IL VALORE DELLA PRIVACY NELL'EPOCA

DELLA PERSONALIZZAZIONE DEI MEDIA

 

Giuseppe Roma

DirettoreGenerale del Censis

 

I nuovi fattori di pressione nel rapporto dei

cittadini con la privacy nell'«era biomediatica»

 

 

Molecolarizzazione sociale e bisogno di comunicare

 

 

 

Primato dello sharing sulla riservatezza             

                                          

Crescente pervasività del profiling

                                                  

 

 

Disponibilità a cedere dati in cambio di utilità                              

                                      

Personalizzazione dei media e avvento dell'era "biomediatica"             

 

Fonte:Censis, 2013

 

 

 

Conla diffusione dei nuovi media digitali cresce la diffidenza

Opinionidegli italiani sulla privacy (val. %)

 

La riservatezza dei dati personali è un diritto inviolabil

96,2

I grandi operatori di internet (Google, Facebook) possiedono gigantesche banche dati sugli utenti

 

88,4

Meglio non lasciare tracce su internet

83,6

Molti siti web estorcono i dati personali senza che ce neaccorgiamo

83,3

Fornire i propri dati personali su internet è sempre pericoloso, perché espone al rischio di truffe

 

82,4

Usare la carta di credito su internet è sempre rischioso

76,8

I dati personali sono un patrimonio che può essere sfruttato a scopi commerciali

72,3

Oggi esiste un commercio dei dati personali dietro forti compensi economici

63,7

Il possesso di un gran numero di dati personali rappresenta un enorme valore economico

60,7

I dati personali sono un patrimonio che può essere sfruttato a scopi politici

60,5

Entrare in possesso dei dati personali dei potenziali clienti è una strategia commerciale fondamentale

 

60,2

Oggi fornire dati personali è una pratica sempre più diffusa e necessaria

58,0

In futuro il potere sarà nelle mani di chi deterrà il maggior numero di dati personali

51,6

Oggi esistono tecnologie che rendono sicuro fornire i propri dati personali su internet

40,8

La piena e ampia disponibilità dei dati personali faciliterebbe la gestione dei servizi pubblici

 

40,7

 

Fonte:Censis, 2013

 

 

 

Italiani che dichiarano di fidarsi "molto" o

"abbastanza" a fornire dati personali (val. %)

                                                                      

Autorità pubbliche 

57,4

Banche                                                                                                                                         

50,1

Portali web, motori di ricerca e servizi e-mail gratuiti

35,1

Siti di e-commerce                                                                                                                 

32,3

Social network e siti web di condivisione

28,7

Aziende commerciali                                                                                                            

26,1

Gestori dei servizi telefonici                                                                                               

24,8

Società finanziarie                                                                                                                  

22,7

 

Fonte: Censis, 2013

 

www.censis.it

Timori reali e percepiti

Secondolei esiste il rischio che la sua privacy possa essere

violatasu Internet? (val. %)

 

Sì, perché i motori di ricerca registrano i miei percorsi di navigazione a fini commerciali

33,1%

Sì, perché chiunque può pubblicare nei social network contenuti e/o immagini che mi riguardano

 

32,4%

Sì, perché alcuni siti che utilizzo registrano il luogo in cui mi trovo

21.0%

Sì, perché le app che scarico sul cellulare possono carpire e utilizzare informazioni su di me

 

8,5%

No                                                                                                                                                                                

5,1%

 

Fonte:Censis, 2013

 

 

ensis.it

Utenti di internet che hanno effettivamente subito unaviolazione

della privacy online (val. %)

Principali violazioni della privacy

 

Teme che la propria privacy possa essere violata online

93,0

Ha effettivamente subito conseguenze negative

32,1

Pubblicità indesiderata

22,1

Contatti da persone sconosciute

8,5

Attivazione servizi a pagamento non richiesti

7,1

 

Fonte:Censis, 2013

 

 

 

Tanta diffidenza, poca consapevolezza

Accorgimentiadottati dagli utenti di Internet per evitare

violazionidella privacy (val. %)

 

Almeno una modalità di gestione attiva della privacy online (1)

40,8%

Esclusivamente modalità di gestione passiva della privacy online (2)

22,5%

Nessun tipo di accorgimento                                                                                                                              

36,7%

 

(1) Include: navigazione in modalità anonima, limitiall'installazione di cookies, modifica alle impostazioni sulla privacy deisocial network ed eventuali segnalazioni alla polizia o al Garante dellaprivacy

(2) Include: non tornare su siti web sospetti, non scaricare appsullo smartphone o sul tablet, cancellare il proprio nominativo da mailing listsgradite (unsubscribe)

 

Fonte:Censis, 2013

 

 

 

La domanda di una riforma della normativa

in materia di protezione della privacy (val. %)

 

È necessaria una normativa più severa che preveda sanzioni e la rimozione dei contenuti sgraditi                                                                                                                                             

 

53,9%

Le attuali regole a garanzia della privacy sono sufficienti                                                            

7,5%

È inutile proteggere la privacy: con l'avvento dei social network non può più essere considerata un valore                                                                                                                                    

 

14,1%

È impossibile garantire la privacy: in rete non si distingue più tra pubblico e privato    

24,5%

 

Fonte:Censis, 2013

 

 

 

L'ampio consenso per il «diritto all'oblio»

in Internet (val.%)

 

Ognuno ha il diritto di essere dimenticato, le informazioni personali sul nostro passato potenzialmente negative o imbarazzanti dovrebbero poter essere cancellate da Internet

 

70,7%

Non si può cancellare la storia, è giusto conoscere anche le informazioni personali sgradite di ognuno e conservarle per sempre nella memoria collettiva di Internet

 

29,3%

 

Fonte:Censis, 2013

 

 

Il valore dell'identità digitale

in prospettiva al 2020 (miliardidi euro)

 

 

2011

2020 Scenario A

2020 Scenario B

 

 

 

 

Organizzazioni

53

328

190

Consumatori

262

669

364

 

 

 

 

 

315

997

554

 

 

Stima per l'Italia della disponibilità di spesa

per difendere la propria privacy online,

rapportata agli utenti di Internet:                                                            *19,20 euro pro-capite/anno

                                                                                                                      *complessivamente 590 milioni di euro

 

Fonte:elaborazione Censis su dati Boston Consulting Group, 2012