La privacy abbatte le frontiere La banca dati Schengen,il cosiddetto C-Sis (Central system information Schengen), cresce a ritmo continuo: a fine marzo dello scorso anno conteneva 6,2 milioni di informazioni; un anno dopo sono diventate 8,8 milioni. Si tratta dei dati su persone ricercate e su oggetti a rischio (banconote, armi, documenti di identità, veicoli), dati che servono alle Polizie nazionali per garantire la sicurezza allinterno dello spazio Schengen. Fra i dieci Paesi della convenzione, infatti, le frontiere non esistono più (in Italia sono cadute definitivamente il primo aprile 98) e si può circolare liberamente. Ciò impone la necessità di un collegamento fra le Forze dellordine di tutti gli Stati Schengen, collegamento garantito dal C-Sis di Strasburgo, al quale fanno riferimento i Sis nazionali. È, dunque, un proliferare di banche dati, che accrescono i problemi di privacy. La stessa convenzione di Schengen ha previsto questa eventualità, istituendo unAutorità soprannazionale per verificare la gestione delle informazioni contenute nei Sis. DellAutorità, che si è riunita poco più di una settimana fa a Firenze per tracciare il bilancio dellultimo anno, fanno parte due rappresentanti di ciascun Paese aderente a Schengen. LItalia, così come gli altri Stati dove esiste un organismo simile, è rappresentata dal Garante della privacy. Lobiettivo dellAutorità di controllo comune è di verificare che siano rispettate le disposizioni previste dalla convenzione di Schengen circa il funzionamento delle banche dati di Polizia. AllAutorità è, pertanto, consentito laccesso soltanto al cervellone di Strasburgo. Il controllo dei Sis periferici è, invece, affidato ai Garanti nazionali. E sempre ai Garanti nazionali spetta fare da tramite tra i cittadini che intendono sapere se la banca dati contiene informazioni che li riguardano e il gestore dellarchivio. Larticolo 114 della convenzione di Schengen prevede, infatti, che "chiunque ha il diritto di chiedere alle autorità di controllo di verificare i dati che lo riguardano inseriti nel sistema dinformazione Schengen nonché lutilizzazione che ne viene fatta". Come si fa a esercitare questo diritto? Ci si deve rivolgere allorganismo di controllo del Paese di appartenenza. Nel nostro caso, linterlocutore è il Garante della privacy. LAuthority nostrana ha il compito di verificare presso il Sis nazionale se esistono i dati che il cittadino chiede e se sono utilizzati in modo legittimo. Se le informazioni sono state inserite da un altro Sis ogni Sis, infatti, riversa nel cervellone centrale i propri dati, che da Strasburgo vengono poi trasferiti alla periferia, di modo che ciascun Sis nazionale è la copia di quello centrale , il Garante nostrano deve effettuare il controllo in coordinamento con lorgano di garanzia del Paese da cui provengono i dati. Nel caso la ricerca riveli la presenza di dati personali irregolari, linteressato può chiederne la rettifica o la cancellazione rivolgendosi direttamente allorganismo che gestisce il Sis nazionale, che nel caso dellItalia è il Dipartimento di pubblica sicurezza. La richiesta può essere avanzata anche per il tramite del Garante della privacy. (Ndr: ripreso da Il Sole-24 Ore di lunedì 7 Giugno 1999) I dati inseriti nel sistema d'informazione Schengen (5 marzo 1999)
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