FARE BUSINESS CON L' ITIl commercio elettronico, la liberalizazione delle telecomunicazioni e l'affermarsi dell'Internet world imporranno alle banche PROFONDI CAMBIAMENTI.Ecco le previsioni per i prossimi anni di È ormai chiaro che esistono nuove opportunità di business derivanti dall'incalzare del processo tecnologico che, in molti casi ormai, partecipa all'indirizzo delle strategie aziendali. In questo ambito, l'information technology può costituire il motore di una crescita per la società in quanto il suo ruolo non è più relegato a quello meramente complementare e di supporto, ma è sempre di più centrale nei piani aziendali. Attraverso il commercio elettronico, la liberalizzazione delle telecomunicazioni e l'affermarsi dell'Internet world, i prossimi anni ci regaleranno profondi cambiamenti nel modo di fare business e dell'interpretazione, in generale, del mondo dell'information technology (It). In questo contesto e con questi presupposti si è svolta a Cannes in novembre la decima edizione del Symposium ITxpo della Gartner Group, un appuntamento che è divenuto negli anni tra i più importanti nel disegno delle strategie future dell'It. Oltre 4 mila partecipanti provenienti da tutto il mondo e più di 100 analisti si sono incontrati per questo evento che è divenuto un punto di riferimento internazionale per il mondo dei professionisti dell'information technology. Nei quattro giorni si sono svolte circa 140 sessioni su vari temi (outsourcing, commercio elettronico, information security, network computing, telecomunicazioni, anno 2000, Emu, ecc.) COSTI, OUTSOURCING E OCCUPAZIONE Soprattutto grazie alle scadenze dell'anno 2000 e dell'euro, nel quinquennio 1994-1998 gli investimenti in information technology sono raddoppiati in termini di percentuale sul fatturato delle imprese utenti mondiali. Nei prossimi cinque anni, secondo Gartner Group, la situazione non sarà per i fornitori altrettanto favorevole: infatti il tasso di crescita rimarrà tale ancora per il 1999, ma poi calerà fino al 2002, proprio per l'ormai avvenuta sistemazione delle urgenze legate alle scadenze più ravvicinate e improrogabili. D'altra parte le società di information technology posizionate fuori da questo ambito troveranno molte difficoltà sin da quest'anno. Il problema chiave dei prossimi quattro anni sarà la crescente scarsità di risorse umane qualificate. Il passaggio all'anno 2000 e all'euro sta drenando già oggi risorse al punto che la Gartner Group stima, in Europa, nell'informatica una considerevole carenza di personale. Su 10 informatici richiesti, solo 7,5 in media saranno disponibili e il 60% delle grandi imprese dovrà ricorrere a risorse esterne per gestire più della metà delle proprie attività relative all'information technology. Di qui la crescita di grandi partner esterni che a loro volta aiuteranno gli utenti nella gestione dei complessi rapporti con molteplici subcontractor di servizi specializzati. In sostanza una potente spinta alla trasformazione dell'informatica in un mondo in cui attività indipendenti, free-lance, a tempo parziale e altamente flessibili e mobili, diverranno la norma. Entro cinque anni il 50% del lavoro di information technology aziendale sarà affidato a fornitori esterni di servizi (oggi siamo al 20%). COMMERCIO ELETTRONICO E INTERNET La prima forma ad avere successo sarà quella business to business: secondo Gartner Group nel 2002 costituirà il 74% del mercato (nel 1997 48%, mentre il 52% era business to consumer). Tutto questo a scapito delle altre tecnologie: infatti, ad esempio, l'Edi rappresenta ancora un'ottima risorsa per intrattenere rapporti con partner conosciuti, ma a fronte della globalizzazione del mercato diventa strategico passare all'e-commerce. Il commercio elettronico porterà ad un'autentica rivoluzione delle industrie più orientate ai servizi e a maggior contenuto di informaione come, ad esempio, le banche. Per tutte le attività legate a questa area, l'outsourcing rappresenterà uno dei principali fattori critici di successo. D'altra parte, uno dei punti più dolenti sarà quello della sicurezza dove gli algoritmi presenti non sono ancora all'altezza. Entro l'anno 2003, quindi, Internet diventerà il veicolo principale per la conduzione del business, tanto fra gli utenti privati quanto fra le aziende. Ma la straordinaria importanza che la Rete andrà ad assumere per gli affari non la farà comunque convergere all'interno di altri media, al contrario di quanto affermano in molti; Internet resterà, almeno fino al 2004, una Rete separata dal resto del mondo: un'insieme di reti collegate tra loro dal protocollo Tcp/Ip. Internet non creerà affatto un grande mercato globale (almeno non subito). Le differenze culturali, così come i problemi legati alla crittografia, alla sicurezza e, soprattutto, ai diversi sistemi fiscali in vigore, manterranno le varie nazioni separate nell'utilizzo della Rete. L'attenzione va poi posta - per un corretto sviluppo dell'Internet banking - sui piani di marketing e di comunicazione da predisporre. Bisognerà conoscere bene i propri clienti e quelli potenziali, definire con cura prodotti e target da raggiungere allestendo politiche commerciali adeguate, capaci di colpire gli utenti. Senza opportune strategie di marketing sarà difficile avere successo ed essere in grado di offrire prodotti a reale valore aggiunto e a prezzi competitivi. Negli Stati Uniti gli investimenti in marketing, comunicazione e immagine sono una consistente fetta degli investimenti totali dell'Internet banking. Ovvio che il mercato statunitense si differenzia di molto da quello europeo che ha un potenziale di domanda di gran lunga inferiore rispetto al primo. TELECOMUNICAZIONI Secondo Gartner Group i prossimi cinque anni vedranno il ribaltamento dell'intero settore continentale. Fino al 2000 ci sarà la fase più calda della liberalizzazione, con almeno un migliaio di nuovi protagonisti che si affolleranno sul nuovo mercato. Dal 2001 in avanti dovrebbe seguire una fase di consolidamento, in cui i player più piccoli verranno mangiati da quelli più grossi e solidi. Gartner Group prevede che, al 2004, non resteranno sul campo più di 10 o 12 carrier in Europa, e non più di tre capaci di uno spettro completo di servizi per ogni maggior paese. Lo scenario più probabile è che al tradizionale ex-monopolista si affiancheranno altri due grandi nuovi protagonisti che avranno la propria competitività non più giocata solo sul prezzo, ma sulla qualità e l'innovazione dei servizi. Nel frattempo ci si può attendere un autentico terremoto tariffario che porterà - nel 2003 - ad un crollo dell'80%. Già oggi, in diversi paesi europei, sono partite azioni, e piuttosto intense, per ridurre i costi, aumentare la produttività, sviluppare nuovi servizi e opportunità di ricavi. E lo scenario non esclude che alcuni gestori, gravati da esposizioni debitorie, da forze lavoro numerose e rigide e dai margini in calo, e soprattutto se isolati dalle grandi alleanze internazionali, potrebbero essere costretti a fusioni, posizioni subordinate in consorzi o persino a cercarsi qualche multinazionale di controllo. Il 1998, anno di partenza stabilito dall'Ue per la liberalizzazione, ha visto in realtà alcuni Paesi già pronti (Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Finlandia) ed altri, fra cui l'Italia, che stanno recuperando solo ora la loro distanza dal quadro, normativo e industriale, previsto dall'Ue. Risultato di tutto questo sarà una competizione in Europa piuttosto accesa; l'armonizzazione tra i livelli tariffari dei vari paesi non comincerà a manifestarsi prima del 2002 e gli utenti di quelli che saranno i Paesi guida potranno giovarsi di prezzi dimezzati rispetto a quelli dei paesi ritardatari. Da sottolineare - per quanto riguarda il comparto banche - che le telecomunicazioni sono una risorsa strategica attraverso cui si può allargare la propria presenza sul mercato, raggiungere più velocemente il cliente e comunicare in modo più efficace con le filiali e con l'estero. Sfruttare tutti i vantaggi della liberalizzazione significa però, per le banche, pensare a sostituire tecnologie vecchia maniera, che non sono più sufficienti a sostenere la tipologia di servizi che oggi la clientela richiede. Bisogna quindi cominciare ad analizzare le telecomunicazioni, non come una voce di costo, ma come un elemento strategico che permette di razionalizzare altri costi che la banca deve abitualmente sostenere. (Ndr: ripreso dalla rivista bimestrale "Bancaforte" marzo-aprile 1999) |