioni sugli elenchi dei passeggeri agli Usa. I Garanti UE hanno proseguito nellazione di tutela della privacy emanando diversi pareri sulla conservazione dei dati di traffico telefonico, sui sistemi di autenticazione on line, sulle comunicazioni elettroniche, sulla videosorveglianza, sul funzionamento dellAccordo del Safe Harbor stipulato con gli Usa, e portando avanti - in linea con la proposta lanciata nella Conferenza mondiale di Venezia del 2000 - limpegno per la elaborazione di regole mondiali comuni sulla privacy. La Relazione contiene anche il rapporto dellAutorità di controllo comune Schengen, la cui presidenza è stata affidata al segretario generale del Garante, Giovanni Buttarelli. |