Commercio elettronico?
Sicuro ma libero

Sintesi e traduzione a cura di Flavia Taggiasco


Questo articolo, ripreso dal sito internet "repubblica.it", è un'ampia sintesi del documento della Casa Bianca sul commercio elettronico, che ribadisce la necessità di salvaguardare il libero scambio. Anche via Internet.


PREMESSA

Il sistema informatico globale (Global Information Infrastructure o GII), ancora nelle prime fasi di sviluppo, sta trasformando il nostro mondo.
Nel prossimo decennio il GII cambierà quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana - l'istruzione, il sistema sanitario, le attività lavorative e di svago.

Le popolazione più disparate, che fino a qualche tempo fa erano isolate dalla lontananza e dal tempo, potranno partecipare a questi cambiamenti e far parte così della comunità globale.

Non esiste una singola entità che possa impersonificare la trasformazione elettronica in corso come Internet. Una volta era uno strumento di lavoro per scambi scientifici ed accademici, oggi invece è diventato un accessorio della vita quotidiana, di facile accesso da qualsiasi punto del pianeta.

Gli studenti di tutto il mondo scoprono enormi quantitativi di informazioni attraverso la rete. I medici usano la tele-medicina per curare i pazienti lontani. I cittadini di molte nazioni trovano nuovi sbocchi per espressioni politiche e personali. Internet viene usato per reinventare i governi e allo stesso tempo per ridisegnare le nostre vite e le nostre comunità.

Mentre Internet rende la gente più forte e le società più democratiche, sta anche cambiando il modo di fare affari e i modelli economici. Stanno nascendo nuovi metodi per gli scambi commerciali, grazie al fatto che le aziende e i consumatori partecipano al mercato elettronico e ne raccolgono i benefici. Gli imprenditori possono dar vita a nuove aziende con più facilità e minori investimenti iniziali, proprio perchè possono accedere ai consumatori di tutto il mondo attraverso Internet. Entro la fine del secolo gli scambi commerciali su Internet potrebbero essere di decine di miliardi di dollari.

Affinchè questo potenziale sia sfruttato al massimo, i governi dovranno adottare un atteggiamento di attenzione verso il mercato e di non regolamentazione nei confronti del commercio elettronico. Un atteggiamento che possa facilitare la nascita di un ambiente legale trasparente e prevedibile, che sia di supporto al commercio e agli affari globali.
I responsabili di governo devono rispettare l'eccezionale carattere del mezzo e devono riconoscere che la competizione generalizzata e l'aumento delle scelte che possono fare i consumatori dovranno essere le caratteristiche di base del nuovo mercato digitale.

Molte aziende e molti consumatori sono ancora diffidenti dal fare troppi affari su Internet proprio a causa della mancanza di un sistema legale sicuro nel quale si svolgono le transazioni. Questo è particolarmente vero per l'attività commerciale internazionale, dove i problemi relativi al rispetto dei contratti, agli impegni presi, alla protezione della proprietà intellettuale, alla privacy, alla sicurezza ed altro, ha reso le aziende e i consumatori molto cauti.

Man mano che l'uso di Internet diventa più esteso cresce la preoccupazione che i governi possano applicare delle ampie normative sulla rete.
Alcuni campi di azione legislativa potrebbero essere l'applicazione di tasse e dazi doganali, limitazioni sul tipo di informazioni diffuse, controlli sugli standard di sviluppo e la regolamentazione degli abbonamenti dei service providers.
Di fatto, alcune di queste limitazioni al commercio stanno già venendo fuori in molte nazioni.

Bloccare queste azioni dannose prima che si inradichino è lo scopo principale della strategia che viene illustrata in questo documento.

I governi possono avere un effetto importante nella crescita del commercio via Internet. Attraverso le loro azioni possono facilitare gli scambi elettronici o li possono inibire.
Sapere quando intervenire e- altrettanto importante- sapere quando non intervenire, sarà cruciale nello sviluppo del commercio elettronico.

Questo rapporto spiega i programmi dell'Amministrazione per lo sviluppo del GII come un dinamico mercato globale, fissando dei principi, presentando una serie di politiche e stabilendo una mappa per i dibattiti e gli accordi internazionali.


PRINCIPI

1. Affinchè il mercato elettronico possa prosperare è necessario che il settore privato continui ad esserne la forza propulsiva. L'innovazione, servizi più ampi, maggiore partecipazione e prezzi inferiori potranno solo esistere in un'arena governata dalle regole di mercato e non in un ambiente che opera come un'industria regolamentata.

2. I governi devono evitare indebiti restrizioni sul commercio elettronico. Le parti dovrebbero essere in grado di stringere accordi per comprare o vendere prodotti e servizi su Internet con il minor intervento possibile da parte del governo.

3. Laddove il coinvolgimento da parte del governo è necessario, il suo scopo dovrebbe essere quello di appoggiare e rafforzare una struttura legale che sia prevedibile, minimalista, consistente e semplice.

4. I governi dovrebbero riconoscere le qualità eccezionali di Internet. Il genio e il successo esplosivo di Internet va attribuito in parte alla sua natura decentralizzata e in parte alla sua struttura gerarchica, che va dal basso verso l'alto.
Queste stesse caratteristiche pongono importanti sfide logistiche e tecnologiche ai modelli regolatori esistenti, e i governi dovrebbero disegnare le loro politiche di conseguenza.

5. Il commercio elettronico su Internet dovrebbe essere facilitato a livello globale.


PROBLEMI

Questo documento analizza nove zone in cui sono necessari accordi internazionali, per far sì che Internet rimanga un mezzo senza regolamentazioni.
Anche se ci sono delle duplicazioni, possono essere divise in tre sottogruppi: problemi finanziari, legali e di accesso al mercato.
Problemi finanziari: -Tasse e dazi doganali -Pagamenti elettronici.
Problemi legali: -Codice Commerciale unico per il commercio elettronico -Protezione della proprietà intellettuale -Privacy -Sicurezza.
Problemi di accesso al mercato: -Sistema di telecomunicazione e tecnologia informatica -Contenuto -Standard tecnici.

I. Problemi Finanziari.

    1. Tasse e dazi doganali.
    Da cinquant'anni i governi hanno abbassato i dazi doganali perchè hanno riconosciuto che le economie e i cittadini beneficiano dal libero commercio.
    In più Internet è un vero e proprio mezzo globale; non ha quindi senso introdurre dei dazi su beni e servizi scambiati in rete.
    Tanto più che Internet non ha dei confini geografici precisi. E' ancora possibile, quindi, applicare i dazi sui beni che vengono ordinati via Internet, ma che vengono poi consegnati via aerea o via terra, mentre diventa impossibile per quei prodotti o servizi che vengono consegnati elettronicamente.

    Gli Stati Uniti sosterranno, davanti all'Organizzazione mondiale per il commercio (WTO) e davanti a qualsiasi altro foro internazionale appropriato, che Internet venga dichiarato un ambiente senza dazi quando viene usato per distribuire beni o servizi.
    Questo principio va stabilito in fretta prima che le nazioni impongano delle tariffe.

    Inoltre, gli Stati Uniti sono convinti che non dovrebbero essere imposte delle nuove tasse sul commercio via Internet. La tassazione del commercio condotto via Internet dovrebbe essere in linea con i principi stabiliti per la tassazione internazionale, dovrebbe evitare le irregolarità delle legislazioni fiscali nazionali e le doppie tassazioni, dovrebbe essere semplice da amministrare e facile da capire.
    Per raggiungere un consenso generale su questi principi gli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento del Tesoro, partecipano ai dibattiti sulla tassazione del commercio elettronico attraverso l'Organizzazione per lo Cooperazione e lo Sviluppo Economico, il foro primario per la cooperazione nella tassazione internazionale.

    2. Sistemi di pagamento elettronico.
    Siamo ancora agli inizi dello svilupppo di un sistema di pagamento elettronico e l'ambiente commerciale e tecnologico stanno cambiando velocemente. Sarebbe difficile sviluppare una politica che sia attuale e appropriata.

    Per questo motivo regolamenti rigidi e altamente prescrittivi sono inappropriati e potenzialmente nocivi.
    Invece, nel breve termine, è preferibile un monitoraggio caso per caso dei pagamenti elettronici. In una prospettiva a più lungo termine, invece, le autoregolamentazioni del mercato e dell'industria da sole non potranno risolvere tutti i problemi.
    Per esempio, potrebbe essere necessario l'intervento del governo per garantire la sicurezza dei sistemi di pagamento elettronico per proteggere i consumatori, o per rispondere a importanti obiettivi di polizia.

    Gli Stati Uniti, attraverso il dipartimento del Tesoro, stanno lavorando con altri governi all'interno delle organizzazioni internazionali, per studiare le implicazioni globali dei sistemi di pagamento emergenti.

II. Problemi legali.

    3. Codice commerciale uniforme per il commercio elettronico.
    In generale, le parti devono essere in grado di fare affari tra di loro su Internet, stabilendo autonomamente i termini e le condizioni dei loro accordi.
    Però, le imprese private e i liberi mercati hanno sempre prosperato laddove hanno trovato sistemi legali sicuri e largamente accettati a supporto delle transazioni commerciali.

    Per incoraggiare il commercio elettronico, il governo degli Stati Uniti dovrebbe aiutare lo sviluppo di una struttura commerciale, legale, uniforme, sia a livello nazionale che globale, che riconosca, faciliti e rafforzi le transazioni elettroniche mondiali.
    Coloro che partecipano a questo mercato dovrebbero essere in grado di definire e articolare la maggior parte delle regole che governano il commercio elettronico. Per far sì che le entità private espletino questo compito adeguatamente, i governi dovrebbero incoraggiare lo sviluppo di regole e norme semplici e prevedibili, sia a livello nazionale che internazionale, che possano servire come fondamento legale per le attività commerciali nel ciberspazio.

    4. Protezione della proprietà intellettuale.
    Spesso il commercio su Internet implicherà la vendita e la concessione di proprietà intellettuale.
    Per promuovere questo commercio, i venditori devono sapere che la loro proprietà intellettuale non verrà rubata e i compratori devono sapere che stanno comprando prodotti autentici.
    E' necessario, quindi, stringere accordi internazionali, che proteggano dalla pirateria e dalle frodi.

    Nonostante la tecnologia sia già in grado di aiutare a combattere la pirateria, grazie alla criptazione, è necessaria una struttura legale efficiente ed adeguata che agisca come deterrente per le frodi e il furto di proprietà intellettuali e sia in grado di offrire uno strumento legale efficace, quando questi crimini avvengono.

    Una maggiore informazione pubblica sulla proprietà intellettuale nell'era dell'informatica, darà un valido contributo allo sviluppo del GII.

    5. Privacy.
    Gli americani amano la loro riservatezza. Purtroppo il principio fondamentale del GII -cioè la facilità di ricevere informazioni, riusarle e ritrasmetterle- può limitare la privacy personale se non viene gestito con attenzione.
    E' quindi essenziale assicurare la riservatezza personale, se si vuole che la gente si senta a suo agio a condurre i propri affari attraverso la rete.
    Esistono negli Stati Uniti varie organizzazioni che hanno creato regolamentazioni per la tutela della privacy. L'amministrazione, però, appoggia gli sforzi del settore privato per creare un regime di privacy significativo, attento al consumatore e autoregolamentato. Crede anche che la stessa tecnologia sarà in grado di offrire valide soluzioni a molti problemi relativi alla privacy sulla rete, compreso l'uso appropriato dell'anonimato.

    Se i problemi inerenti la riservatezza non verranno affrontati dalla stessa industria attraverso le autoregolamentazioni e l'uso della tecnologia, l'Amministrazione sarà costretta a giocare un ruolo più diretto nel tutelare la scelta dei consumatori, relativa alla privacy online.
    Per assicurare che le politiche sulla privacy adottate dai vari paesi non inibiscano il flusso di dati su Internet, gli Stati Uniti coinvolgeranno i loro partner commerciali più importanti in discussioni, affinchè le soluzioni ai problemi della privacy vengano dalla stessa industria e vengano applicati meccanismi che rassicurino il consumatore su come vengono utilizzate le informazioni private.

    Viene quindi auspicata una soluzione al problema della tutela della privacy e dei dati, che provenga dal settore privato in collaborazione con le associazioni di consumatori.
    Se però questa protezione della privacy non sarà efficace, l'Amministrazione dovrà rivedere questa politica.

    6. Sicurezza.
    Il GII deve essere sicuro ed affidabile. Se gli utenti di Internet non sono sicuri che le loro comunicazioni e dati sono protetti da accessi non autorizzati e da modifiche, sarà difficile che useranno Internet in maniera regolare a scopi commerciali.
    E non è facile garantire questa sicurezza. Esistono delle tecnologie come l'incriptazione, l'autentica, il controllo della parole-chiave e i "muri di fuoco".
    L'Amministrazione ha già fatto alcuni passi per lo sviluppo dell'incriptazione, che porterà ad una maggiore tutela necessaria per gli utenti e per le aziende.

III. Problemi di accesso al mercato.

    7. Sistemi di telecomunicazioni e tecnologia informatica.
    Il commercio elettronico globale è costruito su un sistema di telecomunicazioni moderno, compatto e globale. Purtroppo, in troppi paesi le politiche sulle telecomunicazioni stanno inibendo lo sviluppo di sistemi digitali avanzati.
    Gli acquirenti trovano che i servizi di telecomunicazione sono spesso troppo costosi, la larghezza di banda è troppo limitata e i servizi sono inaffidabili o non disponibili.
    Allo stesso tempo, molti paesi continuano ad avere delle barriere all'importazione di tecnologie informatiche, rendendo così difficile sia per i commercianti che per i clienti poter acquistare i computer e i sistemi informatici di cui hanno bisogno per partecipare al commercio elettronico.

    A livello nazionale, l'Amministrazione riconosce che vi sono diversi limiti all'attuale sistema, che potrebbero impedire lo sviluppo di servizi che richiedono una larghezza di banda piu' ampia.
    Le iniziative dell'Amministrazione includono Internet II, o Internet della prossima generazione.
    Inoltre la FCC ha intrapreso diverse iniziative, che hanno lo scopo di stimulare l'espansione della larghezza di banda soprattutto per utenti di tipo residenziale o per piccoli uffici.

    L'obiettivo degli Stati Uniti sara' quello di assicurare che i provider di servizi online possano raggiungere gli utenti finali sotto termini e condizioni che siano ragionevoli e non discriminatorie.
    Una vera apertura del mercato portera' ad un aumento della concorrenza, al miglioramento dei sistemi di telecomunicazione, ad un maggior numero di scelte da offrire ai consumatori, a prezzi inferiori e ad un maggior numero di servizi e di qualita' migliore.

    8. Contenuto.
    Il governo americano sostiene la massima libertà nello scambio di informazioni attraverso i confini internazionali. In contrasto con i mezzi di informazione tradizioniali, Internet offre maggiori possibilità per proteggere se stessi ed i propri figli da contenuti considerati offensivi o inappropriati.
    La nuova tecnologia, per esempio, da la possibilità ai genitori di bloccare l'accesso ai propri figli a informazioni particolari, o permettergli l'accesso solo ad alcuni siti.
    L'Amministrazione appoggia l'autoregolamentazione da parte dell'industria, l'adozione di sistemi di classificazione e lo sviluppo di soluzioni tecniche di facile utilizzo (come filtri tecnolgici o sistemi di controllo dell'età), che possano filtrare le informazioni online.

    9. Standard tecnici.
    Gli standard sono cruciali per il successo commerciale a lungo termine di Internet, perchè permettono a prodotti e servizi di diversi venditori di lavorare insieme. Incoraggiano anche la competizione e riducono le incertezze del mercato globale.
    Una standardizzazione prematura, però, può bloccare all'interno tecnologia datata.
    Gli standard possono anche essere usati come barriere de facto, per bloccare fuori aziende non indigene da un mercato nazionale particolare.
    Gli Stati Uniti sono convinti che il mercato, e non i governi, devono determinare gli standard tecnici ed altri meccanismi per la interoperatività. La tecnologia si muove rapidamente e tentativi governativi di stabilire standard tecnici per governare Internet rischierebbero solo di inibire l'innovazione tecnologica.

    Gli Stati Uniti non considerano saggio e nemmeno necessario che i governi stabiliscano gli standard per il commercio elettronico. Al contrario, sollecitano le associazioni di industriali a stabilire gli standard tecnici in questo settore.


UNA STRATEGIA COORDINATA.

Il successo del commercio elettronico richiederà un'effettiva cooperazione tra il settore pubblico e quello privato, con quest'ultimo in testa.
La partecipazione da parte del governo deve essere coerente e cauta, evitando le contraddizioni e la confusione, che possono essere causate quando diverse agenzie governative asseriscono individualmente e troppo vigorosamente la propria autorità e operano senza coordinamento.
Una squadra composta da membri di varie agenzie governative continuerà ad incontrarsi per monitorare i progressi e per aggiornare questa strategia man mano che si verificano dei fatti nuovi.

Nei prossimi anni il governo americano si consulterà spesso e apertamente con gruppi che rappresentano l'industria, i consumatori e gli utenti di Internet, il Congresso, governi statali e locali, governi stranieri, e organizzazioni internazionali, per aggiornare questo documento.

Presidente William J. Clinton
Vice Presidente Albert Gore.