"Ci saranno solo tracce fisiche andrà perduta la nostra identità"

intervista di Maria Stella Conte

Ida Magli, l'identità degli esseri umani imprigionata in una mappa fatta di tracce elettroniche e identificazioni biometriche. E' il caso di dire: che ne sarà di noi?

"Sarà un massacro. Nel senso che ciò che perderemo, che abbiamo già cominciato a perdere, è quella dimensione misteriosa di noi stessi che avevamo diritto a mantenere segreta e alla quale solo noi, pur a volte non conoscendola, avevamo accesso. E che ci definiva individualmente. Il corpo ne era la manifestazione consapevole. Se lei mi chiede: questa è una sua foto? io posso risponderle: si, questa sono io! Ma se mi mostra il tracciato del mio Dna o le mie impronte digitali e mi pone la stessa domanda, io non so risponderle. Perché in realtà non ho alcuna possibilità di controllo: sono consegnata al potere di chi mi identifica. E questo lasciare tracce di sé prive di interiorità e al di là della propria possibilità di dominio, è terribile. Poiché ci rende al tempo stesso individuabili ed inesistenti".

Perché inesistenti?

"Perché qualcosa di te resta senza che tu lo voglia; perché qualcosa, qualcuno, ti dice chi sei senza che tu possa riconoscerti, né contestarlo; perché ciò che da il senso di sé, è la consapevolezza di lasciare tracciati che parlino di quella dimensione interiore che si manifesta attraverso il corpo. I libri, i dipinti, i segni sulla pietra, le iscrizioni funerarie, la poesia... Da sempre, attraverso questi atti deliberati, gli esseri umani manifestano l'intenzione di essere riconosciuti. Ora invece, la sensazione è che l'uomo non conti più come individualità nel senso che ho appena descritto. C'è una corsa verso un'idea di uguaglianza - di lingua, cultura, storia, moneta, istruzione - che abbatte ogni differenza, ogni conflitto; mentre è proprio del confronto con "l'altro" e con la sua "diversità", che l'essere umano ha bisogno per conoscere e individuare se stesso. Da questo livellamento, da questa perdita di sé alla quale fa da controcanto una sempre maggiore identificazione biometrica, nasce il dolore e la sofferenza degli uomini, lo smarrimento delle nuove generazioni consegnate ad una società senza volto e senza futuro".

Ma questo lasciare tracce elettroniche o biometriche, è pur sempre un modo di esistere individualmente.

"Non propriamente. Perché mentre questo avviene, tu sei già perduto e sei perduto poiché ciò che stai lasciando prescinde dalla tua volontà, consapevolezza e controllo: di te che hai vissuto storicamente secondo l'unicità interiore del tuo essere, non resta nulla; nulla serve più, di ciò che pure un tempo era servito a fare di te, te; la tua parola non varrà più nulla: sarà una macchina a stabilire la verità, chi tu sei. Saremo individui, non persone; una specie animale tra le tante e tra gli animali, i più tristi del mondo".

(Ndr: ripreso da La Repubblica di giovedì 29 aprile 2004)