Diritti umani: appello dellĠavvocaturainternazionale
a non abbassare mai la guardia
COMUNICATO STAMPA
Da Guantanamo ai respingimenti diimmigrati in Italia, anche nei paesi
democratici la tutela dei dirittifondamentali messa in crisi in nome della sicurezza.
Appello a non abbassare la guardiadelle rappresentanza internazionali
dellĠavvocatura riunite a Roma periniziativa del Consiglio nazionale forense
ÒIl fatto che ancora oggi si registrino nel nostroPaese fenomeni di intolleranza, episodi di antisemitismo, di aggressione aidiversi, di schiavit nel lavoro sommerso e nella prostituzione forzata, a cuipossiamo aggiungere il problema dei respingimenti, significativo per un versoe doloroso per lĠaltroÓ. EĠ con la consapevolezza di quanto la tutela deidiritti umani sia ancora lontana da una piena ed effettiva realizzazione anchenei paesi democratici e anche ove siano in vigore le Carte a tutela dei dirittifondamentali che il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, haaperto oggi a Roma i lavori del convegno La difesa dei diritti umani e il ruolodellĠavvocatura, che ha riunito i pi autorevoli giuristi, i massimirappresentanti dellĠavvocatura internazionale e degli organismi internazionaliche si occupano di diritti umani nellĠambito delle celebrazioni del 60Ħanniversario della Convenzione europea dei diritti dellĠuomo e dellaDichiarazione universale dei diritti dellĠuomo.
ÒI diritti fondamentali sono diritti deboli e sonoanche diritti poveri, anche se sono diritti di ciascuno di noi, non solo deideboli e dei poveri. CĠ dunque davvero bisogno di un ceto di giuristicompetenti, determinati e imparziali nelle societ complesse di oggiÓ, hasottolineato Alpa indicando ai legali un terreno di impegno preciso e unaprofessione di fede: ÒEĠ per questo che nelle iniziative di formazione deipraticanti e di aggiornamento degli avvocati, di informazione e di dibattito,promosse dal nostro Consiglio, i diritti fondamentali costituiscono uno deitemi ricorrenti, di elezione e di impegno per chiunque voglia svolgere questaprofessione, se non con passione, almeno in modo deontologicamente correttoÓ.Alpa ha affrontato tutte le questioni tuttora aperte sui diritti fondamentali:il problema della loro definizione, la delimitazione dei confini territoriali,della effettivit della tutela per la quale, la tesi abbracciata da Alpa, Òlaenunciazione in forma scritta dei diritti fondamentali un segno moltorilevante della evoluzione di un ordinamentoÓ mentre la loro tutela non puesser affidata esclusivamente allĠevoluzione creativa della giurisprudenza; eancora la loro protezione nella societ multiculturale: Òla definizione deidiritti fondamentali sconta sia il contemperamento dei diritti dellĠuno con idiritti dellĠaltro, sia il limite allĠaggressione alla persona: non si potrnelle nostre societ, almeno dal punto della prevalenza dei diritti dellapersone sulle esigenze delle comunit culturalmente diverse n ammettere lĠinfibulazione,n la segregazione, n la schiavit, n la poligamia, n la subordinazione diun sesso allĠaltro, n lĠemarginazione dei diversiÓ.
Stefano Rodot, presidente del comitato scientificodellĠAgenzia europea dei diritti umani, ripone molta fiducia nella Cartaeuropea dei diritti fondamentali per lĠaffermazione dei diritti fondamentalidella persona, convinto del loro andamento sinusoide. ÒSe il trattato diLisbona entrer in vigore il primo gennaio 2010, la Carta assumer un valorevincolante. A quel punto lĠEuropa sar la pi grande regione del mondo con unbill of rights.Vorrei invitare gli avvocati a fare un uso eccessivo di questanuova opportunitÓ. Tante le suggestioni nella relazione di Rodot, soprattuttoquella che ha messo in luce come la effettivit e il peso delle Carte internazionalisui diritti umani prescinda dalla loro giustiziabilit intesa come azionabilitdavanti ai giudici. Perch si fa strada un giudice diffuso, lĠopinionepubblica, come ha dimostrato il caso Nike (la denuncia semplicemente a mezzodei mass-media da parte di organizzazioni attive nella tutela dei diritti umanidel sistema di produzione di prodotti Nike sfruttando il lavoro di minori inPakistan e India).
A livello internazionale le avvocature italiana,francese e americana hanno costituito una trilogia transatlantica per la tuteladei diritti fondamentali che ha avuto il primo risultato di aprire alla firmadi tutte le avvocature del mondo la Convezione Avvocati nel mondo, firmata aParigi nel dicembre scorso, che si propone di chiedere in ogni paese ilrispetto dei principi fondanti della professione forense e impegna gli avvocatia difendere i diritti fondamentali ovunque essi siano conculcati.
LĠesperienza concreta, dĠaltra parte, testimonia comelĠimpegno degli avvocati sia necessario e sempre attuale. La presidente delCCbe (la rappresentanza europea dei Consigli dellĠOrdine europei), AnneBirgitte Gammeljord ha informato di aver gi spedito 12 lettere ai responsabilidi stati e di governo per la violazione della Convenzione europea dei dirittidellĠuomo a danno di avvocati, lĠultima al presidente vietnamita per lascomparsa di un legale attivo nella difesa dei diritti delle minoranze. ÒLaConvenzione si dimostrata uno strumento efficace per mantenere lĠequilibrionel contesto europeoÓ, ha spiegato Gammeljord che ha ricordato il ManifestoCCbe per una Giustizia giusta in Europa (www.ccbe.org).
Aaron Schildhaus, rappresentante dellĠAmerican BarAssociation, ha ricordato gli episodi pi recenti in cui lĠassociazione scesain campo a difesa dei diritti fondamentali della persona, come nel caso dellacondizione dei prigionieri nel carcere di Guantanamo, violante dellaConvenzione di Ginevra.
Di deriva autoritaria in nome della sicurezza haparlato la rappresentante del Barreau de Paris, Sarah Baruk: ÒAnche nei paesidemocratici in nome della sicurezza la tutela dei diritti umani in crisi,segno che essi non sono acquisiti e noi avvocati che siamo i garanti deldiritto siamo chiamati a difenderliÓ. ÒUna torsione cui diritti vengonosottoposti dalle urgenze della politica contemporaneaÓ di cui ha parlato nellasua relazione Geminello Preterossi, ordinario di filosofia del diritto.
Le relazioni della mattina sono state dedicate allĠanalisigiuridica, alle questioni metodologiche, con le relazioni di Luigi Moccia (Lacittadinanza europea), Mario Patrono (sullĠuniversalit dei diritti umani),Cesare Pinelli (LĠindivisibilit dei diritti fondamentali), GeminelloPreterossi (I diritti alla prova del politico). Salvo And, parlando deidiritti umani nel bacino del Mediterraneo, ha illustrato lĠiniziativa dellĠOsservatoriointernazionale sui diritti umani nei paesi del Mediterraneo, costituito dallĠUniversit di Enna in collaborazione con il Cnf.
Nel pomeriggio le relazioni hanno virato sulleesperienze concrete, per una ricognizione delle modalit operative per latutela effettiva dei diritti umani.
Impressionanti i dati forniti da Agostino Marchetto,segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gliitineranti, relativi alle persone protagoniste di fenomeni migratori (stimatein circa 200 milioni) che vivono in condizioni di schiavit: 27milioni circa.Senza contare che le Òcifre Ilo mostrano che il lavoro forzato di cui sono oggiresponsabili lo stato o le forze armate corrisponde a circa il 20% di tutti glischiavi dĠoggiÓ. In particolare si parla dei Òlavori forzati imposti dalleforse armate, la partecipazione obbligatoria ai lavori pubblici, il lavoropenitenziario forzatoÓ.
Nicola Lettieri, co-agente del governo italianopresso la Corte europea dei diritti dellĠuomo ha non solo evidenziato il ruologiocato dallĠavvocatura nellĠaffermazione dei principi giurisprudenziali dellaCorte, ma ha anche sottolineato problematicamente lĠimpostazione della Corteladdove pone al centro del suo orizzonte essenzialmente lĠindividuo: Òunliberismo estremo, individualismo esasperato che spesso si intravede nellepronunce della Corte, che non costituisce affatto la parola definitiva aicomplessi problemi di oggigiornoÓ. Massimo Toschi, rappresentante dellĠAgenziadella difesa dei diritti umani dellĠUnione europea ha spiegato che il ruolodellĠAgenzia quello di fornire supporto alle istituzione comunitarie enazionali nella implementazione delle politiche affinch garantiscano i dirittiumani. Toschi ha invitato lĠavvocatura ad avviare una collaborazione con lĠAgenzianella Piattaforma dei diritti fondamentali.
Pi diretto nellĠinchiodare gli avvocati alle proprieresponsabilit stato il presidente fondatore di Avocats sans Frontiere,Francois Cantier: Òil sostegno da parte della professione forense insufficiente. Dobbiamo acquisire la consapevolezza che dobbiamo lavorare a unavocazione internazionale, che possiamo impegnarci a difendere chi ne ha bisognoapplicando le norme dei paesi di provenienza e quelle dei trattatiinternazionaliÓ. Cantier ha poi illustrato il progetto comunitario di Avvocatia difesa degli avvocati, al quale anche il Cnf partecipa come partner, che sipropone di formare i legali di tre paesi in cui la convivenza democratica unmiraggio (Algeria, Armenia, Colombia) per fornire loro gli strumenti giuridicie metodologici per difendere i diritti umani e la costituzione di unOsservatorio per raccogliere i dati degli avvocati perseguitati o minacciatinel mondo.
Infine, Carla Guidi della Commissione pari opportunitdel Cnf ha relazionato sulle discriminazioni di genere, mentre Maria CarmelaCarriere, Carlo Trentini e Anton Giulio Lana hanno relazionato sulle reteforense a tutela dei diritti umani.
Roma 19/6/2009
(Ripreso dal sito internet: Òwww.consiglionazionaleforense.itÓ)