Grande fratello telefonino di Paolo Conti Ne ferisce più il telefono della spada. È dagli anni Sessanta che magistrati, forze dell'ordine e investigatori trovano nelle telefonate le prove per incastrare criminali, terroristi e rapitori, ma anche soci disonesti, dipendenti troppo zelanti, mariti e mogli infedeli. Oggi bastano poche centinaia di euro e un minimo di pratica per installare una cimice nella rete telefonica di un'abitazione o di un ufficio e ascoltare indisturbati le conversazioni. È illegale, certo, per chiunque non sia lo Stato: ma qualcuno lo fa lo stesso. Questione di sicurezza. Ma come la mettiamo con i telefonini? Usare il cellulare è sicuro, oppure no? Negli anni Novanta, l'avvento dei telefoni mobili ha fatto per un certo periodo la felicità di chi, per lavoro o per passione, amava spiare. Per ascoltare le conversazioni dei vecchi cellulari Tacs bastavano un comune ricevitore da radioamatore e un po' di pazienza: trovata la frequenza giusta si potevano sentire le chiacchierate di tutto il quartiere. Ma la pacchia è finita presto. Nel giro di pochi anni sono arrivati i telefoni Gsm e la musica è cambiata. Le conversazioni sono diventate digitali e criptate. "Oggi, per un privato o un'agenzia investigativa, intercettare un telefonino è impossibile - spiega il noto investigatore milanese Gianni Beneducci -. L'unico soggetto che può conoscere il contenuto di una telefonata è l'operatore, che però lo fa soltanto in presenza di una richiesta ufficiale da parte della magistratura". Come dire: chi parla con il telefonino non rischia nulla, a meno che non sia indagato, perché se lo è tutte le sue conversazioni possono essere facilmente messe a disposizione delle autorità. Gli sms. E i messaggini? Stesso discorso. Anche gli Sms transitano sulla rete Gsm e godono quindi della stessa sicurezza delle telefonate con il cellulare, con un'unica differenza: prima di raggiungere il telefono del destinatario ogni Sms viene memorizzato su un computer della compagnia telefonica. Il contenuto delle telefonate viene registrato dagli operatori solo su richiesta, mentre il testo dei messaggini resta comunque sui computer di Tim, Vodafone, Wind o H3G, almeno finché non viene recapitato al destinatario. Dopodiché gli operatori sono obbligati dalla Legge a conservare per 4 anni i tabulati di messaggi e chiamate. Solo la magistratura e le forze dell'ordine possono conoscerne il contenuto. Quindi c'è da stare tranquilli. O no? La cronaca insegna che nonostante sia "impossibile", ogni tanto i tabulati e anche le stesse trascrizioni finiscono per diventare di dominio pubblico. Capire come sia possibile significa entrare nel campo specifico degli investigatori di professione e delle spie. Fra gli addetti ai lavori si mormora di attrezzature speciali, che costano svariate centinaia di migliaia di euro, con le quali è possibile intercettare le conversazioni cellulari e anche i messaggi senza passare dagli operatori, ma semplicemente sistemandosi in prossimità del telefonino che si desidera spiare. Attrezzature inaccessibili ai privati cittadini e difficili da ottenere anche per le agenzie investigative, ma che sarebbero in dotazione ai servizi segreti di molti Paesi (Italia compresa). E poi esiste la possibilità che informazioni riservate vengano divulgate indebitamente da funzionari o tecnici corrotti: ipotesi improbabile, ma tecnicamente possibile. Fantascienza? Forse. Ma allora come mai molti personaggi illustri usano ormai solo telefonini modificati, che alla protezione digitale standard del Gsm ne aggiungono un'altra, ancora più sofisticata, capace di garantire di non essere ascoltati quando si effettuano telefonate riservate? Telefonini di questo tipo non sono più così difficili da trovare. Ma non sono solo le intercettazioni tradizionali a minacciare la privacy degli oltre 41 milioni di italiani che usano un cellulare. Senza scomodare tecnologie fantascientifiche, basta avere fra le mani per qualche minuto il telefono di una persona per spedire i messaggi in memoria a un altro numero, oppure per trasferirli rapidamente a un computer via posta elettronica o con un sistema senza fili, come gli infrarossi e il più moderno Bluetooth. Sono pochissimi infatti gli utenti che applicano al proprio telefono una password (cosa che è possibile su quasi tutti i modelli). E poi ci sono i trucchi alla James Bond. In commercio esistono per esempio telefonini modificati che si attivano segretamente quando vengono chiamati da un numero particolare. Niente lascia supporre che siano attivi, e invece loro trasmettono a chi ascolta tutto ciò che avviene nella stanza dove si trovano. Roba da investigatori. I cellulari vengono usati dalle forze dell'ordine anche per la localizzazione. Se il telefono è acceso, l'operatore può identificare con notevole processione la posizione del telefono, soprattutto se si trova in una grande città. È così che sono stati incastrati negli ultimi anni molti terroristi internazionali, dal leader della guerriglia cecena Dzhokhar Dudaev al leader di Hamas Yahya Ayyash. Ed è ancora grazie ai telefonini che le forze dell'ordine hanno individuato nel 2003 alcuni membri delle nuove Brigate Rosse. Un rischio, quello della localizzazione da parte della polizia, che svanisce nel caso in cui il telefono sia spento, anche se qualcuno suggerisce che certe apparecchiature super-sofisticate siano in grado di localizzare a breve distanza anche un telefonino spento, purché la batteria sia carica e correttamente inserita. "Vi siete mai chiesti - dice Giovanni Beneducci - perché i sequestri di persona sono quasi spariti in Italia da qualche anno a questa parte? La risposta è semplice: tutto merito dei telefonini". Ecco Enigma, il super-orecchio elettronico U fficialmente, solo lo Stato ha il diritto di leggere la corrispondenza degli italiani. E non sempre, naturalmente, ma solo quando gli italiani in questione sono coinvolti in indagini giudiziarie.Eppure il mercato delle intercettazioni telefoniche è enorme. Si stima che le varie agenzie governative spendano ogni anno più di 150 milioni di euro per un'attività che secondo stime ufficiose riguarderebbe, fra telefoni fìssi e cellulari, centinaia di migliaia di utenze. Una somma che va raddoppiata se alle intercettazioni telefoniche si aggiungono anche quelle ambientali, cioè effettuate ascoltando le conversazioni che avvengono in uffici, abitazioni e all'aperto. Da qualche mese a questa parte, alla Procura di Campobasso è stato attivato un supercomputer chiamato Enigma che rappresenta la punta più avanzata in Europa in materia di intercettazioni telefoniche: una sorta di grande orecchio tecnologico realizzato da Telecom Italia, che è capace di intercettare ogni tipo di comunicazione, dalle telefonate agli Sms, fino ai nuovi messaggini multimediali Mms (Multimedia messaging service) e le e-mail che si spediscono via Internet. Una rivoluzione per le autorità, che oggi hanno la possibilità di analizzare messaggi e conversazioni con molta più facilità rispetto al passato. E già si parla di una nuova evoluzione. Le intercettazioni parametriche (al momento in fase sperimentale) permetteranno presto di inserire in un computer una parola chiave e di trovare in un istante tutte le conversazioni in cui quella parola viene pronunciata. (Ndr: ripreso da @lfa Il sole-24 Ore del 7 luglio 2005) |