Caccia allo sconto oltre lo sportello
I regolamenti Consob aprono la stradadel collocamento di fondi tramite la rete Internet
di Evelina Marchesini " C'era una volta un risparmiatore che andavaalmeno una volta alla settimana in banca, rispettando ossequiosamentee pazientemente le inevitabili code e adeguandosi agli orari diapertura degli sportelli...». Il passato, fra pochi anni,sarà probabilmente d'obbligo in un contesto di questo tipo.Internet sta infatti facendo miracoli, anche nel campo della cosiddettafinanza on line. Se acquistare e vendere azioni od obbligazionibypassando i canali tradizionali è già una realtàper centinaia di migliaia di investitori stranieri - negli Usasi tratta ormai più che di una semplice possibilità- anche in Italia si cominciano a muovere i primi passi. Tantopiù che il regolamento di attuazione del Testo unico deimercati finanziari appena emanato dalla Consob spalanca le portedi un nuovo mondo, regolamentando il settore della vendita diprodotti finanziari a distanza.
Una rivoluzione a portata di Pc.Nel primo trimestre del '98 uno dei più grandi broker finanziaristatunitensi, Charles Schwab, ha quasi compiuto il giro di boa:il 48% delle transazioni azionarie della propria clientela èavvenuto attraverso Internet, con un aumento del 50% rispettoall'anno precedente. Con 1,6 milioni di conti telematici aperti,il sito americano ha accontentato la voglia di movimentazionedel portafoglio a costi contenuti di altrettanti americani, chehanno effettuato transazioni per 112 miliardi di dollari. E cosìla "rete" ha fatto lievitare il fatturato del brokerUsa del 25%, anche se notevolmente inferiore è l'incrementodegli introiti da commissioni. Caratteristica comune dei sitiInternet - soprattutto di quelli Usa - è infatti la consistenteriduzione delle commissioni, spesso applicate a forfait, anzichéin percentuale dell'intermediato.
Per esempio, Schwab propone un costo di 29,95$ pertransazione azionaria - che vale fino alla negoziazione di 1.000azioni e comprende la vasta serie di servizi di supporto all'investimentodel broker Usa -; per Citibank il costo è di 19,95$ e viavia fino ai 7,95$ di Suretrade, partner di Quicken (il grandefornitore di servizi e analisi di investimento Usa, di recenteconvertitosi a Internet).
Come funziona il Pc trading.Anche un investitore italiano può rivolgersi - per esempioper negoziare azioni straniere o anche fondi comuni d'investimentoesteri - a questi intermediari in rete. In linea generale, vienerichiesto un versamento di denaro (di solito tramite bonifico)per aprire un conto nel Paese del broker. Dopodiché, tramitel'utilizzo di diversi livelli di password, sarà possibileoperare direttamente via Internet, con la possibilità divedersi aggiornare in tempo reale la propria posizione finanziariae contabile sempre tramite le pagine Web. E il risparmio, perchi movimenta discrete somme di denaro, è assicurato: soprattuttoin rapporto alle commissioni e ai costi praticati dalle bancheitaliane per le operazioni sull'estero, i conti sono presto fatti.Attenzione, però, alle implicazioni fiscali: operando tramiteun intermediario Usa si è infatti soggetti a una tassazionediversa rispetto al ricorso a banche italiane.
La realtà italiana.Le possibilità offerte agli investitori italiani sono -purtroppo - alquanto scarse se si ragiona in termini di collegamentiInternet. Le chance messe a disposizione da intermediari italianisi contano infatti sulle dita di una mano: si pensi che, in basea una recente indagine effettuata da McKinsey, il 68% delle bancheitaliane ha un sito Internet, ma solo il 19% fornisce un veroe proprio Internet-banking (cioè la possibilitàdi interagire con la banca, fosse anche solo per ottenere informazioni).Ma anche in questo 19%, l'operatività è limitata,in quanto normalmente non si va oltre la richiesta di saldo, igiroconti, talvolta i bonifici. Acquistare e vendere titoli tramitequesto canale è invece privilegio di pochi.
Tra questi pochi, una è la Cariplo. Con ilservizio "Qui Cariplo Home Banking" il cliente puòinfatti effettuare compravendite di azioni e obbligazioni italiane(per il momento non è possibile operare sui mercati esteri).Attualmente è prevista la possibilità di inviaregli ordini tramite Internet fino alle 17, ma presto questo orarioverrà esteso. E' possibile controllare "l'eseguito"con un'interrogazione in qualsiasi momento e tra breve partiràanche il messaggio automatico sui telefoni Gsm. E le spese? L'abbonamentoall'Internet banking costa 6Omila lire all'anno. Sulle operazioniazionarie viene poi applicata una commissione del 5 per mille- anziché del 7 per mille tramite sportello - e su quelleobbligazionarie lo sconto dipende dal tipo di negoziazione e dalfatto se sia in contropartita diretta con la banca o sul mercato.
Un'altra possibilità è quella offertada DirectaSim, che opera on line, ma anzichè sfruttaredirettamente il canale Internet si avvale di una rete Intranetcioè di un collegamento diretto via modem tra Pc del clientee società. L'abbonamento costa in questo caso 3OOmila lire(una tantum), ci si appoggia a un apposito conto corrente bancarioa costo zero e si può operare solo sul mercato azionarioitaliano. La commissione applicata è del 3,5 per mille,con sconti per chi supera in 12 mesi i cinque miliardi di intermediato.
E in futuro, in fondi.Grandi novità dalla possibilità di vendere a distanzaservizi d'investimento e prodotti finanziari A partire dal 30°giorno dalla pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» dell'appositoregolamento Consob, sarà infatti possibile acquistare evendere quote di fondi tramite, tra 1'altro Internet. Il che dovrebbeportare a una diminuzione dei costi e delle commissioni per ilrisparmiatore. Eppure, la partita qui è tutta da giocare:bisognerà infatti vedere se effettivamente le societàsaranno disposte a bypassare le reti di promotori finanziari.Una soluzione logica sarebbe quella di vendere tramite Interneti prodotti più semplici, salvo far intervenire il promotorenella consulenza e nel servizio postvendita, oltre che nel collocamentodei prodotti più complessi, come le gestioni e i veri epropri servizi di asset management.
(Ndr: ripreso da Il Sole-24 Ore del 12 luglio 1998) |